venerdì 18 aprile 2014

Pasta carciofi, olive e capperi per il 100% Gluten Free (Fri)Day

Oggi è il giorno dedicato al 100% Gluten Free (Fri)Day.
Ma è anche il giorno che precede la Pasqua.
Giorni frenetici quasi come quelli che precedono il Natale.
Anche se il pranzo di pasqua è sicuramente meno impegnativo di quello di natale, forse anche per la stagione, e per gli ingredienti che si trovano.
Così, ho pensato di postare un primo adatto alla stagione e anche a queste feste. Facile, veloce e davvero buono.

E ora, vi annuncio una novità.
Il 100% Gluten Free (Fri)Day cambia un po' volto e vuole dare maggiore risalto alle ricette che arrivano. Per questo, da oggi, se volete, invece di lasciare solo il vostro link, potete inserire alcuni dati, in un form, creato ad hoc dai nostri esperti Federica e Giuseppe, in maniera tale da creare un archivio molto più fruibile e dare, quindi, un servizio vero a tutti coloro che cercano una ricetta senza glutine. 
Quindi, vi consiglio di fare un piccolo sforzo e compilare il form. Correte, quindi, sulla pagina di Gluten Free Travel & Living!



Pasta carciofi, olive e capperi


Pasta in verde
Ingredienti per 5 persone:
500 g pasta (senza glutine)
1 scalogno
4 carciofi 
4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di capperi sotto sale
15 olive verdi di Castelvetrano
1/2 bicchiere di vino bianco (di buona qualità)
sale e pepe

Il condimento si fa mentre preparate la pasta.
Pulite i carciofi sfogliandoli fino ad arrivare alle foglie più tenere, quindi tagliate la cima, tagliateli a metà, quindi eliminate la barbetta, sciacquateli e tagliateli a listarelle e metteteli in padella insieme all'olio e alla scalogne tritato, facendoli dorare. Nel frattempo, sciacquate abbondantemente i capperi e sminuzzateli. Denocciolate le olive e tritate anche queste, quindi aggiungete tutto ai carciofi.
Fate sfumare con il vino bianco, quindi coprite e fate cuocere per una decina di minuti.
Scolate la pasta al dente e fate finire la cottura nella padella del condimento, tenendo da parte qualche mestolo di acqua della pasta per amalgamare il tutto.
Servite, se volete, con del parmigiano.
Ottima davvero.

Suggerimenti:
- indossate dei guanti per sfogliare i carciofi, altrimenti vi ritroverete tutte le mani nere;- tutti gli ingredienti sono naturalmente privi di glutine.

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day



I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

Vi auguro una serena Pasqua!

A presto
Stefania Oliveri

giovedì 17 aprile 2014

Igles Corelli un grande chef: risotto con vastedda del Belice


Risotto con vastedda del Belice

Incontrare uno chef del calibro di Igles Corelli (e non mi riferisco assolutamente alla sua stazza), è stato un onore e un privilegio.
Emozionatissima fin da quando avevo saputo che avrei partecipato al suo show cooking, non vi dico quando l'ho visto lì, a pochi passi da me.
L'emozione è partita già da casa, dove ho dimenticato tutto il mio armamentario, lasciando a casa l'obiettivo giusto.
Quando gli ho stretto la mano, però, mi sono sentita subito a mio agio.
Igles Corelli è un grande sotto ogni punta di vista. Un uomo davvero simpatico, modesto, umile, paziente, che, non solo, non se la tira per niente e ma ti tratta come sua pari, quando pari, non lo sei per niente.

Igles Corelli e Stefania Oliveri


Sono riuscita perfino a fargli una semi intervista (ok, me la tiro un po' troppo, diciamo che gli ho lasciato dire qualche parola, fra il fiume delle mie) e lui paziente, mi ha ascoltato, ha cercato di rispondere e ha pure aspettato che l'autoscatto, per ben due volte, ci facesse una foto, sebbene, dall'altra parte ci fosse una persona viva e vegeta che facesse la foto, solo perché io, per non mettermi gli occhiali, non sono riuscita a vedere il simbolico dell'autoscatto.
Ma partiamo dal principio.
Già negli anni '80, a soli 23 anni, comanda una brigata, fra i quali c'è anche l'allora sedicenne Bruno Barbieri. Anni in cui il must erano le farfallette al salmone, lui era avanti mille anni luci, con piatti d'avanguardia, che si vedono solo oggi. 
Adesso, nel suo attuale ristorante a Pescia, Atman, continua a sperimentare e con l'umiltà che lo contraddistingue, lo racconta come una cosa da non dire. "Io propongo i miei piatti senza dire che sono il frutto di ricerca, così le persone mangiano e apprezzano, senza preconcetti".
Quando poi gli chiedo se, nel suo ristorante, è attrezzato per accogliere i celiaci, mi stupisce con la competenza nell'affrontare la situazione. E poi aggiunge "io sono sempre pronto a preparare del cibo senza glutine, qualsiasi cosa del mio menù, e stiamo molto attenti, ma non ho la doppia cucina…" E io, se è possibile, lo adoro anche di più.
Poi vado un po' sul personale e chiedo cosa ne pensa dei food blogger, visto che rappresento la neonata AIFB (Associazione Italiana Food Blogger). E ancora una volta mi stupisce con la sua risposta.
"Persone competenti, che amano il buon cibo e che fanno informazione gratis, oltre a farci pubblicità gratis… personalmente li adoro!" Mi sento anche rinfrancata da questa sua risposta, visto che, di solito veniamo piuttosto bistrattati da tutti.
Chiedo ancora: "ma visto che c'è tutta questa attenzione verso gli ingredienti, il territorio, le tecniche, e il rispetto per le materie, che, in primo luogo, portate avanti voi chef, ma che sicuramente con tutti i blog di cucina e tutte le trasmissioni in TV che trattano il tema, come mai, poi, i libri più venduti, in realtà osannano le scorciatoie a buon mercato?"
La risposta, o più che altro, la domanda è stata: "come mai io ho scritto 12 libri che hanno venduto solo 64.000 copie (solo???) e qualcun altro ne ha venduto 800.000?" e ovviamente ho apprezzato, non solo l'onestà dello chef e non la risposta dell'uomo, ma soprattutto l'arresa all'evidenza dei fatti. Per cui mi sono detta, che nonostante tutto, allora, c'è ancora moltissimo da fare…
Infine, l'ho lasciato andare dopo che mi aveva dispensato una serie di trucchi e trucchetti da riproporre in cucina, di cui non fa segreto a nessuno, perché lui crede nella formazione e anzi pensa che solo attraverso il comunicare il proprio sapere si può crescere e superare nuove frontiere, ha iniziato a preparare il suo risotto con la Vastedda del Bèlice, per noi.
A quel punto, i trucchi e i segreti in cucina, alla portata di tutti, si sono moltiplicati e per ogni passaggio ci affascinava con la sua infinita esperienza. 
La ricetta, però, non è assolutamente alla portata di tutti, sebbene ci abbia spiegato ogni passaggio, perché ha "giocato" con questo formaggio, donandogli tre consistenze diverse, ma che solo un genio come lui, può dapprima ideare e poi riproporre.
In ogni caso è stata una gioia per il palato poter assaggiare il suo meraviglioso risotto!

Igles Corelli all'opera

Questa intervista potete trovarla anche su Cronache di Gusto, che ringrazio per avermi dato la possibilità e l'onore di poter conoscere tanti chef e la loro cucina, direttamente a Palermo!

A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 16 aprile 2014

Brisé senza glutine spinaci e ricotta e il vero significato della Pasqua...

Un mese difficile. Lungo e difficile.
A parte che il detto "aprile, dolce dormire", pare che per me, sia del tutto confermato, ho una stanchezza atavica.
Ho sonno, tanto sonno e stanchezza.
Mi sento talmente stanca che pure la mattina, appena sveglia sono già stanca.
Mi sono sempre detta che aprile per me era davvero difficile, perché gli impegni a scuola si triplicano.
Ci sono i consigli di classe, i ricevimenti dei genitori, la consegna delle pagelle intermedie…
Ma quest'anno, quanto meno come insegnante, tutto questo non c'è stato.
E allora, perché sono così stanca?
Quest'anno ho forse capito che il motivo della mia grande stanchezza non è dovuta al mio lavoro…
Il problema, in realtà, riguarda la scuola, ma… dei miei figli.
Finalmente, quest'anno del pargolo n.1 non ho più il ricevimento. EVVIVA!!!
Purtroppo rimangono il n.2 e il n.3.
E però, il povero cucciolo n.3, finalmente, mi dà soddisfazioni a scuola (meglio tardi che mai!).
Il n. 2, invece, non solo continua a non cambiare, ma, se è possibile, è pure peggiorato.
Quest'anno, a peggiorare, ci si è messo di mezzo l'innamoramento e lui, che di solito è stato mezza testa, adesso non ce l'ha proprio più.
Cammina a mezz'aria, è assente e distratto, ha un sorriso da ebete, non risponde quando gli si parla e tutto quello che fa (che fa?), in realtà non lo fa!
Compresi i compiti!
Compreso andare a scuola!
Così una settimana fa, sono stata chiamata dal coordinatore della classe che, allarmato, mi ha esposto la situazione "grave" di mio figlio.
Il professore, che finalmente è una ottima persona che ti mette a tuo agio (non come gli anni precedenti) e ti sorride, anche se compassionevole.
Mi parla, io gli parlo e alla fine mi dice: "forse, signora, siete dei genitori troppo presenti…"
Mi ritornano in mente tutte le volte che sono e siamo passati per disgraziati che non ci siamo mai occupati dei pargoli… E siccome, non penso mai prima di parlare, glielo dico pure…
Mi guarda, ancora più compassionevole e mi dice: "sono padre anche io, di due maschi, e so di cosa parla…"
Mi scaturisce subito una domanda, anzi un vero slancio di generosità, e gli domando: "non è che vuole arrivare a tre figli maschi? Io glielo cedo volentieri!!!"

In ogni caso, fra poco è pasqua e poi viene pure pasquetta, e, anche se a Pasqua nessuno ti chiede di essere più buono, per adesso, comunque risparmierò il pargolo, perché uno spargimento di sangue c'è stato già e ho deciso che nostro Signore ha pagato anche per lui… Così vi propongo, non un secondo di carne (umana), ma una quiche, vegetariana, che vi potete portare dietro, anche per le vostre gite fuori porta. 
La ricetta, anche questa, è della mia bravissima amica, e come lei ho deciso di usare una brisé e non una sfoglia. Ovviamente la mia brisé è senza glutine, ma vi assicuro che è talmente buona con questo mix, che non vi piacerà più quella col glutine!

Brisè senza glutine con ricotta e spinaci





Questa ricetta cade proprio a fagiolo per le festività che si avvicinano e ho pensato di partecipare al contest che la Sarchio ha organizzato per l'occasione. I motivi sono tantissimi. 1. Sono davvero di una bontà più unica che rara; 2. ho utilizzato ingredienti bio e di ottima qualità (la ricotta di pecora delle Madonie e gli spinaci appena raccolti dal contadino, alleggerendo la ricetta originale che prevedeva anche il mascarpone; 3. quella colombina, al centro della quiche, ricoperta di semi di papavero sono garantiti bio, come tutti i prodotti della Sarchio!


Torta salata spinaci e ricotta di Stefania Profumi & Sapori

Una confezione di pasta brisè 
Pasta Brisèe Senza Glutine
200 g. di farina senza glutine (io ho usato il mix composto da 100 g farina di riso integrale, 50 g farina riso finissima, 50 g tapioca)
100 g. di burro
60 ml di acqua fredda
1 cucchiaino di cantano
un pizzico di sale

ripieno
500 gr di spinaci freschi
una confezione di mascarpone (sostituita tutta con ricotta)
200 gr di ricotta fresca di pecora
parmigiano
semi di papavero Sarchio (mia aggiunta per dare il croccante)
sale e pepe

Io ho fatto delle monoporzioni. 
Ho impastato la brisè e l'ho fatta riposare circa 20 minuti in frigo. L'ho stesa e ho bucherellato il fondo con una forchetta. 
Nel frattempo ho cotto gli spinaci in padella senza aggiungere altra acqua, se non quella che trattengono gli spinaci lavati. Poi li ho lasciati freddare, li ho strizzati e tritati col coltello. 
In una terrina ho amalgamato la ricotta, gli spinaci, un po' di parmigiano, sale e pepe e poi ho versato tutto questo ripieno sulla base. Con una formina ho ritagliato una colomba che ho spolverizzato con i semi di papavero e ho cotto in forno per circa 20 minuti a 210°.

Ottime veramente anche da fredde.

Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di Cuocicucidici.




E, se volete farmi vincere (e lo volete, vero???), potete votare la mia ricetta su Facebook a questo link della Sarchio!!!
Mi raccomando, VOTATEMI! 




Spinach and ricotta pie
Gluten free pastry crust
200 g . gluten free flour (this mix: 100 g brown rice flour , 50 g fine rice flour , 50 g tapioca)
100 g of butter
60 ml cold water
1 teaspoon xanthan gum
a pinch of salt

For the filling
500 g fresh spinach
750 g fresh sheep's ricotta
parmesan
Some poppy seeds
salt and pepper

I mixed all the ingredient to make the pastry crust and I let it rest for about 20 minutes in the fridge. 
Meanwhile, I cooked the spinach in a pan without water, I let them cool , I've squeezed and chopped with a knife .
In a bowl, I mixed the ricotta, spinach, some parmesan cheese, salt and pepper and then I poured all the filling on the base, previous stretched. With a mold , I carved a dove that I sprinkled with poppy seeds and cooked in oven for about 20 minutes at 210 degrees.

A presto
Stefania Oliveri


lunedì 14 aprile 2014

Torta mousse al pistacchio e fragole della joint venture Ladurée-Profumi&Sapori

Ecco, lo sapevo che non avrei dovuto scegliere un dolce "difficile".
Io non sono una pasticciera!
Non ho nemmeno la vocazione.
Mi piace mangiare bene e cose prelibate, ma fatte dagli altri.
Ma ci ho voluto provare, per il bene che le voglio.
Ma io sono più il tipo Nigella e lei Montersino.
Capite bene che ne poteva venire fuori?
Tutte le ciotole che ho a disposizione nella mia cucina, tutte sporche.
La planetaria, il minipimer, il Bimby, pure.
Tre teglie sottili, due teglie a cerchio apribile, spatole, coltelli, leccapentole e rotoli di carta forno e pellicola.
E poi… e poi diverse telefonate proprio a lei, perché, neanche a dirlo, ho combinato tanti pasticci!
Due per tutti:
1. come al solito non avevo tutti gli ingredienti e me ne sono accorta solo dopo aver cominciato a cucinare, quindi ho sostituito le amarene che mi mancavano con le fragole e quindi la gelatina con la marmellata di fragoline;
2. ho fatto raffreddare in frigo la mousse prima di inserire la panna, con la conseguenza che non potevo più aggiungerla… Meno male che l'ho chiamata e mi ha spiegato un trucchetto, per rimediare. Io non vi scriverò cosa ho fatto. Vi scriverò solo come si fa, o come si dovrebbe fare…
P.s. E la prima cosa da fare è LEGGERE bene la ricetta fino in fondo e assicurarsi che abbiate tutti gli ingredienti!



Torta mousse al pistacchio e fragole di Stefania
(di Ladurèe da "Dolce. Il libro")

Biscotto daquoise al pistacchio:
10 gr pasta di pistacchio
70 gr farina di mandorle
80 gr zucchero a velo
15 gr pistacchi al naturale
3 albumi
30 gr zucchero semolato (io ho usato quello di canna chiaro, perché avevo finito anche lo zucchero!)

Frullate le mandorle, i pistacchi e lo zucchero a velo in modo da ottenere una polvere sottile.
Montate a neve gli albumi e quando sono ben spumosi, aggiungete lo zucchero semolato, continuando a montare finchè il composto non sarà ben fermo. 
Ammorbidite la pasta di pistacchio con una parte di albume montato e poi versate il tutto negli albumi montati. Mescolate delicatamente con una spatola morbida, inserendo, infine, la miscela di polveri. 
Con la sacca da pasticceria, disegnare tre forme tonde da 18-20 cm (a me ne sono venute solo due e non so il perché) su una placca rivestita da carta forno.
Cuocete a 180° per 15 minuti, ma guardate a vista perché ogni forno è a sé stante.

Tutto questo lo potete fare anche il giorno prima.
Il giorno dopo invece dovete fare il resto, altrimenti vi succederà la stessa cosa che è successa a me.

Bavarese al pistacchio:
3 fogli di gelatina
3 tuorli
35 gr di zucchero (io semolato di canna chiaro)
40 gr pasta di pistacchio
250 ml latte intero
280 ml panna da montare
2 cucchiai di kirsch (omesso, anche perché non ho trovato più nella spiegazione dove metterlo)
Marmellata di fragoline (io una strepitosa)
fragole fresche

Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi, quindi aggiungete la pasta di pistacchio. Versate a filo il latte bollente, mescolate e poi riportate tutto sul fuoco. Cuocete fino a 85°, finchè il composto non vela il cucchiaio. Se cuoce troppo, la crema “straccia” (e per fortuna, fin qui ce l'ho fatta). 
Toglietela, quindi, dal fuoco, e aggiungete la gelatina ammorbidita in acqua fredda e strizzata, e mescolate per qualche minuto. Lasciate freddare coperta da un foglio di pellicola a contatto. Non mettete in frigo, mi raccomando. Quando si raffredda, aggiungete gradualmente la panna montata.

Questo deve essere fatto nel momento in cui la bavarese è pronta. Anche qui, vale il consiglio di non farla riposare (meno che mai in frigo).

Assemblamento del dolce:
Utilizzate un cerchio da pasticceria da 18-20 cm (io ho usato il cerchio apribile di una teglia), e mettete sul fondo un primo strato di biscotto dacquoise, spalmato con la marmellata di fragoline e fate riposare in freezer per pochi minuti. 
Con la sacca da pasticceria, distribuite la bavarese al pistacchio e riportate in freezer per almeno 10-15 minuti. Ripetete l’operazione mettendo sopra l'altro biscotto dacquoise spalmato con la marmellata e completate con la bavarese.
Terminate il dolce con dei ciuffi di panna montata, delle fragole fresche e pistacchi.

Considerazioni:
- a parte il fatto che il mio dolce mi abbia detto, per ben due volte, "è la torta migliore che tu abbia mai fatto", e che non ho potuto fare la foto dell'interno perché ho portato la torta a casa di una amica, ma vi assicuro che era perfetta, con gli strati perfettamente definiti, devo confessare che:
a. credo di aver imparato (come sempre quando faccio le ricette di Stefania) l'uso della gelatina per stabilizzare le creme;
b. i tempi della gelatina e non solo per avere torte belle oltre che buone;
c. che sulle amiche puoi sempre contare e anche dopo 300 telefonate, continua a rispondermi al telefono!

- mi cimenterò in un'altra torta difficile ormai c'ho preso gusto!






Cake with pistachio mousse and strawberries
Daquoise pistachio biscuit :
10 g pistachio paste
70 g almond flour
80g icing sugar
15 g pistachios
3 egg whites
30g caster sugar ( I used light brown)

Blend the almonds , pistachios and icing sugar in order to obtain a fine powder .
Whip the egg whites and when they are well frothy , add the sugar and continue to whip until the mixture is very firm .
Soften the pistachio paste with some whipped egg and then pour it over the egg whites . Mix gently with a soft spatula , inputting, finally, the powder mixture .
With the pastry bag , draw two round shapes from 18-20 cm on a baking sheet lined with parchment paper.
Bake at 180° degrees for 15 minutes, but check at sight because every oven is self-contained .

You can prepare the daquoise the day before.

Bavarian pistachio :
3 sheets of gelatin
3 egg yolks
35 g of sugar
40 g pistachio paste
250 ml whole milk
280 ml ​​whipping cream
Strawberry jam
fresh strawberries

Beat the egg yolks with the sugar until fluffy , then add the pistachio paste . Pour gently hot milk , stir and then put everything on fire. Cook up to 85°, or until the mixture veil the spoon . Be careful, otherwise you can throw everything in the trash.
Soften gelatin in cold water and after having removed the mixture from the heat, add gelatin, and stir for a few minutes . Let cool covered with a sheet of plastic in contact . Do not put it in the fridge , I recommend it. When it cools , gradually add the whipped cream.

Assembling the cake :
Use a pastry circle from 18-20 cm (I used the circle opening of a baking sheet ) , and put on the bottom of the first layer of Dacquoise biscuit smeared with strawberry jam and let rest in the freezer for a few minutes.
With the pastry bag , spread the cream with pistachio and reported in the freezer for at least 10-15 minutes. Repeat the process by putting it over the other Dacquoise biscuit smeared with jam and finished with the cream .
Decorate the cake with whipped cream, fresh strawberries and pistachios.

Con questa ricetta partecipo al contest di Flavia The Recipe-tionist




A presto
Stefania Oliveri

venerdì 11 aprile 2014

Pagnotta rustica della Nutrichef e i matrimoni con lo sponsor!

Che io sia fissata coi matrimoni, è cosa nota a molti.
Io guardo tutti i programmi in Tv che hanno a che fare con i matrimoni (da Quattro matrimoni ad Abito da sposa cercasi, a Chi veste la sposa, etc. etc.) prediligendo i programmi inglesi (perché io non mi limito ai programmi italiani), li vedo tutti, anche quelli stranieri.

Non faccio nemmeno mistero di passare ore a guardare gli album dei matrimoni che si trovano su internet. Fra i miei preferiti ci sono quelli di Martha Stewart e quello di Weddingawker.
E visto che non mi devo risposare, né ho figlie da sposare, tutti si chiedono perché?
Non lo so, mi piace, mi piace partecipare, anche solo virtualmente alla gioia degli altri.
Pensare che anche io sia stata invitata o perfino partecipi alla preparazione.
Non ho mai amato i matrimoni sfarzosi, sebbene io sia una persona piuttosto baroccheggiante e un po' sopra le righe. 
Il mio matrimonio è stato in stile campagna inglese, agreste e semplice. 
E il matrimonio che mi è piaciuto di più, è stato quello di mia cugina, quando avevo solo 13 anni, intimo (solo 35 persone), una festa in famiglia e con gli amici più cari, un abito semplice e poco apparente, anche se molto particolare, e la festa che è continuata poi a casa degli sposi.
Ecco questo è quello che sogno anche per i miei figli, sapendo che si presenteranno con la voglia di un matrimonio alla grande, con 500 invitati, carrozze trainate da cavalli bianchi e l'abito della sposa il più meringoso che si sia mai visto…
Così, sogno. Sogno che tutti quelli che mi piacciono, siano il matrimonio dei miei figli…
Così, mi rivolgo ai posteri, alle mie future nuore. Sarò una suocera amabile, una di quelle che non pretenderà di organizzare il vostro matrimonio… ma sappiate anche che non amerò lo sfarzo!
Perché tutto questo discorso?
Perché ho appena scoperto che ci sono i matrimoni con gli sponsor…
Effettivamente un matrimonio costa tanto e soprattutto quando si vuole strafare, forse, per noi umili mortali, l'unica via è lo sponsor… ma quanto lo trovo di cattivo gusto!!! 
Ecco, spero che lo sponsor non ci sia mai al matrimonio dei miei figli… sapendo già che, come tutte le americanate, il tempo di spandersi, arriverà anche ai miei figli… speriamo solo che siano sponsor senza glutine! ;)






Questa pagnotta, comunque, la posso paragonare ad un matrimonio ben riuscito. Lo sponsor, effettivamente ce l'ha, perché la ricetta l'ho presa da Nutrichef, che l'ha pubblicata, qualche tempo fa, per il 100% Gluten Free (Fri)Day e ho, quasi, pedissequamente seguito tutto. 
Ecco la ricetta!

Pagnotta Rustica

INGREDIENTI
410 g acqua naturale
22 g lievito di birra
15 g miele (io di sulla, tipico della Sicilia)
50 g Semi Omega (semi di girasole, semi di zucca, semi di lino)
35 g olio extra vergine d’oliva
6 g sale fino
Per lo spolvero
Farina di riso finissima 

PREPARAZIONE
Disponete la miscela di farina e i semi vari in una terrina. Sciogliete il lievito nell’acqua a temperatura ambiente e unitelo alla farina, aggiungete il miele e amalgamate il tutto.
Aggiungete l’olio, il sale e impastate fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. L’impasto deve risultare colloso, per agevolare la lavorazione aiutatevi con farina di riso.
Con le mani infarinate togliete l’impasto dalla terrina e mettetelo su un piano da loro. Lavorate l’impasto brevemente fino ad ottenere una pagnotta liscia. 
A questo punto si dovrebbe riposizionare  nella terrina, bagnare la superficie con il palmo della mano,  e chiudere con un panno o con pellicola trasparente. Io invece, ho messo direttamente l'impasto su un foglio di carta forno, ho dato una forma di pagnotta, ho dimenticato di bagnare le mani per lisciare la superficie. In ogni caso ho fatto riposare per circa 1 ora e 45 minuti, coperto da pellicola, fino a quando non è raddoppiato di volume.
Ho quindi inciso la superficie con un coltello e spolverizzato  con farina di riso, quindi ho coperto di nuovo con un panno asciutto e ho fatto lievitare per altri 45 minuti.
A questo punto ho messo in forno caldo e preriscaldato a 220° e ho cotto per 15 minuti. Poi ho abbassato la temperatura a 190° e ho continuato a cuocere per circa 15-20 minuti. In ogni caso, per sapere se è cotto, dovete battere sotto il pane e vedere se suona. A quel punto è pronto.
Vi assicuro, una vera bontà!!!

Pagnotta rustica alle carote senza grassi

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day 




A presto
Stefania Oliveri

giovedì 10 aprile 2014

Pasta fresca senza glutine al pesto di ortiche e gamberi

Questa ricetta è di una amica che non ha un blog, ma ha voluto partecipare lo stesso al mio contest. 
Gentilmente me l'ha inviata e io la pubblico per lei.
Grazie Anna Maria Cottone per averci regalato questa magnifica ricetta!

E ora, a lei la parola!


Pasta fresca al pesto di ortiche di Anna Maria Cottone

Ingredienti per 2 persone: 
Per l'impasto 
125 Mix Pasta L'Altro Gusto
g 65 acqua tiepida 
sale q.b.
Per il pesto
g 50 ortiche, circa un pugno 
2 cucchiai di farina di mandorle
1 cucchiaio di parmigiano
3-4 cucchiai di olio evo
1/2 spicchio d'aglio
sale e pepe.
Per la marinata

2 gamberi rossi ben freschi
olio evo
peperoncino
sale.
Per decorare

granella di mandorle


Si inizia con la preparazione della pasta fresca, i bucatini. In una ciotola inserisco la farina l'acqua ed il sale. Impasto e una volta ottenuto un impasto omogeneo, metto la palla a riposare per 30 minuti, avvolta nella pellicola. 
Procedo con la preparazione del pesto. Io ho utilizzato le ortiche, raccolte nel mio giardino. In un contenitore a bordo alto, ho inserito le ortiche ben lavate e tamponate, il parmigiano, la farina di mandorle, l'aglio, l'olio d'oliva il sale ed il pepe. Con il mixer ho frullato e coperto con un filo di olio. 
Ho sgusciato i gamberi , lavati e messi a marinare con un filo di olio di oliva, sale e un pizzico di peperoncino. 
Trascorsi i 30 minuti, vado a formare i bucatini, con l'apposita macchina per pasta fresca. Metto a bollire l'acqua col sale e verso i bucatini, non appena vengono a galla, li scolo e li maneggio con il pesto di rucola. 
Guarnisco il piatto con granella di mandorla, il gamberetto marinato ed un filo di olio.

Con questa ricetta partecipo al contest Per un pugno di mandorle


martedì 8 aprile 2014

Palline di ricotta e cocco, facili, veloci e con soli 4 ingredienti!



Lei è una grande!
Una che con la pasticceria ci sa davvero fare.
Una che, secondo me, e non solo, riesce a realizzare dei dolci strepitosi.
Una che si è pure cimentata, con grande successo, nel senza glutine, pur non essendo celiaca solo perché mi ha conosciuta.
Con una manualità da pasticcerà nata!
Ha solo una piccola pecca
Le sue ricette sono troppo complicate e lunghe per me!
Cioè, vi immaginate una come me che fa ricette da "maiala effige" (minimo sforzo, massimo risultato - almeno a livello gustativo -) cimentarsi con le sue ricette, mooooooooolto complesse e arzigogolate?
E questo mese che fa?
Vince il contest di Flavia
Insomma, ho dovuto cimentarmi per forza.
E, spulciando spulciando, ho pure trovato una ricetta che fa al caso mio.
Cioè, sarà anche l'unica ricetta che sarò in grado di replicare, ma sono felice di averla trovata nel suo meraviglioso e preziosissimo blog!
Brava, omonima!!!

Carissima, ti voglio ringraziare tantissimo, perché ho portato questi dolcetti alla fisioterapista e, tutti quelli che lavorano al centro li hanno assaggiati. I complimenti sono andati oltre misura e mi hanno chiesto la ricetta!


per 30 pezzi circa

300 g di ricotta di pecora
130 g di zucchero
150 g farina di cocco
75 g di cacao (io ne ho usato solo 40 g, amaro della Venchi)
altro cocco extra

In una ciotola amalgamate la ricotta con lo zucchero. Unite, quindi, la farina di cocco e il cacao e impastate. Formate delle palline, da rotolare tra le mani, e adagiare in un piatto. 
In un piatto mettete dell'altro cocco e rotolate le palline fino a quando saranno ben coperti.
Adagiatele su un pirottino e conservate in frigo fino al momento di servire.

Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di Aprile


E con questa ricetta partecipo al contest Finger food in un sol boccone per la categoria dolci

Peroni


Ricotta bonbons
for about 30 pieces 

300 g ricotta 
130 g of sugar 
150 g coconut flour 
75 g of bitter cocoa (I used only 40 g) 
extra coconut 

Mix ricotta and the sugar in a bowl. Add coconut flour and cocoa and knead. Shape into balls, rolling between your hands, and lay on a plate. 
In a dish put more coconut and roll the balls until they are well covered. 
Store in the fridge until you want to serve.

A presto
Stefania Oliveri

sabato 5 aprile 2014

Gnocchi di ricotta e quinoa per l'ultimo numero di Taste&More



E oggi è il 5 del mese e indovinate cosa succede? 
Ma sì, avete indovinato, oggi esce l'ottavo numero di Taste&More!
Io sono orgogliosa di far parte di questa squadra che mi ha chiesto di preparare delle ricette gluten free, per far conoscere a tutti la tematica.
Così, anche questo mese ci sono anche io, con una ricetta di gnocchi con farine particolari. Ma vi assicuro che troverete tanto di più. Ci sono tante e tante ricette meravigliose, che avrete solo l'imbarazzo della scelta. Se vi interessa vedere un numero eccezionale, non esitate! Guardate quanto è bella già la copertina!




Ed ecco la mia ricetta:

Gnocchi di ricotta e quinoa con pesto di fave
Ingredienti per 5 persone
250 g di ricotta di pecora fresca
40 g farina di quinoa
70 g farina di riso integrale
40 g fecola di patate
2 tuorli d'uovo
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di noce moscata
pepe nero macinato fresco


Pesto di fave e mandorle
Ingredienti
100 g fave fresche bollite e spellate
125 ml (circa) olio extravergine d'oliva
40 g di mandorle spellate
30 g parmigiano
qualche foglia di basilico
un pizzico di pepe nero macinato al momento

Preparazione degli gnocchi
Mescolate tutti gli ingredienti insieme in una ciotola. L'impasto sarà un po' appiccicoso. Se è troppo morbido dovete solo aggiungere un po' di farina, ma fate attenzione a non aggiungerne troppo perché altrimenti gli gnocchi saranno troppo duri.
Spolverizzate la superficie di lavoro con la farina di riso integrale e lavorate l'impasto fino a quando non sarà liscio. Tagliate l'impasto in 4 parti e ciascuno in 2 parti. Arrotolate ogni pezzo della dimensione di un salsicciotto di un centimetro e mezzo. Tagliatelo ogni due centimetri e rotolate ogni pezzo su una tavola per gnocchi o su i rebbi di una forchetta, così da racogliere meglio il sugo una volta cotti. Metteteli in una teglia infarinata finché non saranno tutti pronti.
Nel frattempo che portate l'acqua ad ebollizione, preparate il pesto.

Preparazione del pesto di fave
In un frullatore mettete le mandorle, il basilico, le fave, il sale, il pepe nero, l'olio e il parmigiano e frullate. Assaggiate e aggiungete gli ingredienti assecondando il vostro gusto.


Quando l'acqua bolle, cuocete gli gnocchi. Quando salgono in superficie sono cotti. Scolateli con un mestolo forato e conditeli con il pesto di fave. Se è necessario aggiungete anche un po' di acqua di cottura degli gnocchi, un filo di olio e del parmigiano.


E con questa ricetta che contiene le mandorle, vi ricordo il mio contest Per un pugno di mandorle














Ricotta and quinoa gnocchi with pesto with beans 
Ingredients for 5 people
250 g fresh ricotta
40 g quinoa flour
70 g brown rice flour
40 g potato starch
2 egg yolks
1 teaspoon salt
1 pinch of nutmeg
freshly ground black pepper

Pesto with beans and almonds
ingredients
100 g fresh fava beans boiled and peeled
125 ml (about ) olive oil
40 g blanched almonds
30 g parmesan cheese
a few basil leaves
a pinch of freshly ground black pepper

Mix all ingredients together in a bowl. The dough will be sticky. If it is too soft, you just have to add some more flou , but be careful not to add too much because otherwise gnocchi will be too hard.
Sprinkle the work surface with the brown rice flour and knead the dough until it is smooth . Cut the dough into 4 pieces and each one into 2 parts. Roll up each piece of the size of a sausage . Cut every two centimeters and roll each piece on a board for gnocchi or the tines of a fork. Place in a floured baking sheet until they are all ready .
In the meantime, bring water to boil and do pesto .

Bean pesto
In a blender put almonds, basil, beans, salt, black pepper, olive oil and Parmesan cheese and blend . Taste and add the ingredients to your taste.

When the water boils , cook gnocchi . When they rise to the surface of water, they are ready . Drain with a slotted spoon and toss with the pesto beans . Maybe you need to add some cooking water, a drizzle of olive oil and parmesan cheese.

A presto
Stefania Oliveri

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