Da quando sono qui a Sferracavallo la mia vita è sicuramente cambiata e non solo perché non lavoro! Tanto per cominciare mi sembra di abitare in uno di quei paesini sperduti incontaminati dalla vita frenetica. Proprio nel posto dove abito io, infatti, gli unici “rumori” che si sentono sono quelli della natura, che seppur chiassosa, non è assolutamente disturbante, anzi. Seconda cosa: Sferracavallo risulta essere un paesino ancorato ancora alla genuinità delle cose. Il contadino che ti porta la frutta, la verdura e perfino le uova fresche e biologiche. Il macellaio, gentile, che ha solo carne freschissima. Il pescivendolo, che vende solo pesce di giornata. E la gentilezza della gente, che, abituata a riconoscere tutti gli abitanti, quando vede me, “straniera”, si mostra ancora più gentile e disponibile. Queste piccole cose, che dovrebbero essere assolutamente scontate, per una cittadina come me, e di Palermo per giunta, dove la gente si stupisce quando da buona vicina offro una tazza di caffé al nuovo arrivato, risultano davvero sorprendenti. Inoltre sento l’odore di aria pulita, fatta di alberi e fiori, di mare e di pesci. Tanto che per conformarmi a questa salubrità del luogo, con la mia amica Daniela (la mia amica che abita a Sferracavallo – io conosco almeno una decina di Daniela, e sono tutte mie amiche!-) abbiamo deciso che ogni mattina alle 7.30 ci facciamo una bella scarpinata e arriviamo fino alla riserva di Capo Gallo. Certo per una antisportiva come me, anche questo è una grossa novità. E vi giuro, neanche mi pesa. Sferracavallo però ha un grosso, anzi grossissimo limite, per una fashion addict (e assolutamente non victim!!!) come me: non ci sono negozi dove fare shopping! Ma non dico per dire che ce ne sono pochi, o per dire che non vendono niente di buono. Non ce ne sono proprio! C’è il giornalaio, ci sono diversi bar, ristoranti a profusione, naturalmente un supermercato, alcuni panifici, il fruttivendolo, il pescivendolo, il macellaio e nient’altro! Giuro, nient’altro. Così, visto che ormai gli sconti sono arrivati al 50%, ieri, sempre con la mia amica (per adesso condividiamo quasi tutto) siamo andate a Palermo, approfittando del fatto che lei doveva comprare pure un regalo. Non vi dico la goduria. Certo la confusione c’era, il traffico pure, la gente a mai finire e l’odore di asfalto e sudore anche. Ma volete mettere la goduria di entrare ed uscire da tutti i negozi del centro? Un piccolo (quasi insignificante) problema di Palermo è, però, il posteggio. Nonostante le zone blu a pagamento, che si estendono perfino dentro le abitazioni (a momenti), il parcheggio rimane sempre un problema. Difficilmente si trova, quando se ne trova uno, qualcuno è subito pronto a fregartelo (la cortesia è proverbiale in città) e quando finalmente invece lo trovi e posteggi, devi cominciare a cercare un posto dove vendono i biglietti. E anche questa è una ricerca piuttosto lunga. A volte trovi qualche bel posteggiatore (di solito di colore, quindi belli per davvero) che ti vengono prontamente in soccorso vendendoti i biglietti agognati, sotto ricompensa, naturalmente! Ieri, però, con la mia amica abbiamo voluto fare le signore, così ci siamo recate direttamente in un garage per lasciare la macchina e non sottoporci al supplizio della ricerca. Il tizio ci chiede “Prima delle otto (p.m. intendeva) venite?” e la mia amica risponde “siamo facce che facciamo più tardi?” sottintendendo, “noi siamo signore, ma con tanto di mariti e figli che ci aspettano per quell’ora, per cenare!” Sorridiamo e andiamo. Andiamo libere, felici, spensierate, anzi impensierite solo da quante cose belle vediamo e possiamo comprare… Ci spingiamo, forse, un po’ troppo. Ma si sa Palermo è grande e il centro infinito e pieno, pieno di bei negozi! Riusciamo però, nonostante tutto, a ritornare in tempo, o quasi. Sono appena le 20.05. Ma qui, noi siciliani, siamo flessibili. Noi crediamo ciecamente nel quarto d’ora accademico. Noi siamo gentili e disponibili e pronti alle esigenze altrui. Noi non siamo svizzeri, non regoliamo gli orologi. Il tempo da noi si dilata. Si cena tardi, fa sempre così caldo! Evidentemente l’appalto del garage invece, è stato dato in mano ad una compagnia tedesca. E alle 20.05 il cancello è ben chiuso, con la nostra macchina dentro! La mia amica dimostra un aplomb invidiabile. Si reca al bar di fronte per ricevere notizie. Io invece entro in panico. Penso a tutto quello che di negativo comporterà questa situazione e mi vedo senza via di uscita. Lei serafica ritorna e mi annuncia che non hanno lasciato le chiavi, che il tizio non ha il numero di telefono di nessuno, che se ne parla l’indomani per riprendere la macchina. La mia amica, sempre serafica, mi propone di prendere l’autobus (due per la verità) e tornare a casa. E io penso “così vestite, con questi tacchi, con tutti questi pacchi, ferme ad aspettare il primo e il secondo autobus, ci fanno a pezzettini”. Decido di chiamare mio marito e con voce da gattina spaurita, gli racconto la nostra disavventura e l’intenzione di tornare con l’autobus, per non disturbarlo. Conto, però, sul fatto che anche a lui verranno i miei stessi pensieri. E infatti, disponibile (ma lui è sempre disponibile se io mi trovo in difficoltà) mi dice di non pensarci nemmeno e che ci verrà a prendere lui. La mia amica, mi propone di prendere un aperitivo al bar, ma poi mi vede un po’ costipata e mi propone dell’acqua, che comunque non riesco nemmeno a mandare giù. Penso al fatto che poi si deve recuperare la sua macchina e quindi l’indomani, bisogna ritornare a Palermo, col caldo, col traffico e domai è sabato mio marito è a casa! Ci sediamo, comunque ad aspettare mio marito, sorseggiando la nostra acqua frizzante con ghiaccio e limone, e il barista ci dice, che in questo garage posteggia una signora che ogni sera verso le nove esce. Se almeno lei aprisse il cancello, magari potremmo cercare le chiavi e vedere di recuperare la macchina. Ma della signora neanche l’ombra. Vediamo preparare dei cocktail eccezionali (ma io non riesco a deglutire neanche l’acqua) e parliamo della vicenda con il barman, aspettando mio marito. Sono già le 21.15. Mio marito sta ritardando, ma quando l’ho chiamato era ancora al mare. All’improvviso il barman riconosce un ragazzo che posteggia la sua auto in questo stesso garage, così avverte la mia amica di vedere se può recuperare la macchina. Io incrocio le dita, spero che le chiavi siano dentro l’abitacolo, spero che ci sia la possibilità di uscire la macchina da quel posto! Un sorriso illumina il volto di Daniela che trionfante mi avverte che può prendere la macchina. Telefono subito a mio marito per bloccarlo, ma nel frattempo lo vedo arrivare con tutti i bambini, bagnati, tramortiti, ma trionfanti di essere finalmente arrivati perché per strada c’era un gran traffico. Mio marito non si è arrabbiato, anche perché, grazie al ragazzo che ci ha aperto il garage, siamo riuscite a nascondere tutti i nostri pacchi e pacchettini, con i nostri acquisti nel portabagagli della macchina… altrimenti: APRITI CIELO!
Con questa amica, come vi dicevo, per adesso condivido molte cose, fra cui le occasioni gastronomiche. Così quando ho invitato a cena le mie cugine, lei non poteva mancare, apportando, fra l’altro, il suo aiuto con due buonissime frittate, apprezzatissime da tutti i commensali. In quella occasione ho anche preparato una insalata di riso … delle mie! In realtà è un’insalata fatta una volta da una mia cognata che io ho rivisitato in questa maniera. La sua era buona, ma la mia di più!

INSALATA RIVISITATA DELLA COGNATA
Ingredienti (dosi ad assoluto piacere o occhio):
600 gr. riso per insalate (io sempre e solo Flora)
Una busta da 200 gr. di salmone affumicato
Mezzo barattolino di caviale (io ho usato uova di lompo rosse)
100 gr. di rucola
100 gr. di radicchio
1 mela granny smith
Olio extravergine d’oliva
Limone
sale
Lessare il riso in abbondante acqua salata. Scolare e far raffreddare amalgamandolo con abbondante olio. Tagliare il salmone a striscioline e mettere a macerare con olio, limone, sale e pepe. Lavare bene le verdure e tagliare anche esse. Ridurre a dadini la mela e irrorare con il succo del limone. Infine assemblare il tutto e infine coprire con le uova del caviale.
Semplicemente MERAVIGLIOSA!