Comincio subito col dirvi che non troverete una storia divertente, non vi farete quattro risate e neanche due, quindi se non siete dell'umore adatto andate direttamente alla ricetta, che con questa storia non c'entra niente!
La mia più cara amica si chiama... no, non ve lo dico come si chiama, questa carognata, io, non gliela faccio! La mia più cara amica, da ben 5 lunghissimi anni non è più la mia più cara amica e nemmeno una cara amica e nemmeno un'amica e nemmeno più una conoscente! Diciamo che dopo un anno (un intero anno fatto di 365 giorni) di carognate ho deciso che era arrivato il momento di interrompere ogni altra carognata che potesse farmi. Volete che inizi dal principio? No???? Ma io lo faccio lo stesso! L'estate di 6 anni fa, grazie ad un mio alunno, affittai la casa in un posto di villeggiatura, vicino Palermo, in collina, in un residence. Accanto alla mia villetta ce ne era una vuota e così, prontamente, avvertii la mia più cara amica, quella con cui ci dividevamo tutto (a parte i mariti), quella che consideravo la sorella che non avevo. Così, con mio grande tripudio e felicità, anche loro affittarono la casa e vennero a stare proprio lì accanto a noi! Non vi dico quanto fossi felice io! In quel residence cominciammo a fare le prime amicizie, quindi le prime cene (quando organizzavamo da lei, a casa sua gli adulti, a casa mia i bambini, quando organizzavo a casa mia, tutti da me, grandi e piccini) quindi le serate passate perennemente in compagnia. In questo residence, ahimè, villeggiava anche un magistrato molto importante, con amicizie molto importanti, alcune addirittura star della tivvù (che, però, siccome io non guardo, non avevo riconosciuto e siccome sono pure rinco... non ne ricordavo nemmeno il nome). Tant'è! Mi sembrava, allora, una situazione meravigliosa: la mia migliore amica, tanti nuovi amici simpatici pure se famosetti, tanta allegria. Ma come tutte le cose belle che finiscono, anche quell'estate terminò. Tornammo tutti a Palermo, ma ci continuammo a vedere, a parte il famosetto (che adesso è famosissimo) che tornò nella sua Torino. Certo la frequenza non era più la stessa ma il bel rapporto si era mantenuto. La mia migliore amica, però, cominciò a comportarsi in maniera strana. Non mi chiamava più come prima, organizzava uscite senza di me, ma la cosa più fastidiosa era che se anche ci sentivamo il giorno prima faceva la misteriosa sugli impegni del giorno dopo, e poi il giorno dopo le sue uscite mi diceva che aveva organizzato con questo e quest'altro. Per un anno intero la giustificai. Anche quando il famosetto arrivò a Palermo per la presentazione di un suo libro e lei, incaricata di avvertirmi, non mi aveva avvertito... “Fortuna” volle, che un mio collega, mi chiese se andavo, visto che io lo conoscevo... e così mi presentai alla presentazione con suo (di lei) sommo stupore. Per non parlare che era prevista pure una cena, alla quale ero stata invitata (senza naturalmente saperlo) alla quale io riuscii a partecipare, mentre lei dovette tornare a casa perché non sapeva dove lasciare i bambini (certo se me lo avesse detto potevano restare con la mia baby sitter...) Il fondo, però, fu toccato quando lei organizzò una cena sulla sua terrazza per inaugurarla e invitò tutti gli amici del residence... tranne me! La cena era stata organizzata per il sabato ed io il venerdì (vedi il tempismo!) l'avevo invitata per l'indomani a casa mia. La risposta vaga fu “sono impegnata”! Essendo la discrezione una delle mie qualità, non chiesi oltre. La domenica mattina, però si presentò a casa mia con tutto il ben di Dio di cibo, non vi dico, di tutto di più. Naturalmente la cosa mi stupì e non poco e chiedendole lumi, la sua risposta serafica fu “mio marito mi ha organizzato una cena in terrazza con questo e quest'altro”. Dirvi che non riuscì ad inghiottire un solo boccone, non è esagerato. Tutta l'estate passò in tristezza. Avevo aperto gli occhi su una cosa che non volevo assolutamente vedere! Non risposi alle sue chiamate e quando proprio non potevo farne a meno, non riuscivo ad essere serena. Finì la seconda estate (stavolta del colore di c... marrone). Il mio carattere mi porta a chiudere senza spiegazioni, ma volendo essere sicura di non aver fatto qualcosa di sbagliato io, le diedi l'opportunità di spiegare il suo comportamento. La sua risposta fu più dolorosa di tutto quanto non fosse già successo. Mi disse che per lei era tutto normale e che alla cena non doveva invitarmi per forza. Le risposi che se non doveva invitarmi per forza poteva anche dirmelo il giorno prima invece di fare la misteriosa. Lei continuò a sostenere che fossi una visionaria. Volli ancora credere a quanto diceva e le diedi un'altra chance. La delusione non tardò ad arrivare. Vi ho già detto che se mi insospettisco il mio Sherlock Holmes entra in azione. Così, quando mi disse che aveva cambiato palestra e si era iscritta in una vicino casa di sua madre, capii subito. Telefonai alla moglie del magistrato, che parlò senza legnate. Anzi, non sospettando niente, mi invitò ad iscrivermi pure io, così eravamo tutte e tre insieme. Dopo le prime reticenze, accettai. Non vi dico la sua sorpresa quando mi vide lì a fare ginnastica con loro... A quel punto le informazioni le avevo di prima mano. La moglie del magistrato mi invitava ad ogni cena che faceva, ad ogni incontro che organizzava, anzi mi chiese pure di accompagnarla per case, perché anche lei voleva cambiarla. L'invidia, ahimè, è una bruttissima bestia e lei, la MIA amica, si infastidì alquanto. Cercò in tutti i modi di estromettermi dal trio e organizzava sempre senza di me. Arrivò Natale e a natale si sa siamo tutti più buoni. La moglie del magistrato mi invitò a passare il capodanno con loro, visto che fra l'altro veniva, per l'occasione, anche il famosetto. Devo dirvi che la MIA amica diventò verde alla notizia, ma io prontamente rifiutai perché di passare tre lunghissimi giorni anche con lei non avevo la minima intenzione. Però, mi venne un'idea. Perché non organizzare una mega cena con tutti quanti per riunirsi prima del capodanno a casa mia? Il 28 dicembre vennero proprio tutti, famosetto e famiglia compresa (persino la suocera), tutti, tranne lei.
Da quel momento ho interrotto i rapporti frequenti con tutti, ho lasciato la palestra e ho lasciato a lei l'amicizia con tutti loro, visto che l'unica con cui non voleva condividerla ero proprio io.
Che dire? Ho tenuto il lutto per ben 4 anni e forse a tutt'oggi ne soffro ancora, anche se amicizie da allora ne ho fatte tante e la compagnia non mi manca mai. Ma la mia amica, quella con cui condividevo tutto, quella a cui potevo raccontare le mie sofferenze, quella di cui mi fidavo ciecamente, quella a cui avevo dato tutto il mio cuore, quella non l'ho più e penso che non la ritroverò mai più. E ogni qualvolta il famosetto, diventato davvero famoso, viene qui a Palermo, io non vado a vederlo, perché so che lì ci sarà lei e il solo vederla mi fa soffrire, per tutto quello che siamo state, per tutto quello che non saremo mai più!
Ora, come in ogni blog che si rispetti, si passa alla ricetta, che forse vi sembrerà complicata, ma vi assicuro che non lo è affatto...
Vacherin ai mirtilli, gelato di nutella e vaniglia
Se avete un Bimby, per prima cosa dovete fare il gelato, perché impiega tutta la notte a raffreddare e poi si deve mantecare. Quindi per prima cosa vi dirò come ho fatto il gelato alla nutella, che ho preso da
qui80 gr di nutella,
100 gr di panna fresca (io ho usato quella pastorizzata),
150 gr di zucchero,
400 gr di latte parzialmente scremato (ma avrebbe dovuto essere intero),
4 tuorli
un pizzico di sale.
Versate tutti gli ingredienti nel boccale in cottura per 5 minuti, velocità 4 a 80°. Mettete la crema nel freezer per 12 ore. Prima di servirlo, tiratelo fuori e mantecate il composto per 15 secondi, velocità 9 e poi per altri 30 secondi spatolando a velocità 6.
Per la vacherin (la cui idea è stata mutuata da “Feste d'estate. 2. Buffet, cene tra amici e a lume di candela”, De Turckheim e Le Foll), cioè per il guscio di meringa:
Naturalmente io il guscio l'ho realizzato come una normale pavlova e non come una vacherin (molto molto più difficile) ed ho aggiunto del succo di mirtilli, per far diventare il guscio rosa...
Montate gli albumi (che devono essere a temperatura ambiente) con le fruste elettriche e un pizzico di sale. Appena sono spumosi, continuando a montarli, incorporate lo zucchero a velo, poco per volta finché il composto non sarà sodo e lucido. Versate, quindi, a filo lo sciroppo di mirtillo per colorare la meringa (io ho aggiunto anche un po' di colore rosso in polvere). Distribuite la meringa in un disco spesso con i bordi più alti rispetto al centro, sopra una placca di metallo coperta da un foglio di carta da forno. Cuocete la meringa a 100° per 1 ora e 30 minuti. Lasciatela raffreddare. Quindi aggiungete il gelato (io consiglio prima vaniglia e poi nutella per un migliore risultato visivo) e fate riposare in freezer per una mezz'ora. Quindi riprendete la base e aggiungete l'altro gelato e riponete in frigo. Montate quindi la panna (dolcificatela con un poco di zucchero a velo), e stendetela con una sac a poche sulla vacherin. Decorate quindi con i mirtilli e delle meringhette che avrete fatto insieme alla pavlova. Per non far congelare la panna, una volta che il dolce si conserva in freezer, Alessandra ha svelato un segreto, che è quello di aggiungere un albume montato a neve alla panna montata, in questa maniera la panna resterà sempre morbida!
Anche se l'aspetto, mi rendo conto, non è dei migliori, devo dire che il risultato finale è davvero buonissimo. Non è detto che dobbiate fare tutto voi, quindi scegliete il gelato che più vi piace e stendetelo sopra una pavlova e il gioco sarà fatto. Se poi addirittura vi fate fare la base dal vostro panettiere di fiducia, la cosa diventerà uno scherzo da ragazzi!