lunedì 28 giugno 2010

Sgombri con cipolla in agrodolce...

Il teatro e mio marito... ed io!
State pensando seriamente di sposare un ingegnere? Desistete! Se invece l'avete già fatto, avete tutta la mia comprensione, ma ormai è troppo tardi, e vi aspetta una vita piena di … imprevisti. Ve ne racconto una?
Il mio dolce doppio (chiamarlo metà sarebbe riduttivo e chi lo conosce sa bene perché) una sera mi fa una sorpresa (giubilo) e decide di portarmi al teatro a vedere lo spettacolo di un mio ex alunno, suo ex collaboratore, nostro attuale amico! Bello, bellissimo, lavora con Zappalà, ci faremo quattro risate! Capita anche che per caso il pomeriggio ci incontriamo tutti e tre e parliamo dello spettacolo e così riesco a sapere anche qual è il titolo (già mi aveva fatto la sorpresa, pure il titolo non era dato conoscerlo!) Parliamo di tutto, mi racconta le ultime novità della sua carriera artistica, e non, e poi ci lasciamo con “i biglietti li troverete al botteghino”. Ok. Capita anche che riusciamo a coinvolgere dei nostri amici (spettacolo infrasettimanale...) e ci diamo appuntamento sotto casa nostra. Assolutamente in tempo, ma sul filo del rasoio (ore 21.25), arriviamo al teatro Zappalà (eh sì, hanno un teatro tutto loro!). Mio marito va al botteghino per ritirare i biglietti, ma non li trova. Ci avviciniamo all'ingresso dove nel frattempo c'è una insolita bagarre, i tizi prima di noi sono arrivati in ritardo e i loro posti sono stati ceduti ad altri... “Ma lo spettacolo non iniziava alle 21.30?” E' vero che sono le 21.28, ma qui non siamo mica in Svizzera, gli orologi sono sempre indietro di almeno un quarto d'ora...!!! “No no, lo spettacolo è iniziato alle 21!” Ci risponde gentilmente, ma visibilmente seccata una signora che sta all'accoglienza. Altro che Svizzera! Mio marito, in ogni caso, fa presente che i nostri biglietti non sono al botteghino... La signora arrossisce e comincia a cercare concitatamente fra le sue buste. Ci chiede il cognome tre volte e non trova niente. Mio marito, a questo punto, visibilmente seccato, lui stavolta, scandisce bene INGEGNERE T... Niente. La signora chiama immediatamente al telefono qualcuno e nel frattempo assolutamente imbarazzata comincia a scaricare la colpa sulla poca professionalità del tipo all'altro capo del telefono. Ci dice di attendere gentilmente che “ci sarà stato sicuramente un contrattempo”. Nel frattempo la tenda del teatro si sposta e più di una volta vedo delle ballerine in costumi piuttosto succinti che ballano la danza del ventre. Ragiono. “Vero è che danno “Il Fantasma di Canterville” in chiave comica... ma la danza del ventre che ci azzecca????” Mi insospettisco e così entra in azione il mio Sherlok Holms interiore e chiedo “Mi scusi, ma date il Fantasma di Canterville?”, “NO!” mi guarda allibita. Guardo mio marito che capisce subito l'antifona. Cerchiamo quindi di svignarcela, prima che arrivi il tizio, che invece, con un tempismo perfetto, arriva trafelato, chiedendo scusa e venia di una tale dimenticanza... La frittata è fatta (cosa più adeguato in un blog di cucina?) La signora ci invita a rimanere (“Oramai che siete qua”) e al nostro rifiuto ci saluta “arrivederci INGEGNERE T...” … s'è ricordata! Usciamo ridendo, anche se molto mortificati, e soprattutto umiliati per la nostra rincoglinitaggine! Con i nostri amici comincia la ricerca e la toto scommessa sul teatro. La versione estiva del teatro si trova a Mondello... “ma no, con questo tempaccio, non l'avranno ancora aperto”, “sarà qui, sarà là, sarà sotto, sarà sopra...” Avete presente quanti teatri ci sono a Palermo??? Noi ce ne siamo resi conto solo ora. Lampo di genio, si telefona ad un amico e si dice di cercare su internet... purtroppo la ricerca non porta i suoi frutti (sarà che l'abbiamo disturbato mentre era con la sua ragazza e non ha prestato grande attenzione...?). Decidiamo comunque che il più papabile (chissà poi perché) sia il teatro Savio. Avete presente dove si trova? Neanche noi... tranne che poi con un altro lampo di genio, mi ricordo “ho fatto un congresso lì, lo so dove è, vi ci porto io!” esclamo. Arriviamo alle 22.00 (ma tanto non siamo in Svizzera, no?). Ahimè, ahinoi, neanche quella è la sede giusta. C'è un tipo molto depresso seduto su una sedia e video proiettato su un telone che parla... A questo punto desistiamo. Per fortuna i nostri amici sono amici veri e non li perdiamo, anzi decidiamo di passare la serata in un pub e va pure bene, visto che di materiale per parlare ne abbiamo a iosa...
La storia però, non è finita qui. Perché l'indomani, il mio ex alunno mi viene a trovare a scuola per sapere se ci è piaciuto lo spettacolo e così gli racconto l'accaduto. Naturalmente, essendo quasi ingegnere anche lui, lo prendo in giro, di riflesso, sottolineando che la prossima volta deve dirlo a me qual è il teatro se vuole che arriviamo allo spettacolo e via dicendo.
Ma non è ancora finita qui. Stamattina, dopo diversi giorni ed esattamente dal pomeriggio in cui abbiamo incontrato il mio ex alunno, riprendo la borsa che indossavo quel giorno... e che ti trovo? Il biglietto d'invito dello spettacolo! Guai a chi si azzarda a segnalare il post al mio dolce sposo! E se qualche maschietto è alla lettura, mai sposare una donna e farle fare tre figli... nuoce gravemente alla sua salute mentale... e soprattutto non fatele possedere più di una borsa alla volta!
Ok, adesso ricetta assolutamente veloce, anzi velocissima e piena piena di fosforo... magari aiuta!

SGOMBRO CON CIPOLLATA


4 sgombri grandi e freschi


4 cipolle bianche


olio q.b.


aceto un dito in un bicchiere d'acqua


Pulire e sciacquare bene gli sgombri e quindi metterli a lessare in acqua salata. Appena pronti, levarli dall'acqua e pulirli bene facendo bene attenzione a togliere tutte le spine. Adagiare quindi i filetti in un piatto da portata. Nel frattempo pulite le cipolle e tagliatele a fettine. Fare quindi soffriggere in una padella con un po' d'olio (per diminuire le calorie aggiungete anche un po' acqua) fino a quando non saranno ben morbide. Quindi irrorate con l'aceto e fate evaporare bene. Adagiate la cipolla pronta sopra i filetti di sgombro. Se fatti il giorno prima, ma anche addirittura due giorni prima, sono più buoni. Servire a temperatura ambiente (non quella di una cantina, però!)

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Manuela di La via delle spezie


A presto


Stefania Oliveri

mercoledì 23 giugno 2010

Cuore di patata ripieno di straccetti di uovo al pesto... ovverro come ti destrutturo la tortilla!


Non vi aspettate una ricetta di quelle appena menzionate nel post precedente, perché ho una cosa da fare e pure urgentemente. Sì, perché fra poco scade la sfida e io ADESSO voglio partecipare! Sapete già (perché l'ho confessato in un altro post) che in questo anno di vita non ho vinto niente e non vi posso dire quanto questo mi abbia frustrato!!! Ho cominciato in sordina, le ricette sono quelle che faccio ogni giorno senza nessuna pretesa e quindi non penso di meritare alcun premio... Ma quando ho partecipato a dei concorsi dove per vincere non avevi bisogno di essere brava, alias per puro c... pura fortuna, non vincerli è stato un duro colpo al cuore! Ecco perché ad uno dei tanti concorsi dove invece era richiesta bravura, mi sono presentata con il piatto di uno chef.... e NON HO VINTO!!! Quindi oltre al colpo al cuore, ho subito anche un duro colpo all'orgoglio. Interrogatami sul perché, non ho saputo dare risposta! Sarà il nome (seppur dispongo di ampia scelta: fantasie, Stefania, Cardamomo...), sarà il colore del blog (ma io non sono superstiziosa e il colore non ho intenzione di cambiarlo!), io non vinco! Allora, mi sono chiesta, perché partecipare ad una sfida, addirittura??? Una sfida difficilissima, per giunta? Io sono abituata ad essere sempre la prima, quindi se sono certa di avere la possibilità di piazzarmi almeno al primo posto... preferisco non partecipare (ecco perché le frustrazioni di quest'anno di blog!) Poi ho visto delle ricette meravigliose realizzate con i soli due ingredienti permessi e mi son detta che nella blogsfera non ci sono donne normali che cucinano... ci sono mostri, con un'inventiva e una bravura da far invidia anche ai migliori chefs! E allora ho cominciato a pensare (che non è una delle mie caratteristiche in cucina – e il primo che si azzarda a dire “ non solo” lo fulmino -, io, di solito, eseguo punto e basta) e mi sono voluta divertire... Mi son detta, giochiamo con quelle due squinternate che hanno proposto una sfida del genere e facciamo vedere loro, di cosa son capace io... Questo è il risultato! E più che una ricetta da "porca figura", ha un titolo da vera "porca figura"... Be', che vi aspettavate? è un gioco e stavolta non pretendo di vincere... però se avrete pietà di me, perché no?
CUORE DI PATATA RIPIENO DI STRACCETTI DI UOVA AL PESTO

Ingredienti per ogni commensale:
1 patata media
1 uovo di volatile scorrazante (alias codice 0)
sale
olio extravergine d'oliva
e ottimo pesto genovese (l'arcano della ricetta forse lo scopriremo solo su MT)

Bollire le patate lavate, ma non pelate in abbondante salata. Appena pronte, eliminare la buccia e scavare il centro. Mettere in un padellino l'olio e farlo scaldare un po', quindi aggiungere l'uovo e strapazzarlo un po' fino a quando non si rapprende leggermente. Salare e adagiare all'interno del letto di patata precedentemente preparato, bagnandolo con un po' di pesto genovese.
Alternativa se non disponete di un ottimo pesto genovese: far tostare in un padellino a parte dell'ottimo bacon in fette e poi tagliare a listarelle e adagiare sopra l'uovo.
P.s. Per la serie: come ti destrutturo la tortilla... col minimo sforzo! Tiè, tiè, tiè!

A presto
Stefania Oliveri

"Gustando l'Italia" arriva a Palermo

Comincio dalla fine e vi dico che già mi manca, anzi mi è mancata già nel momento che l'ho lasciata all'aeroporto.... Che altro dire? Ci sarebbero fiumi di parole, vi assicuro capitano tutte a lei... persino io, che in due giorni ho dato il meglio di me, concentrando tutto il meglio della mia rincoglionitagine (in genovese, si direbbe belinagine?)… Ok, ok, comincio dal principio, però vi avverto, seguirò il flusso dei pensieri, lo stream of consciousness (quanto sono colta!!!!) alla James Joyce, che l'amava tanto e che io invece ho tanto odiato (Joyce, no lo stream of consciousness... stiamo cominciando già molto male...). E siccome ogni cosa che si rispetti comincia dal principio, io comincio proprio da lì...A come Alessandra! Ed eccovi l'incipit di un libro che ho amato moltissimo da adolescente (quasi mi vergogno, ma ero adolescente!) Love Story, di Erich Segal, in cui il protagonista, Oliver Barrett racconta: “Che cosa si può dire di una ragazza morta a venticinque anni? Che era bella. E simpatica. Che amava Mozart e Bach. E i Beatles. E me. Una volta che mi aveva messo specificamente nel mucchio con tutti quei tizi musicali, le chiesi l'ordine di preferenza, e lei rispose sorridendo: Alfabetico. Sul momento sorrisi anch'io. Ora però mi chiedo se nell'elenco comparivo con il nome - nel qual caso sarei venuto dopo Mozart - oppure con il cognome, perché mi sarei trovato tra Bach e i Beatles. In ogni modo non venivo per primo, il che sarà idiota ma mi secca terribilmente, essendo cresciuto con l'idea che devo essere il numero uno. Eredità di famiglia, capite?” Chissà perché quando lei è arrivata io ho subito ripensato a questo libro e soprattutto a questo inizio... ma lei si chiama Alessandra e nel mio ordine alfabetico è la prima!
Ecco sì, proprio una Love Story è stata la nostra, durata troppo poco e finita male (lei è ripartita)! Però, prima delle lacrime, ci siamo anche fatte tante risate... pure fino alle lacrime! (Se il povero Joyce potesse leggere queste mi poche righe, sarebbe invidiosissimo del mio superlativo stream of consciuosness!!!)
Io e Ale
N.d.S.: Ale è molto più bella dal vivo!!!! ... e io molto più bassa... ma SHHHH non ditelo a nessuno!!! ;)

E allora, ricomincio: Alessandra è arrivata giovedì pomeriggio e io, dopo una piega dal parrucchiere (brutta, perché se ci tieni a far bella figura....) e un collegio dei docenti fiume, sono arrivata all'aeroporto, trafelata, proprio quando l'aereo era appena arrivato (mai che si possa contare sui ritardi dell'Alitalia!!!).
Lascio la macchina al parcheggio e mi accorgo che non esiste indicazione di sorta per ritrovarla al tuo ritorno; così mi metto a contare i piloni dalla macchina all'uscita, sperando che nel frattempo non ne dimentichi il numero... Non vi dico quanto fossi agitata. Ma appena l'ho vista, l'ho riconosciuta immediatamente. Chissà come mai l'avevo proprio immaginata così, bella, solare, accogliente! Ci abbracciamo come se ci conoscessimo da sempre. Lancio dei gridolini (che cerco di contenere...) e cerco di controllare la voce, che mi sale di due ottave quando sono emozionata. Naturalmente non riesco nell'impresa, con grande sgomento di mia mamma, che nel frattempo mi ha accompagnata all'aeroporto, non si sa mai mi dovessi perdere... Al seguito, oltre a delle valigie rosa molto chic (e femminili, e non vi dico cosa ha detto suo marito...) e una valigia nera molto choc (per il peso!!!), anche il di lei marito... che, essendo ingegnere, ha già un “problema” sul lavoro che deve risolvere urgentemente... “bene” penso io “ce ne sbarazziamo facilmente e lo lasciamo dall'altro marito ingegnere, che sta lavorando...” e così prima di ogni cosa lo accompagniamo allo studio del mio dolce doppio e noi proseguiamo per l'albergo. “Santo Autocad, subito”! Purtroppo, invece, niente visino dolce e giovane al seguito. Carola, con grande disappunto dei miei pargoli, che ne avevano già ammirato la bellezza tramite le foto e pregustato l'idea di un'apparizione improvvisa, non c'è!!! Deve fare gli esami al conservatorio... Prendiamo quindi la macchina per tornare a Palermo (l'ho trovata immediatamente e già cantavo vittoria sulla mia capacità di organizzarmi e per la bella figura... porca figura...), quando mi rendo conto che avrei dovuto pagare prima il biglietto per uscire dal posteggio... Invece mi trovo davanti ad una sbarra che non ha nessuna intenzione di alzarsi se non pago prima (“...avevo pure i soldi scambiati!”) Ma “la” Ale, mia eroina, mia salvatrice, mia àncora di salvezza, mi viene subito in aiuto e lei, donna di mondo, mi dà la sua carta di credito per pagare... e la sbarra si apre! Vi rendete conto???? Io, donna ospitale di Palermo, umiliata da una sbarra e da una carta di credito che mio marito (chissà perché) si ostina a volermi dare!


Lasciamo i bagagli, Ale si cambia (non si può stare in tailleur manica lunga primaverile in una Palermo di giugno...) e la porto a casa mia, dove facciamo il deposito più importante: una carrettata di pesti genovesi che ha portato per tutte le food bloggers, i baci di dama salati (o quel che resta) da offrire l'indomani alla presentazione, la mitica focaccia genovese (vi assicuro è meravigliosa e diversissima dalla focaccia di qualsiasi altro posto!) e una montagna di libri “Gustando l'Italia”... oltre ad un mezzero meraviglioso (che manco a farlo apposta è perfetto per la mia stanza da letto) e uno stampo per la pasta tipica di Genova. Insomma Babbo Natale versione estiva! E poi dicono che i genovesi son tirchietti...






Le faccio un caffè e le offro dei pasticcini di mandorla e pistacchi (fatti con le mie dolci manine...) e poi la porto a vedere una Palermo che ancora lei non ha visto, fatta di ville e parchi e di mare. Lei ne rimane incantata, mentre io rimango incantata da lei. Sì, finalmente è qui, vicino a me, parliamo dal vivo, ci raccontiamo tutte le nostre cose e parliamo, parliamo, parliamo, anche se dimentico i nomi di tutti i monumenti che le sto facendo vedere... l'emozione tira brutti scherzi, eh! Parliamo di tutto, tranne di questa presentazione che le ho organizzato. Tanto c'è tempo...
Di sera andiamo a mangiare, con altri amici (i meravigliosi Isa e Maurizio, che mi hanno aiutata nell'ospitare degnamente i coniugi Gennaro), in un ristorante con la tipica cucina siciliana “pasta al macco di fave, pasta con i tenerumi, caponata, insalata di polpo, insalata aringhe ed arance, polpette di sarde.... e quant'altro! E ancora una volta mi rendo conto di quanto ci assomigliamo io e lei (altezza a parte...), ma soprattutto di quanto si somiglino i nostri mariti... così dediti al lavoro, così buon gustai, così ingegneri, con due donne così speciali... ;-)
In ogni caso, dopo l'ennesima gaffe di memoria (ma com'è che sono riuscita a concentrare tutta la mia stolidaggine in queste poche ore??? Giuro, Alessandra, di solito sono meno grave!), li accompagniamo all'albergo... ma non perché Giulio aveva dei problemi a tener su le palpebre... Non vi dico quanto abbia dormito! La mattina successiva mi sono alzata già alle 7,30 ed ho cominciato a prepararmi aspettando la sua chiamata. Alle 9,30 arriva un sms che annuncia che è già pronta da un pezzo e che possiamo vederci quando son pronta anche io... Mi sono fiondata al suo albergo in men che non si dica. Pensavo che stavolta avremmo goduto della compagnia del marito... ma come ho fatto a crederlo, mi stupisce ancora... E' ingegnere, si lavora! Così, anche stavolta, accompagnato dal maritonzolo per un'altra produttiva mattinata di lavoro!!! Noi ben belle ce ne siamo andate in giro. Stavolta la porto a vedere il '400 e il '500... Rimane entusiasta della “flessibilità” dei palermitani. Sì, perché se c'è una cosa buona a Palermo (oltre me, una infinità di monumenti meravigliosi da vedere e il buon cibo), è proprio la flessibilità del locale. Monumento chiuso? Non c'è problema. Ciglia sbattute due, tre volte, gentilezza e savoir faire e tutte le porte si aprono e addirittura pure quello che non potresti vedere, te lo fanno vedere... Da noi, la raccomandazione, funziona ancora....
Finalmente, davanti ad una bella granita di gelsi, parliamo 10 secondi della presentazione e decidiamo “vada come vada, facciamola spontanea” (Ok, due o tre domande me le ero preparate, ma che bisogno c'era di appuntarle? “Due, tre me le ricordo ancora” sostengo io, ma non ho fatto conto con l'età che avanza...).
Secondo la mia organizzazione, il pranzo è previsto a casa mia, anche perché avremmo dovuto riempire di pesto, i baci di dama salati fatti da Alessandra... purtroppo arrivati in polvere... “ma non ha il marito ingegnere?” Il menù prevede: riso venere al pesto di pistacchi e pomodorini di pachino, sarde a beccafico,

sgombro con cipolla in agrodolce,



caponata (quella vera!!!) della suocera, mellone (anguria), cassata e gelo di mellone.



Adesso, miei cari palermitani, non state lì a pensare che l'accoglienza non è stata delle migliori... Lo so già, me l'ha detto anche mia mamma! Secondo il galateo nostro, avrei dovuto prevedere almeno: 4 antipasti, 2 primi, 2 secondi (quelli ce li ho!!!!), 4 contorni, frutta e dolci a volontà! A mia discolpa, posso solo dire, che dovevamo tenerci leggeri... avevamo una presentazione da fare!!!! Comunque, il menù, anche così parco, è stato realizzato tutto da me, a parte la caponata. La caponata classica, tradizionale e fritta, è il capolavoro di mia suocera, che carinamente si è immolata per l'occasione. Naturalmente il mio dolce doppio (perché proprio non me la sento di chiamarlo la mia dolce metà) aveva solo due piccolissime incombenze da svolgere: 1. comprare l'anguria, 2. andare dalla sua mammina a recuperare il tesoro... Non starò qui a recriminare e a raccontare per filo e per segno come è andata (forse ad un prossimo post...), ma la caponata sono andata a prenderla io!!! Vabbe', mi accontento, almeno il 50% delle sue incombenze le ha portate a termine...

Si avvicina l'ora della presentazione e io mi sento sempre più nervosa... Diciamo solo che:
1.non avevo mai organizzato nulla del genere;
2.non l'avevo mai organizzato tutta da sola;
3.avevo chiesto a destra e a manca, ma i risultati erano stati buchi nell'acqua
4.… finalmente trovo una disponibilità... e il posto, che sì, è il bellissimo e prestigiosissimo Comune di Palermo, addirittura Palazzo delle Aquile (“e questo promette bene”, penso, “io ed Ale voleremo in alto”), ma si trova a Piazza della Vergogna (“oh mio Dio, che, sarà un presagio????”) e addirittura nella Sala delle Lapidi (“ok, è la morte nostra!!!!”)
5.avete presente riempire una sala così grande???
6.avete presente invitare delle persone (anche se i tuoi amici) alla presentazione di un libro di cucina (di cui a loro no frega niente... sono fra le poche pazze che ama cucinare...), per giunta di una persona che non conoscono, per giunta di un caldo venerdì pomeriggio di giugno, quando tutti ne approfittano per lasciare la città e correre al mare????
Mentre ci prepariamo per andare, penso a quanti saremo e spero che almeno in cinque, oltre noi, si presentino... Io comunque senza sapere né leggere e né scrivere (come si dice qui) un paio di tacchi più altini me li metto... non vorrei sfigurare accanto a quella stangona della Ale! E poi le foto vengono male... Affido l'incombenza a mio marito, che solo quello doveva fare, con grandi proteste da parte dei miei figli che, conoscendo il padre e anche me, sanno già che ci sarà una litigata per le brutte foto che farà...
Arriviamo a Palazzo delle Aquile alle 17,00 in punto (ora della presentazione) e vedo che ancora non è arrivato nessuno... arrivano, invece, alcuni sms che annunciano defezioni... Oh mio Dio, saremo in 5 soltanto: io e mio marito, Ale e suo marito, il mio cucciolo (i grandi avevano ben altro da fare...). “Be'”, penso, “mangeremo di più... d'altronde ci siamo tenuti leggeri...” E invece, cominciano ad arrivare gli amici, i colleghi, persino i parenti e le food bloggers! Vado in estasi e chi c'era può ben dire anche in pallone! Mi sento davvero emozionata, lusingata e apprezzata perché circondata da tanto affetto. Una prova di amicizia vera, che ha sfidato in aggiunta anche il traffico e la mancanza di posteggio di una zona così centrale! GRAZIEEEEEEEE!

Comunque alle 17,30 si inizia... e si comincia male... la mia emozione è tale e tanta, che non riesco nemmeno a parlare. Non trovo nemmeno il ventaglio in pandan con il vestito... ma una cara amica viene in soccorso e me ne presta uno, prima che io mi sciolga completamente. Meno male che Alessandra è più calma e il libro è il suo, e comincia a spiegare come nasce il libro e quanto sia importante questo libro per lei, perché i suoi proventi sono destinati alla Banca degli occhi Melvin Jones.
stefania &ale

Per il resto che dire? Che quando finalmente mi sono calmata e la voce acuta e stridula che mi esce in queste occasioni, si è abbassata di qualche decibel, ho cercato di fare una degna presentazione di Alessandra e del bellissimo libro... Ahimé non ci sono riuscita, almeno non seriamente... Però ci siamo tanto divertiti, ci siamo fatti quattro risate, si son venduti tantissimi libri e abbiamo conosciuto tantissime foodblogger del palermitano. Io, le ho riconosciute subito; al primo sguardo sapevo già chi fossero. E mi ha fatto tanto piacere questo incontro, che però è solo il preludio per un appuntamento più corposo, con tanto di partecipazione culinaria di ognuno di loro ;)
All'appello c'erano (in ordine alfabetico e nella foto di altezza): Cinzia di Dalle mie Dolci manine; Claudia di Scorza d'arancia; Elena di La Montagna Incantata (lei vale doppio perché è venuta con la sua dolce pancia!); Ornella di Gialla tra i fornelli; Patrizia di Dolcemente Gustoso (che è dovuta andar via prima a causa di un problema di lavoro... :((( ) e Ariela, che food bloggers non è, ma una food reader, tanto simpatica, che nei suoi commenti mi fa sempre sbellicare dalle risate!
Come volevasi dimostrare, delle foto fatte da mio marito, non sono rimasta soddisfatta... Meno male che c'era un altro fotografo (il marito di Alessandra) e le foto ricordo ci sono. Ve ne dico una per tutte: alla fine abbiamo fatto una foto ricordo con tutte le food bloggers... e le mie sono sfocate!!! Ma si può???? L'unica decente è questa, in cui ognuno è per i fatti suoi e Alessandra è nascosta...
Food bloggers in ordine sparso
Credo che nonostante tutto sia andata abbastanza bene. Dico credo, perché ogni scarrafone è bello a mamma sua e quindi io sono di parte! Però ho ricevuto tante e-mail ed sms di ringraziamento e di complimenti che presuppongono solo due cose:

1. o sono reali, e quindi veramente è andato tutto bene;

2. o sono finte e allora mi vogliono davvero tanto bene! In ogni caso son contenta! :)
Infine (della giornata) posso solo dirvi che siamo andati a letto alle 3, 30 del mattino e alle 10 eravamo già insieme! A fare? A parlare e raccontarci tutto (ancora non si è finito!), ho fatto fare loro un brevissimo tour Liberty e un altro tour è stato riservato alle migliori pasticcerie di Palermo (non poteva non concludersi in dolcezza!!!) Anche stavolta ho fatto la mia figurina, dimenticando il portafogli a casa... ma a me capita due volte su tre e soprattutto ogni volta che decido di andare a fare la spesa da sola lontano da casa verso le 12,30... così quando finalmente alle 13,15 metto tutto sul nastro e la signorina ha passato tutto, io mi accorgo di non avere con me il portafogli e quindi chiamo disperata il marito che accorre “felicemente” (santo subito lui e il cellulare!)
Ultimo pranzo insieme a casa mia, dove faccio loro la pasta coi “tennerumi” (benché pasta assolutamente estiva, è una zuppa...), l'insalata “vastasa”, lo “sfincione” e i panini con la milza... altrimenti che palermitana sarei??? Ancora una volta niente galateo palermitano, ma ci aspetta una “guantiera” di dolci comprati dai coniugi Gennaro da Magrì e lo spazio bisogna lasciarlo!



Giusto il tempo del caffè e di corsa all'aeroporto a lasciare che ritornino a Genova... triste e sconsolata ancora oggi! Ale, quando ti trasferisci????????
Da tutto ciò ho capito una cosa: come dimagrire due chili in due giorni...


A presto

Stefania Oliveri

venerdì 18 giugno 2010

Il grande giorno è arrivato! Ieri alle 16.30 Alessandra è arrivata, più bella, solare, divertente, simpatica, dolce, intelligente, in gamba di quanto non mi potessi già immaginare!

Oggi pomeriggio alle 17.00 a Palazzo delle Aquile, la potrete conoscere anche voi!


Vi aspettiamo


Stefania Oliveri

lunedì 14 giugno 2010

Una granita siciliana in attesa di una genovese...

E in attesa che arrivi il 18 pomeriggio per la presentazione del libro di Alessandra Gennaro (a Palazzo delle Aquile, piazza Pretoria, Palermo ore 17.00), visto il caldo che fa e il poco, pochissimo tempo a disposizione, senza ulteriori indugi e racconti (strano, ma vero!), sperando che apprezziate lo sforzo di postare e sicura che sarete più contenti di non leggere le mie "bellinate" (ehi, genovesi, si dice così???), vi lascio una ricetta freschissima, anzi ghiacciata

GRANITA AL LIMONE (versione Bimby, la cui ricetta viene da qui)
Ingredienti
200 gr. zucchero
400 gr. acqua minerale
150 succo di limone (circa 3 limoni bio)
1 pezzetto di scorza di limone (per questo deve essere bio!)

Spremere i limoni. Inserire nel boccale acqua e zucchero e azionare il Bimby per 3 minuti, a 50°, vel. 1. Unire la scorza gialla del limone e lasciare raffreddare completamente. Quindi unire il succo di limone per 10 secondi, vel.1. Eliminare la scorza del limone, versare il composto in un contenitore largo e basso e riporlo nel congelatore per almeno 12 ore.
Toglierlo, dividerlo in pezzi, inserirli nel boccale e mantecare per 20 secondi, velocità Turbo e 30 secondi a velocità 5, spatolando. In realtà questa ultima operazione è del tutto inutile, perché il composto presenta già una consistenza granulosa.
Servire con una amarena sciroppata e delle foglioline di menta.
A presto
Stefania Oliveri

martedì 8 giugno 2010

Annunciaziò, annunciaziò! Ci incontriamo il 18?

Annunciaziò, annunciaziò! E' con vero piacere, con una punta di orgoglio e con infinita trepidazione che vi faccio un annuncio davvero importante! NOOOOO, non pensate male! Non aspetto il quarto figlio!!!!! Aspetto, invece, una cara amica che viene nientepopòdimeno che da Genova, proprio lei, la mia spacciatrice ufficiale di calorie!!! Alessandra Gennaro di Menù Turistico! E siccome un libro molto bello ha scritto e un fine molto bello persegue, io, sono riuscita ad organizzare un INCONTRO!!! Ebbene sì, è l'occasione giusta per vederci tutti quanti e conoscerci, finalmente, di persona! Sì, sì, vengo subito al dunque e vi dico come, dove e quando. Il 18 giugno 2010 a Palazzo delle Aquile (sede del Comune), piazza della Vergogna (come si chiama davvero non me lo ricordo, ma qui tutti così lo conosciamo!!!) a Palermo, alle ore 17,00, ci sarà la presentazione del bellissimo (mi ripeto) libro di Alessandra Gennaro, Gustando L'Italia.

E' l'occasione per tutte le food blogger (e non) di Palermo e dintorni (ma anche da fuori, se volete venirvi a fare una gita, ne saremo ben contenti) di incontrarci finalmente di persona e farci quattro risate, oltre che assaggiare "qualcosina di tipico". Già qualcuna di voi mi ha dato la conferma :-)))

Vi aspetto!

Stefania Oliveri

lunedì 7 giugno 2010

Torta alla Nutella... Mondiale

Il 6 giugno è il compleanno del mio pargolo di mezzo. Compie ben 14 anni ed è già in piena tempesta adolescenziale. Sbalzi di umore incredibili, scoppi di ira e di gioia nel giro di pochi istanti, interesse per le ragazzine e contemporaneo disdegno della loro presenza, volendo a tutti i costi garantire lo status di maschio. Per questo anche quest'anno ha deciso che la sua festa, debba essere una partita a calcetto con i suoi compagni di classe... Non vi dico la mia felicità nell'accontentarlo. Quest'anno, però, niente festina al campo (“sono grande, mamma!”) e neanche gelato al bar, come l'anno scorso, che la mia terrazza era un campo di battaglia per il rifacimento del pavimento... Quest'anno “mamma, dopo la partita veniamo a casa a mangiare una torta fatta da te, che ai miei amici piacciono tanto”, e io già cominciavo ad immaginare torte in MMF con personaggi Disney, e aggiunge “anzi, sai che ti dico, fai il tiramisù, che a me piace tanto!” Come la nuvoletta dei cartoni animati, mi è scoppiata in faccia, l'idea romantica e, forse, bambinesca, che avevo della festa... e ho visto mio figlio, improvvisamente, grande! Ma lui è grande a modo suo... perché ancora tanti atteggiamenti sono proprio da cuccioletto. Ad esempio, ogni volta che andiamo da qualche parte, dobbiamo specificargli bene di non salutare tutti con un bacio, ma di dare la mano dicendo buonasera... A dicembre, infatti, è riuscito a dare un bacio anche al cameriere (indiano e in livrea!) che ci accoglieva davanti la porta di casa di mio cugino per prendere i cappotti... O ancora, sempre a natale, uno dei suoi amici del cuore gli ha spillato ben 50 euro di regalo, convincendolo che il regalo che desiderava se lo comprava lui stesso (in largo anticipo inizio di novembre, risparmiandogli la fatica di andarlo a cercare, “ma quanto è sensibile sto amichetto”!) regalandogli infine un libricino da tre euro (il 22 dicembre), ma scelto con tanto amore... O ancora, quando viene da me e credendo di essere ancora più basso di me (e non dite che era facile raggiungermi...) cerca coccole poggiando (o cercando di farlo) i suoi bei riccioli biondi sulla mia pancia...
Comunque, visto che l'anno scorso, non è stato festeggiato degnamente, quest'anno ha deciso di rifarsi e così l'intera giornata è stata dedicata ai festeggiamenti. Abbiamo iniziato con un pranzo con le nonne e un compagnetto (??? un compagnone!) di classe a base di lasagne, crocchette di pollo e tiramisù (menù espressamente formulato e ideato dal festeggiato e interamente realizzato dalla sottoscritta!): è proseguito con una partita a calcetto (altrimenti va in crisi di astinenza) con alcuni compagni, a cui è seguita incursione a casa per rifocillarsi con wurstell avvolti nella sfoglia, pizza, patatine e torta alla nutella (menù ipersano, no? E indovinate chi ha richiesto 'ste sch... queste prelibatezze???) e infine cena con altro compagno, che non poteva partecipare il pomeriggio... al quale però sono state rifilate i resti del pomeriggio, ma che, neanche a dirlo, ha gradito particolarmente. E adesso vi chiedo: QUANTI GIORNI DI RIPOSO MI SPETTANO????
La torta alla nutella dei Mondiali 2010
Vedendo questa foto devo fare prima alcune piccolissime precisazioni:

1. ho la manualità di elefante (e si vede);
2. ho realizzato la torta in quattro giorni... nei ritagli di tempo (e ne ho avuto davvero pochissimo)
3. risento della maledizione dell'MMF, perché ogni volta che qualcuno molto più bravo di me, si propone per aiutarmi, gli succede qualcosa (mai grave, sottolineo!), e non può aiutarmi;
4. non ho mai visto un campo di calcio (e anche questo si vede, bis)
5. il nome e i numeri hanno i colori della nostra bandiera, mentre il campo è di un verde ... campo, appunto... ed è meglio spiegarlo perché altrimenti non si capisce (sigh! )
6. le foto sono state fatte a lavoro ultimato, ma quando anncora non avevvo lucidato la torta per paura che finisse come l'altra volta...
7. Comunque la sorpresa con il mio pargolo è riuscita e lui è stato contentissimo (cuore di mamma);
8. il calciatore ... è lui, biondo, riccio e occhi azzurri!!!

Ingredienti
375 gr nutella
6 uova di gallina stra"felice" (Gaia docet!), anche perché utilizzate per la torta del pargolo
6 cucchiai di fecola
12 cucchiai di zucchero
75 gr burro o margarina bio
1 bustina e mezzo di lievito
1 cucchiaino di vaniglia bourbon liquida

Montare la nutella con il burro; a parte montare i tuorli con lo zucchero, unire la fecola e il lievito, la crema di nutella e infine le chiare montate a neve. Rivestire uno stampo rettangolare di carta forno inumidita e versare il composto. In forno a 180° per 40'.

(non guardate le imperfezioni... e il ricciolo che si è perso...)

Rivestire la torta con uno strato sottilissimo di MMF (io ho preso la ricetta da qui ed è utilissimo seguire tutto il procedimento) che si fa così:
150 gr. di Marshmallow
330 gr. di zucchero a velo
3 cucchiai di acqua
Mettere le caramelle in un recipiente con l'acqua e far sciogliere a bagnomaria. Fuori dal fuoco, aggiungere 125 gr. di zucchero e mescolare. Intanto mettere dell'altro zucchero in una ciotola capiente e versare il composto e cominciare a lavorarlo, come se fosse pane, con le mani ben infarinate di zucchero a velo. Alla fine, formare una palla e avvolgerla con la pellicola e riporre dentro una credenza (mai in frigo) e lasciar riposare per 24 ore. Dopo questo riposo si può riprendere la pasta e la si colora. Io ne ho fatta un po' rossa, molta verde, un po' verde chiaro, un po' azzurra, un po' marrone. Quindi ho rivestito la torta con la pasta stesa verde. E poi con gli stampini ho fatto le lettere e per l'omino... è stato un duro lavoro... Infine, prima di servirla, ho passato dell'acqua con un pennello sul MMF per lucidarlo.

Essendo delle creature ancora ingenue e innocenti, hanno apprezzato molto la decorazione (da veri uomini duri...), ma soprattutto hanno gradito la torta, il cui sapore della nutella è proprio ben presente. Infatti proprio per questo non ho farcito la torta, che comunque risulta ben umida e non pesante.

A presto

Stefania Oliveri

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