venerdì 24 ottobre 2014

È tutto oro ciò che luccica? Lasagna di cavolfiore con ragù leggero #GFFD

( Lasagna di cavolfiore con ragù leggero)

Oh Romeo Romeo perché sei tu Romeo!?
Rinnega tuo padre, rifiuta il tuo nome, o se non vuoi, giura che mi ami e non sarò più una Capuleti.
Solo il tuo nome è mio nemico: tu sei tu.
Che vuol dire "Montecchi"?
Non è una mano, né un piede, né un braccio, né un viso, nulla di ciò che forma un corpo. Prendi un altro nome.
Che cos'è un nome? Quella che chiamiamo "rosa" anche con un altro nome avrebbe il suo profumo.
Rinuncia al tuo nome, Romeo, e per quel nome che non è parte di te, prendi me stessa.
-- William Shakespeare

Già, cosa è un nome?
Cambia qualcosa se io mi faccio chiamare FornoStar? o bloggallina?
Se dico che sono intelligente, forse lo sono?
O se sostengo di non essere celiaca, guarisco?
O se dico di dire la verità, è vero solo perché lo dico?
O se prometto un milione di posti di lavoro, li impiego davvero?
E se mi dicono cattiva, meschina, sleale e piccina, lo sono perché me l'hanno detto?

E però, le parole sono comunque importanti, soprattutto quando la sostanza è diversa da quello che la rappresenta.
E quando si parla, si deve pensare a quello che si dice.
Perché le parole pesano.
Così come pesa la verità…

E così è nato anche questo piatto. Anche se risale già a qualche tempo fa.
Mi sono chiesta "è possibile chiamarle lasagne, anche se in realtà non sono proprio delle lasagne?"
Sì, perché la sfoglia, non è una sfoglia di pasta.
La sfoglia è vegetale, è fatta col cavolfiore e nessuna farina…
Possibile?
Sì, possibile!
E ho ingannato tutti a casa, che le hanno scambiate per lasagne e le hanno divorate, senza capire che stavano mangiando l'odiato cavolfiore…
Ecco la forma inganna, ma la sostanza è diversa, anche se nessuno se n'è accorto, come spesso accade anche nella realtà.



Lasagne di cavolfiore con ragù leggero

Per 6 persone

Per le simil lasagne

300 g cavolfiore
2 albumi
sale e pepe

per il ragù leggero:

500 g petto pollo tritato
1 cipolla
4 cucchiai d'olio evo
1 foglia d'alloro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/2 l passata di pomodoro (io salsa home made)

500 g di ricotta di pecora
parmigiano

Per le lasagne:
Preriscaldate il forno a 180° e foderate una teglia con della carta forno.
Pulite il cavolfiore e dividetelo in cimette. La metà tritatelo in un robot da cucina fino a quando non avrà una consistenza più sottile del riso.
Mettitelo in una ciotola per micronde, con il coperchio, e fate cuocere due minuti alla massima potenza. Quindi lo mescolate e lo fate cuocere altri due minuti. Strizzatelo bene dentro un canovaccio (operazione indispensabile) e poi rimettetelo nella ciotola e aggiungete gli albumi, il sale il pepe. 
Stendete l'impasto sulla leccarda foderata e infornate per 15 minuti.
Togliete dal forno e fate raffreddare per 5 minuti, circa, quindi staccate la carta forno con prudenza e poi tagliate l'impasto in rettangoli.
Adesso la base per le vostre finte lasagne è pronta.

Nel frattempo preparate il ragù di pollo:
Soffriggete nell'olio la cipolla tritata.
Quindi rosolate anche il pollo. 
Sfumate col vino e aggiungete la foglia di alloro, dopo qualche minuto anche la salsa. Coprite.
Fate cuocere a fiamma bassa per 30 minuti circa. 
Salate e pepate. 
Fate raffreddare.

Comporre la lasagna
Fate uno strato di impasto di cavolfiore e versatevi sopra il ragù di pollo che coprirete con uno strato di ricotta e un po' di parmigiano. Proseguite così per tre/quattro strati e finite con la ricotta e il parmigiano.

Infornate per un quarto d'ora a 180°.

E con questa ricetta partecipo 100%Gluten Free (Fri)Day. Ogni settimana, Gluten Free Travel and Living vuole sensibilizzare l'etere e spronare tutti a cambiare modo di cucinare, almeno in presenza di un celiaco. Fra l'altro c'è una bellissima opportunità perché le ricette arrivate, vengono vagliate dalla chef  di un locale milanese rinomato, La CuocOna, che le ripropone nel suo locale, per il suo aperitivo gluten free e l'autrice della ricetta diventa la blogger della settimana di Gluten Free Travel and Living. Anzi, andate a scoprire chi ha vinto questa settimana!




E infine, visto che è una ricetta gustosa ma con un occhio alle calorie, ovviamente va nella raccolta Happy caLOWries.




E infine, ma non ultimo, voglio ringraziare Il tuo Olio Novello, per la possibilità che ha dato ai miei lettori di poter usufruire del fine settimana all'insegna della natura e dei buoni prodotti, e un grazie a tutti voi che avete risposto.
Vi ricordo che anche l'altro fine settimana ancora, sarà possibile ripetere l'esperienza e poi, stay tuned, perché forse ci sarà una bella sorpresa…



A presto
Stefania Oliveri



da PensieriParole

martedì 21 ottobre 2014

Semifreddo al torrone con cioccolata calda

(Semifreddo al torrone con cioccolata calda)

Da queste parti non si vedono più tanti dolci…
E no, in casa Cardamomo anche lo zucchero, da un po' di tempo, non è più visto di buon occhio.
E non perché sia intollerante allo zucchero.
Cioè, con il passare del tempo, sono diventata intollerante a tante cose, ma non ancora allo zucchero, che non disdegno, ma lo uso con parsimonia… molta parsimonia.
Anche perché così sto dando un giro di vite al mio giro vita… e rientrare nei vecchi vestiti (ovviamente non in quelli taglia 40), dà una sferzata di allegria e buon umore.
Ma, ogni tanto, un dolce ci vuole. 
Un piccolo assaggio, magari…
I pargoli, lo pretendono e mi minacciano che altrimenti mangiano le schifezze comprate…
Insomma l'ho fatto, cedendo ad un ricatto… e perché, qui, fa ancora caldo!


La ricetta nasce da un libro di ricette siciliane doc, ed è naturalmente senza glutine.
Questo, dimostra, ancora una volta che il cibo senza glutine non è pessimo perché è senza glutine, ma solo se non lo si sa cucinare!



Semifreddo al torrone con cioccolata calda

Ingredienti per 8 persone (ma anche di più…)

per il semifreddo
6 uova codice 0 (cioè bio)
200 g di torrone alle mandorle Sperlari (senza glutine)
50 g zucchero semolato
1 cucchiaio di zucchero a velo
500 ml di panna montata
i semi di una bacca di vaniglia
il succo di mezzo limone

Per la glassa:
100 g cioccolato fondente al 70%
4 cucchiai di panna da montare

Montate la panna con i semi della vaniglia e lo zucchero a velo.
Battete i tuorli a bagnomaria con lo zucchero fino a farli diventare bianchi e spumosi. Aggiungete il torrone tritato grossolanamente, lasciando da parte due cucchiai per guarnire, e mescolate.
Montate gli albumi a neve ferma, aggiungendo il succo del limone.
Quindi assemblate i tre composti mescolando delicatamente dal basso in alto per evitare che si smonti.

Versate il composto in uno stampo da plumcake (con il mio ne è avanzato un po'), foderato con pellicola, e mettete in congelatore per almeno due ore. 
Qualche minuto prima di servirlo, tirate fuori il semifreddo dal congelatore, e preparate la  glassa, riscaldando la panna sul fuoco e aggiungendo il cioccolato fuori dal fuoco. Mescolate finché non si sia sciolto bene e versate sul semifreddo e guarnite con la granella di torrone.

Con questa ricetta partecipo all'iniziativa della Festa del Torrone di Cremona 2014 che si terrà a Cremona dal 15 al 23 novembre, quando le strade si animeranno di iniziative bellissime, tutte dedicate alla multimedialità. Qui potete trovare tutte le info più dettagliate e speriamo di incontrarci tutti lì :)

E siccome oggi è il compleanno della mia amica con la quale ho passato l'estate più bella, le dedico questo dolcetto, anche se so benissimo che lei preferirebbe un salato :D AUGURI TESOROOOOOOO!!!!


A presto
Stefania Oliveri

venerdì 17 ottobre 2014

Pane integrale alle albicocche e noci pecan e con prugne e nocciole svedese


La Svezia mi è entrata nel cuore, come quasi ogni paese straniero che visito.
Mi lascia per giorni, per mesi e anche per anni una nostalgia che mi porta a pensare di voler tornare e tornare e tornare.
Il motivo, però, non è sempre lo stesso.
Per cui, alla fine, potrei anche costruire una nazione perfetta, fatta con le cose migliori di ogni paese che ho visitato.
Della Svezia, oltre alla bellezza e alla rilassatezza del paese, mi ha conquistato il cibo.
Come??? Il cibo? Io che sono italiana e abbiamo il cibo migliore del mondo? (vi avverto, però ne è convinto tutto il mondo di avere il cibo migliore!)
Ebbene sì, il cibo e non sono pazza.
Perché finalmente l'ho potuto assaggiare!
Mai come in Svezia sono riuscita ad apprezzarne i sapori, perché, finalmente, ho trovato un paese aperto e sensibile a chi ha delle intolleranze o "delle fisime", come qualcuno giudica delle scelte alimentari.
Così, tornata a casa, ho potuto ricreare dei sapori, sapendo bene a cosa ispirarmi, senza buttarmi alla cieca…
Questo pane, e tutti gli altri che ho fatto, sono meravigliosi, i più buoni mai mangiati e sperimentati.
Le foto di quello con albicocche e noci pecan, si sono perse nei meandri delle foto del mio computer, soprattutto perché è stato fatto quando la mia macchina fotografica era rotta…
Se le ritroverò, ve le mostrerò, altrimenti dovrete credermi sulla fiducia!
Questo è il pane con prugne e nocciole



Siccome il procedimento è lo stesso, metterò solo gli ingredienti che ho variato


Pane alle albicocche e noci pecan o prugne e nocciole o mirtilli
350 g farina Nutrifree Fibra+
100 g Farina Piaceri Mediterranei
50 g farina di grano saraceno Nutrifree
120 gr di lievito madre
350 gr di acqua
3 cucchiai di olio
1 cucchiaino di sciroppo d'agave
10 gr di sale
150 gr di albicocche secche
semi di girasole
noci pecan

oppure

250 g farina per pane Piaceri Mediterranei
250 farina Nutrifree Fibra+
mirtilli rossi essiccati

oppure
315 g Pandea preparato per pane
185 Mix Brot
160 lievito madre
50 g di nocciole
90 prugne secche denoccilate
30 g semi di girasole

Nella planetaria ho lavorato le farine, il lievito madre, lo sciroppo d'agave e l’acqua, a poco a poco. Ho poi aggiunto un cucchiaio d'olio e il sale e lavorato ancora per qualche minuto.

Il passo successivo è stato unire anche le albicocche secche tagliata a dadini, i semi di girasole e le noci pecan, amalgamando nuovamente il tutto (ovviamente nelle altre versioni ho aggiunto l'altra frutta secca). L’ho fatto riposare un’ora in una ciotola ricoperta con la pellicola. Ho fatto lievitare per 10 ore sempre con telo da cucina umido sopra.

Trascorso questo tempo ho dato all’impasto una forma da pagnotta e l’ho messo sulla teglia del forno, preventivamente ricoperta con carta da cucina. Ho bagnato leggermente la superfice con un pennello da cucina e ho distribuito sopra i semi di girasole.

Ho fatto lievitare per altre 2 ore.

Ho cotto in forno preriscaldato a 250°C per 10 minuti, poi a 220°C per altri 10 minuti, infine per 15 minuti a 200°C.
Risultato sempre perfetto!



Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day #GFFD che oggi sostiene il #GMA2014 ‪#‎GMA2014‬. Se volete vedere tutte le ricette finora realizzate, potete andare qui e se volete seguirci anche su FB cliccate un bel MI PIACE qui. E qui trovate la vincitrice di oggi!


e alla raccolta Panissimo  di “Bread & companatico” e “Sono io, Sandra”, delle ormai famose ideatrici di PANISSIMO Barbara e Sandra, ospitato questo mese da  “De Gustibus Itinera” di Maria Teresa.



A presto
Stefania Oliver

martedì 14 ottobre 2014

Zabaione light con melograno e pistacchi e la giornata mondiale dell'alimentazione

(Zabaione light con melograno e pistacchi)




Sapete cosa è la FAO?
No, non è il miagolio di un gatto sibillino.
La FAO è la sigla della Food and Agricolture Organization che in italiano suona così Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura e si perde il senso dell'acronimo.
In ogni caso, organizza tante belle cose fra cui una proprio il prossimo giovedì (il 16) che sarà la giornata Mondiale dell'Alimentazione
Cosa significa? Significa che si vogliono promuovere, valorizzare e sviluppare le risorse del territorio di appartenenza, promuovere uno sviluppo sostenibile e una agricoltura ecosostenibile, in particolare nelle aree rurali.
Noi di Gluten Free Travel & Living abbiamo pensato di dare risalto a questo evento, così vi chiediamo di postare sulla nostra pagina Facebook e/o su Instagram la vostre foto con la spesa a km 0 da giovedì a domenica 19  utilizzando gli hashtag ‪#‎WDF2014‬‪#‎GMA2014‬‪#‎GFFD‬ e vi invitiamo a postare ricette   a km 0 per il 100% Gluten Free (Fri)Day #‎GFFD. NON MANCATE!!!



Proprio per questo, vi ricordo ancora la possibilità di partecipare, fra il 25 e il 26 ottobre o il week end successivo dell'1 e 2 novembre, alla raccolta delle olive, con relativa degustazione dell'olio novello e di piatti tipici del trapanese grazie all'iniziativa de Il tuo olio novello dove si propone proprio di "vivere il villaggio del contadino".
Siccome l'iniziativa ha avuto un successo inaspettato, rimangono solo pochissimi posti ancora liberi, quindi prenotatevi prima possibile se non volete perdere l'occasione. Se poi volete anche uno sconto, scrivete pure e io vi manderò il codice per ricevere uno meraviglioso sconto sul prezzo.

E adesso parliamo di una ricetta in cui ho utilizzato dei meravigliosi melograni. Il melograno è un frutto meraviglioso, il cui albero adorna tantissimi giardini siciliani, anche perché riesce a crescere anche in maniera del tutto spontanea da tempo immemore. Purtroppo però, ancora oggi, il nostro non viene commercializzato e sui banche del supermercato si trovano quelli importati dall'estero, soprattutto da Israele. In Sicilia, dal 2013, però, è nato un consorzio che si chiama Kore che cerca di promuovere il prodotto, valorizzandone il contenuto salutistico e contemporaneamente di fornire ai produttori consorziati un servizio di assistenza efficiente e all'avanguardia, così come realizzare un centro logistico e di trasformazione del prodotto.

Questi derivano direttamente dal giardino di un amico, quindi sono sicilianissimi a km 0




Zabaione light con melograno e pistacchi
Preparazione: 10 minuti Cottura: 10 minuti
Per 6 persone
4 tuorli d'uovo
65 g sciroppo d'agave
250 g yogurt greco
40 g pistacchi tritati
1 cucchiaio di liquore all'arancia
i semi di 2 melograni

Facile - Si può preparare prima

In una ciotola in acciaio mettete i tuorli e aggiungete lo sciroppo d'agave. Mettete la ciotola su un bagnomaria con acqua calda, ma non bollente, che non tocchi il fondo della ciotola, su fuoco basso e frullate il composto finché non sarà bianco e spumoso. Aggiungete anche il liquore e sbattete per qualche altro minuto. Poi spegnete il fuoco e e mettete a raffreddare.
Appena lo zabaione sarà freddo, aggiungete lo yogurt e amalgamate delicatamente.
Fate tostare i pistacchi, in una padella su fuoco moderato, o altrimenti in forno per 10 minuti.
Prendete 6 bicchieri e riempiteli alternado lo strato di pistacchi, melograno e zabaione. L'ultimo strato guarnitelo con melograni e pistacchi.
Mettete un frigo fino al momento di servire.

Questa ricetta, essendo light, ma mooooooolto gustosa, rientra a pieno titolo nella raccolta Happy CaLOWries


A presto
Stefania Oliveri

venerdì 10 ottobre 2014

7 cose da sapere assolutamente sull'olio e una ricetta con il pollo

(pollo con patate, cipolle, mele e funghi con contorno di quinoa)



Avete visto la puntata di Report sulla pizza e su tutti i suoi ingredienti?
Spero che la cosa non vi abbia solo fatto accapponare la pelle, ma vi abbia, soprattutto, spinto verso un acquisto più consapevole delle materie prime. Perché il segreto è tutto lì.
Ecco perché non bisogna accontentarsi di un olio qualsiasi e da un anno vi parlo di eccellenze.

7 cose indispensabili da sapere assolutamente sull'olio e non dimenticare mai!

1. L'olio extra vergine d'oliva "buono" ha prima di tutto un ottimo sapore. Più o meno intenso, più o meno fruttato, più o meno piccante, ma è sempre buono all'assaggio.

2. L'olio extravergine d'oliva ha l'acidità più bassa, uguale o inferiore all' 0,8%.

3. L'olio migliore è quello che si fa con le olive meno mature.

4. Il colore è importante e più è verde più è speziato.

5. Il sapore dipende dalle olive che si usano, quindi può essere molto delicato, medio o molto forte e qui sta al vostro gusto.

6. Per conservare l'olio è meglio tenerlo lontano dalla luce.

7. È arcinoto che è un toccasana naturale, magnifico per la circolazione, quindi usatelo, cioè, non fate come mia mamma che ne usa davvero quantità minimerrime perché fa ingrassare (è vero, è molto calorico), ma due cucchiai al giorno sono la dose consigliata per tutti.

Adesso fra l'altro è proprio il periodo giusto per la raccolta delle olive e la loro spremitura. Ecco perché mi sento di consigliare vivamente di fare l'esperienza della raccolta delle olive. 
Nel trapanese, fra Paceco ed Erice, una serie di agriturismi hanno messo a disposizione le lode tenute proprio per far conoscere ed apprezzare un buon olio novello, con una serie di degustazioni.
Il week end far il 24 e il 26 ottobre e quello successivo fra il 31 e il 2 novembre, avete la possibilità di assistere alla raccolta delle olive, di assaggiare l'olio appena spremuto, di visitare le meravigliose saline di Trapani e di assaggiare i prodotti tipici, ovviamente il tutto anche gluten free. Qui, al link Il tuo Olio Novello trovate tutte le informazioni, ma se volete avere uno sconto, allora contattate me, che vi invierò il codice per ottenerlo. Fra l'altro, è possibile anche diminuire il soggiorno a due notti, anziché tre.



E ora passiamo alla ricetta.
Una ricetta autunnale, come si conviene, che non può che piacere a tutti, grandi e piccini, mettendo d'accordo un'intera tavola. Una ricetta che sa di famiglia, di domenica, di buono, di calore… che scaturisce per esaltare il sapore di un olio umbro DOP l'olio Trevi un olio fruttato forte, ottenuto da olive novelle Moraiolo, con spremitura a freddo e milite entro le 12 ore dalla raccolta. Insomma, il meglio del meglio che c'è.

Questa ricetta fa parte di una raccolta di ricette bimensile, dedicate al nostro buon olio d'oliva promossa dall'Associazione Città dell'Olio.



E le mie amiche hanno cucinato per voi:
- Vellutata di indivia di Patty di Andante con Gusto


Pollo con patate, funghi e cipolle e contorno di quinoa

Ingredienti per 6 persone:
6 cosce di pollo
3 cipolle
5 funghi secchi
2 olio umbro
3 fette di pancetta
2 grandi rametti di rosmarino
½ tazza di vino rosso
6 patate bianche grandi
2 mele
sale marino
pepe macinato al momento
250 g quinoa real


Condire il pollo su entrambi i lati con sale e pepe e mettere da parte e porre su una placca coperta con carta forno.
Ammorbidite i funghi nell'acqua tiepida, sciacquate e poi tagliate e listarelle.
Tagliate la pancetta a dadini, così come le patate e a fette la cipolla.
In un'altra teglia mettete la pancetta, le cipolle, i funghi, le patate. Irrorate con l'olio e salate.
Infornate il pollo e le verdure. Dopo 20 minuti, aggiungete il vino al pollo e dopo altri 20 minuti girate le cosce.
Quindi aggiungete le mele, precedentemente lavate, sbucciate e tagliate in quarti.
Cuocete circa un'ora in totale.
Guarnite con rametti di rosmarino.


Ed essendo venerdì, e il 100% Gluten Free (Fri)Day, partecipo al consueto appuntamento settimanale di Gluten Free Travel and Living


A presto
Stefania Oliveri

martedì 7 ottobre 2014

Cinnamon rolls e le lamentazioni

(Cinnamon rolls o kannelbullar o spirali alla cannella)




Oh mamma mia…
Oggi post lacrimoso.
Avete tre possibilità, quindi:
1. potete andare altrove; 
2. andare direttamente alla ricetta, perché ne vale la pena; 
3. leggere i lamenti di una mamma, il cui pargolo (il n. 1) riparte per l'Inghilterra, in cerca di miglior fortuna.
E no, vi dico subito, non mi sono abituata alla sua assenza. Non mi sono abituata alla sue partenze e soprattutto non mi sono abituata a pensarlo grande.
Un pargolo, è un pargolo per tutta la vita…
E non cambia il fatto che ci sentiamo due e tre volte al giorno (più di quando siamo nella stessa casa); e nemmeno il fatto che mi stressi ogni volta che deve mettere una lavatrice avanti (anche se mi ha confessato che è più facile quella inglese di quella italiana…) e nemmeno il pensiero che se voglio, mi bastano due ore (forse tre) di viaggio e vado ad abbracciarlo…
Non bastano perché un pargolo è un pargolo anche quando è grande e vorrei che potesse trovare un lavoro nella sua città, vicino alla sua famiglia, dove ci sono i suoi amici e che tornasse a mangiare ogni giorno casa…




Così, domenica pomeriggio (ben tre giorni prima della partenza) ho voluto fare questi cinnamom rolls (i famosi Kannell bullar svedesi) che né io né il pargolo n. 3 avevamo potuto assaggiare durante il nostro viaggio in Svezia.
Grazie alla magnifica Serena, che abita lì, ho avuto una ricetta collaudatissima.
Potevo non replicarla, sglutinandola? Potevo non far finta di essere, per un giorno, di essere tutti insieme ancora una volta, in Svezia?

La ricetta glutinosa la trovate da lei. Io ho seguito, quasi passo passo la sua ricetta, aumentando i liquidi, perché con le farine senza glutine (sia esse naturali o i mix già pronti venduti in farmacia) ne necessitano per non generare, da cotti, dei mattoni immangiabili.




Cinnamon rolls di Serena

Ingredienti per l'impasto:
12 g lievito fresco oppure 4 g lievito disidratato
40 g burro
170 ml latte (anziché 125 ml)
25 g zucchero
1/4 cucchiaino di sale
1 cucchiaino cardamomo
200 g farina Biaglut pacco da 1/2 chilo

Per il ripieno:
50 g burro morbido
25 g zucchero
1/2 cucchiaio di cannella
1/4 cucchiaino di cardamomo
1 cucchiaino di polvere di vaniglia
le zeste di 1 arancia (io ho peso un cucchiaino di polvere di arancia)
1 pizzico di sale

Per dorare:
1 uovo
2 cucchiai di panna
1 pizzico di fior di sale
ho dimenticato del tutto e ho cosparso con il ripieno che mi era rimasto.

"Sbriciolate il lievito in una ciotola.
In un pentolino, scaldate il burro con le spezie, per cominciare a far uscire gli aromi. Aggiungete il latte freddo e controllate la temperatura. Arrivati a 28°C, versate sul lievito e scioglietelo bene.
Aggiungete lo zucchero e la metà della farina, mescolate, poi aggiungete il sale e la restante farina.
Lavorate, con la planetaria, fino ad ottenere un impasto elastico (non aspettatevi elasticità dagli impasti senza glutine) e liscio. Coprite con della pellicola senza schiacciare l’impasto e lasciatelo lievitare, nella ciotola, in un posto tiepido ma non caldo (mai sul termosifone!) per circa un’ora.

Nel frattempo, mescolate tutti gli ingredienti per il ripieno e mettete da parte.

Quando l’impasto sarà duplicato in volume, spolverizzatete una superficie con farina (io di riso sottilissima) e stendetelo fino a formare un rettangolo di 55×25 cm. Con l’aiuto di una spatola stendete la farcia e cominciate ad arrotolare per la lunghezza (per ottenere un rotolo lungo 55 cm). Ora, se volete realizzare delle girelle, come ho fatto io, mettete il rotolone nel frigo per qualche minuto e poi tagliate delle fette di circa 2 cm di spessore. Se invece volete continuare con la ciambella, proseguite la lettura da lei".

Trasferite le rondelle su una placca coperta di carta da forno. Coprite senza schiacciare con la pellicola, lasciate a lievitare e nel frattempo accendete il forno a 200 °C.

Quando sarà pronta per essere infornarnata, spennellate con il mix per dorare e spolverate di zucchero semolato.

Cuocete per circa 15-18 minuti.



Suggerimenti:

- mangiati subito, quasi ancora caldi, sono sofficissimi. L'indomani, diventano un po' duri, anche se ho chiesto a mio marito notizie sugli originali, che lui ha assaggiato proprio in Svezia e mi ha detto che, addirittura questi erano più buoni;

- se provate la treccia, come quella che ha fatto Serena, nella versione senza glutine, fatemi sapere, magari bisogna mettere prima il rotolo in freezer e poi procedere…

- se volete un'aroma più intenso di cannella, aumentate di un pochino la dose;

- provateli perché oltre ad essere buoni, non sono affatto difficili da fare.

A presto

Stefania Oliveri



venerdì 3 ottobre 2014

Addio

Una settimana difficile, questa.
Troppi addii, tutti insieme.
Oggi, anche se è venerdì, e il 100% Gluten Free (Fri)Day, al quale non sono mai mancata, non riesco proprio a scrivere niente, nemmeno io che sono una urlatrice, una presenzialista, "malata di protagonismo", come qualcuno sostiene. 
Oggi, solo silenzio, per elaborare quello che la vita ti toglie quando meno te l'aspetti e non solo fisicamente.
Alla prossima
Stefania

martedì 30 settembre 2014

Melanzane, pomodori e peperoni e una opportunità da non perdere!

(Melanzane, pomodori e peperoni di Claudia Roden, english translation below)


Finalmente si muove qualcosa anche in Sicilia.

Cioè, non fraintendetemi, ci sono una miriade di prodotti meravigliosi, di eccellenza nella nostra bella isola, ma spesso, per diverse ragioni, sono prodotti poco conosciuti.

Grazie a Dio, le cose stanno cambiando e la globalizzazione, di per sé non meravigliosa, ha, però l'innegabile vantaggio di far conoscere più velocemente, facilmente e in maniera planetaria (ok, ho un tantino esagerato) prodotti di eccellenza ma che non hanno la forza di imporsi nel mercato.

Ecco perché, quando posso, quando verifico di persona, la cosa, mi permetto di segnalarlo nel mio blog.

Ora, conoscete bene, il mio amore per l'olio e per quello di Castelvetrano in particolar modo. Anche se, da tempo, ho avuto modo di provare olii diversi, di ogni parte di Italia, sempre oli di eccellenza, e devo dire che ho cominciato a capire che ad ogni pietanza si dovrebbe accompagnare un olio diverso, esattamente come si fa con il vino.

Ma torniamo nel seminato.

L'autunno è stagione di raccolta di olive ed è sempre bello poter assistere e partecipare, ma non sempre è possibile. 

Non tutti ne hanno la possibilità, perché non tutti hanno la loro campagna, o quella di un amico, dove poter fare l'esperienza.

Così, quando sono venuta a conoscenza di questa iniziativa, sono stata davvero contenta e così adesso la faccio conoscere anche a voi.




Il fine settimana del 25 e 26 ottobre e del 1 e 2 novembre, in provincia di Trapani si svolgerà una manifestazione che si chiama Il tuo Olio Novello, perché si potrà assaggiare proprio dell'olio biologico nuovo. 




Una serie di agriturismi hanno messo a disposizione le loro strutture, le tenute e gli oliveti, ed  è stato elaborato un pacchetto vacanza denominato “il tuo Olio Novello”, che include la possibilità di assistere dal vivo alla raccolta delle olive e poter portare a casa l’olio novello DOP Valli Trapanesi. 
Il pacchetto include un soggiorno in pensione completa, comprensivo di pranzi e cene tipiche, la visita al frantoio con la molitura delle olive appena raccolte, il tour delle Saline Ettore e Infersa con visita ad un antico mulino a vento in funzione. 



Un'esperienza davvero speciale, che io ho già fatto l'anno scorso nel savonese e, devo dire, che ancora oggi mi porto dentro un ricordo davvero unico.





E, oggi, che siamo sempre più attenti all’alimentazione e ai corretti stili di vita, una vacanza del genere diventa anche un modo per rigenerare corpo e mente, dimenticandoci dei ritmi frenetici che spesso la città e la vita quotidiana, ci impongono.




E ora, vi do anche una buona notizia. Per i lettori di Cardamomo & co. ci sarà uno sconto, un ottimo sconto. Quindi se siete interessati, non esitate a scrivermi, che vi darò il codice che vi darà accesso alla vacanza scontata. Affrettatevi però, perché i posti vanno a ruba e non ci sono ancora molti posti disponibili




E ora, una ricetta presa dal bellissimo libro di Claudia Roden, La cucina del medio oriente e del nord Africa, che potrebbe essere benissimo una ricetta siciliana ma d'altro canto quante dominazioni abbiamo avuto? E da ognuna abbiamo imparato qualcosa

Le verdure, nella ricetta della Roden sono tagliate in maniera diversa da come ho fatto io, per il resto, è tutto uguale. Ma credo che sia proprio il taglio che faccia la differenza fra una ricetta siciliana e una medio orientale




Melanzane, pomodori e peperoni

2 melanzane
1 cipolla a fette
1 bicchiere di olio d'oliva
1 o 2 peperoni (io rossi, lei verdi)
4 pomodori spellati
sale e olio evo di Castelvetrano
Tagliate le melanzane a tocchetti e cospargetele di sale e lasciate riposare per mezz'ora, quindi lavatele e strizzatele.
Nel frattempo riscaldate dell'acqua e immergete i pomodori puliti, in maniera tale da spellarli più facilmente. Poi togliete l'acqua di vegetazione e tagliateli a dadini.
Soffriggete la cipolla nell'olio finché sarà appassita e dorata. 
Unite, quindi, peperoni e melanzane tagliate a tocchetti e fateli insaporire per una decina di minuti. Aggiungete i pomodori, salate e cuocete per 30 minuti (o finché il liquido delle verdure non sarà ridotto).
Lasciate raffreddare nella casseruola.
In Turchia vengono servite con dello yogurt insaporito con sale e aglio… ma io purtroppo non lo avevo… voi, provatelo.


Eggplant, tomatoes and peppers 

2 eggplants 
1 onion, sliced 
1 cup of olive oil 
1 or 2 peppers (red or green) 
4 peeled tomatoes 
salt and extra virgin olive oil
Cut the eggplant into cubes and sprinkle with salt and let rest for half an hour, then wash and squeeze. 
Immerse the tomatoes in hot water so you can peel them more easily. Then remove the vegetation water and cut into cubes. 
Fry onions in oil until they are brown. 
Put  peppers and eggplants and let them cook for about ten minutes. Add the tomatoes, salt and cook for 30 minutes (or until the liquid from the vegetables will be reduced). 
Let cool in the pan. 
In Turkey they serve with yogurt flavored with garlic and salt ... but I, unfortunately, I had not … but you, try it.








venerdì 26 settembre 2014

RIso basmati con verdure, uvetta e pistacchi e sono una stolta!


Devo confessare che non sono una che pianifica le cose.
Non lo sono mai stata.
Sono un'istintiva e come tale, non perdo un colpo per sbagliare.
Sempre!
E scelgo sempre la via più difficile e tortuosa.
E anche stavolta ho agito così.
Non mi sono smentita.
Non ho pensato a niente.
O meglio, ho pensato a tantissime cose, ma che non c'entravano niente con la sfida di questo mese.
Per tutto il mese mi sono lambiccata il cervello per: 
1. sistemare casa dopo la ripitturazione (che mai più!) di casa nostra; 
2. far quadrare il cerchio fra casa e lavoro e un corso di foto; 
3. accogliere il ritorno del figlio prodigo (che, però, non ha imparato la lezione…); 
4. cercare libri di seconda mano per i miei pargoli; 
5. mettere a tavola qualcosa di commestibile, pur senza aver fatto la spesa, che tempo non ne avevo;
6. far funzionare la macchina fotografica nuova, o meglio, riuscire a scaricare le foto dalla macchina fotografica nuova (e riuscire ad avere oltre alla ricetta, anche uno straccio di foto…)
Sabato mattina, poi,  finalmente la spesa e finalmente sono entrate in casa delle verdure.
Comprate a caso, sia chiaro.
Senza nessuna idea precisa.
Domenica, che volevo dedicare al riposo e andare al mare, che qui, adesso è estate torrida, l'ho invece passata a sistemare il terrazzo, e a dare una parvenza di piante a quelle cose informi e giallo-verdognole che stanziavano abbandonate da mesi.
Alla fine, verso le 18, si doveva pur pensare alla cena.
Il riso l'avevo, le verdure pure, decido di preparare il piatto per la sfida.
Prendo il libro Cannella e Zafferano di Lorenza Pliteri per ispirarmi.
Sì, capisco di aver scelto proprio il libro giusto, c'è la ricetta per me che deve essere medio orientale (l'unica certezza che avessi).
La preparo seguendola (quasi) pedissequamente.
Voglio approcciarla con il taglio filologico (parlo figo, no?).
Comincio a cucinare.
Mi accorgo che un ingrediente non c'è, ma lo sostituisco, per me, con perizia.
Faccio le foto di rito e porto a tavola…
Improvvisamente mi rendo conto di non aver seguito il metodo di cottura indicato, che, invece, era l'unico obbligo…
Ma si sa, gli stolti sono assistiti da una buona stella.
Il metodo di cottura della ricetta è identico a uno di quelli proposti da Annalena.
Bene, sono salva. La ricetta è in concorso!
L'unico pecca è che ero convinta di aver fatto una ricetta libanese e ne andavo orgogliosa. E accorgermi solo adesso che ve la sto trascrivendo, che è indiana…



Pilav di verdure (da Cannella e zafferano, di Lorenza Pliteri)
500 g di verdure (1 melanzana, 1 zucchina, 2 cipolle, 2 peperoni)
450 g riso basmati
1 cipolla
50 g uvetta
50 g di pistacchi tritati di Bronte - quelli comprati con Elisa Baker - (avrebbero dovuto essere mandorle)
1 stecca di cannella
1 peperoncino rosso piccante
1 bustina di zafferano
4 capsule di cardamomo
4 (io 2) chiodi di garofano
olio di oliva extravergine
sale
Lavate e tagliate tutte le verdure a dadini e le cipolle in quarti.
Sbollentate la cipolla per 4 minuti e per 3 le altre verdure. Scolate le verdure di volta in volta con la schiumarola e fermate la cottura tuffandole in acqua fredda.
Mettete in ammollo l'uvetta per 20 minuti. Trascorso questo periodo, strizzatela bene.
Sciacquate più volte il riso fino a quando l'acqua non diventa limpida (io l'ho fatto almeno 10 volte e non le canoniche 5… ma quanto era "sporco"?).
Spezzate le capsule di cardamomo e tritate i semini con i chiodi di garofano.
Affettate la cipolla tenuta da parte e fatela appassire con due cucchiai di olio, la cannella, il peperoncino (io l'ho lasciato intero perché non c'era scritto se tagliarlo, ma ha dato poco mordente), le spezie tritate e lo zafferano sciolto in poca acqua tiepida. Unite il riso e fate insaporire per alcuni minuti. Versate, quini, dell'acqua bollente fino a coprire e a superare di due dita il riso. Salate e portate a bollore. Abbassate la fiamma, e fate cuocere per 10 minuti, cioè fino a quando il riso avrà assorbito tutta l'acqua e risulterà morbido. Sgranatelo con una forchetta .
Rosolate l'uvetta con dell'olio e aggiungete i pistacchi tritati.
Servite il riso con le verdure, l'uvetta e i pistacchi.



Suggerimenti:
- Nel libro suggeriva di tagliare le cipolle a metà, ma forse si riferiva a cipolle di piccole dimensioni (anche s neon c'era scritto). Le mie erano piuttosto grandi e quinte le ho tagliate in quarti e secondo me, il risultato è migliore;
- un passaggio un po' oscuro riguarda le verdure. Quando salarle? Io le ho salate dopo averle raffreddate;
- sul fondo della casseruola il riso si attacca un po', dando luogo ad una crosticina meravigliosa. Io non l'ho fotografata, perché sul libro non parlava della crosticina, ma leggendo altre ricette ho capito che è normale, anzi è auspicabile, ed effettivamente è buonissima;
- le verdure possono essere diverse, e a vostro piacere, secondo la stagione.

Con questa ricetta partecipo alla 41esima sfida dell'MTC


e al consueto appuntamento del nostro venerdì con il 100% Gluten Free (Fri)Day


A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 24 settembre 2014

Svezia, un paese per tutti!

Svezia.
Nell'immaginario collettivo la Svezia è tutto il contrario di quello che in realtà sia.
La Svezia è divertente, scanzonata, flessibile, originale, perfettibile, accogliente, caotica, godereccia, mangereccia e, infine, anche come ce l'aspettiamo, e cioè verde, freddissima e cara.
Mi ha stupito trovare delle cicche per terra, un topolino di campagna in città, un viavai di gente sorridente, disponibile ed abbronzata.
Sì, gli svedesi, inaspettatamente, sono abbronzati e non sono altissimi, o quanto meno non tanto alti da metterti a disagio se, per caso, sei senza tacchi (e sei alta quanto me…)
E non ti aspetti che siano divertenti, aperti e critici nei confronti di un paese che sembra perfetto.
E non ti aspetti nemmeno di mangiare così bene (soprattutto salmone e aringhe sono una meraviglia) e di trovare dovunque una alternativa gluten free.
Ecco la Svezia è proprio un paese per celiaci. E la cosa meravigliosa è che spesso e volentieri, nello stesso posto, nella stessa panetteria, nello stesso bistrot, trovi le alternative, messe lì, tutte insieme (ma ben protette da contaminazioni) e disponibili per tutti. 
Finalmente niente ghettizzazioni! La torta è senza glutine, ma è per tutti, non solo per quegli sfogati dei celiaci che devono mangiare qualcosa di meno buono e quindi preparato a parte. 
Finalmente un paese che segue la mia filosofia, cucinare cose appetitose e buone senza glutine per tutti!
La Svezia, quindi, è proprio un paese per tutti!!!
Se volete maggiori informazioni sul viaggio che ho fatto, andate a vedere qui.
Io adesso vi metto alcune foto (niente in paragone a quelle scattate da Fabio, andatele a vedere sono davvero bellissime). Non sono belle, e stavolta non solo per mia imperizia, ma anche perché sono state fatte con il cellulare, visto che, proprio in Svezia mi è defunta per sempre la mia amata Canon… Mi ha servito fedelmente in questi anni e, forse, ha voluto morire in un paese che ha reso felice non solo me, ma anche lei! Che riposi in pace.












A presto
Stefania Oliveri

lunedì 22 settembre 2014

Un posto all'ombra e la focaccia alta


Era ovvio, lo sapevo.
Un'estate fresca (tutto sommato) anche in Sicilia, non poteva continuare fino ad ora.
Così, puntuale, come ogni anno, al rientro a scuola, è scoppiato l'inferno!
38°, ma solo sulla carta.
Dentro l'aula, sotto tetto ed esposta completamente al sole, senza tende, almeno ce ne saranno 50!
Una trentina di ragazzi chiusi lì dentro, insieme ad un'insegnate che cerca di spiegare qualcosa.
Non un ventilatore, ovviamente non parliamo di aria condizionata, nemmeno uno spiraglio, uno zefiro, nemmeno con tutte le finistre spalancate e la porta aperta.
E un sole caldo, no caldissimo, che batte sulla fila accanto alla finestra e piano piano arriva fino alla fila accanto al corridoio.
Così, giusto per non farli anche ustionare, si permette loro di spostare i banchi dalla finestra, alla ricerca di un posto all'ombra… che non c'è.



Focaccia alta di Anna Lisa
Anna Lisa è una garanzia e ogni volta che replico una sua ricetta, viene sempre bene. Stavolta però, diversamente da lei, io ho usato una sola farina dietoterapica e cioè il mix per pizza della Nutrifree e ho diminuito la quantità totale della farina perché sono… rinco  (sarà il troppo caldo?)  A dire la verità, mi erano sembrati un po' troppo i liquidi rispetto alla farina, e l'impasto mi sembrava davvero morbido, per cui ho aggiunto un altro po' di farina (ma non credo di essere arrivata ai 50 g che mancavano…) In ogni caso ecco la ricetta e voi, mi raccomando usate 300 g di farina!



Ingredienti
250 g di farina Nutrifree mix per pizza 
(al posto di:
150 g di farina Bi-aglut Sfornagusto
100 g di Pandea
50 g di Glutafin)
80 g di lievito madre senza glutine
280 g di acqua
2 cucchiai di olio Evo
1 cucchiaino e mezzo di sale fino
per il condimento
olive verdi
origano e sale fino
pomodorini (se li avete)

Ho impastato il tutto alle 1,00 di notte (qui fa caldo, come forse avrete capito) e ho messo l'impasto già condito (ben poca cosa, olio e origano) a lievitare direttamente in una teglia da 20 cm coperta con carta forno. 
Ho, quindi, avvolto con la pellicola e lasciato lievitare in forno spento fino alle 7,30 circa.
Ho acceso il forno a 220° funzione per pizza.
Ho scoperto la focaccia (che era raddoppiata di volume) e l'ho infornata per circa 20 minuti.
Una meraviglia, nonostante l'errore! Grazie Annalisa!



venerdì 19 settembre 2014

Frittura di cappuccetti

(Frittura di cappuccetti)
A volte, anzi no, spesso, rimango basita per quello che dice la gente.
Così come quando proprio quest'anno, nel bel mezzo di un esame di riparazione, una collega, mi dice "ma hai tutto il decoltè macchiato, lo sai?" E poi ha anche aggiunto, giusto per farmi capire bene, "ma non metti la crema protettiva?"
In una frazione di secondo ho pensato alle possibili risposte da darle senza considerare la presenza di altri 12 colleghi, un alunno sotto esame e un pubblico che, credo, sarebbe stato ben contento di veder prendere una piega inaspettata… 
Opzione n. 1
"e tu ti sei accorta che il vestito che ti sei messa è di una misura inferiore alla tua e l'unica forma che mette in evidenza è la tua pancia?" e poi, giusto per ribadire il concetto "ma non te l'hanno detto che i vestiti aderenti non vanno bene per chi ha un fisico come il tuo?", ma temo che non avrebbe capito la finezza del sarcasmo;
Opzione n.2 
"No, cara, non me n'ero accorta, grazie per avermi segnalato la cosa, in questo momento. Adesso, corro subito a passarmi quintali di varechina sulla pelle, sperando che le macchie spariscano…"
Confesso che sono stata tentata
Opzione n. 3
"Sì, cara, la crema protettiva la metto apposta a pois per creare questo effetto maculato che è tanto di moda, e come tu ben sai, l'animalier non tramonta mai e io, che sono di tenenza, voglio esserlo fino alle midolla!"
Opzione n. 4
"Dici che sono tanto visibili? da domani solo vestiti coprenti, anche se ci sono 30.000 gradi in classe!"
Opzione n. 5
"ma ci sei o ci fai?" come direbbero qui a Palermo…
E invece, appunto, sono rimasta zitta!

Anche quella di oggi è una ricetta un po' datata. Questa estate, quando ho visto i cappuccetti dal pescivendolo non ho resistito.
Cosa sono i cappuccetti? Sono le seppioline, piccole piccole, chiamate così proprio per la loro forma di  piccoli cappucci. Più piccoli sono più sono prelibati.
Una ricetta davvero facilissima, anzi di più...




Frittura di cappuccetti
Ingredienti:
Seppioline
farina di riso (al posto della 00)
olio (io di mais)
limone
sale
Lavate e asciugate i calamaretti. Quindi asciugateli e passateli nella farina di riso. Togliete la farina in eccessso.
Quando l'olio sarà molto caldo, tuffateli nell'olio bollente. Appena pronte, scolatele con un mestolo forato, salate e servite con del limone spremuto.

Suggerimenti:
- lo so che la frittura è una gran noia, si sporca tutto, si impuzza la cucina, e i vostri capelli si potrebbero mangiare, ma in estate, una volta ogni tanto e con un coperchio paraschizzi, non dico che friggerete ogni giorno, ma quella volta all'anno, ve la potrete concedere.

Fried little cuttlefishes
cuttlefishes
rice flour 
oil (I used corn oil) 
lemon 
salt 
Wash and dry the little cuttlefishes. Then dry and bake in the rice flour.  Remove the excess of flour. 
When the oil is very hot, plunge them into boiling oil. Drain with a slotted spoon, salt and serve with squeeze of lemon.

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day


A presto
Stefania Oliveri

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