mercoledì 29 febbraio 2012

Penne mediterranee: pomodori secchi, acciughe e mozzarella e la diffusione di notizie vere

Inventarsi ogni giorno qualcosa di buono e appetitoso per il tuo piccolo celiaco, che non appaia sfigato agli occhi degli altri, non è cosa facile. Ma ancora più difficile è andare in giro e vedere gli altri mangiare, mentre il tuo piccolo celiaco sta a guardare voglioso. Ma nella hit parade delle difficoltà, al primo posto metto però la cattiveria delle persone che parlano a vanvera della celiachia provocando grandi danni, soprattutto al tuo piccolo celiaco.

La celiachia, checché se ne pensi, è una malattia, e cronica per giunta, cioè di quelle che non passano mai. La celiachia non passa e non si cura. La celiachia non si vede e spesso non si percepisce subito, ma solo a lungo termine e l'unica cura è non mangiare ciò che fa male. Ma non basta. Perché al celiaco fa male anche la contaminazione e qui diventa tutto molto complicato. Sì, perché far capire che la questione della contaminazione è grave, non è cosa facile. Spesso si pensa che sia un'esagerazione, spesso si sottovaluta la questione, spesso si critica per l'intransigenza dei celiaci, che vengono guardati né più e ne meno come dei talebani, convinti delle loro idee (come se fossero credi senza fondamento) e poco flessibili. E' vero, è molto difficile così, diventa così stressante così, non si può stare attenti a tutte queste cose, che succede se ogni tanto a casa degli altri i nostri piccoli celiaci si contaminano e stanno male e riportano conseguenze invisibili, ma, ahimè, reali? E se a questo si aggiunge la disinformazione di giornali, non piccole testate, ma quelle grandi e importanti che diffondono false notizie a discapito dei celiaci? Così come è successo la scorsa settimana a Panorama che ha pure pagato per un articolo bufala, che ha diffuso false notizie, sostenendo che farine vietate come orzo, avena, kamut e farro, siano invece permesse. Ahimè, questo non fa che alimentare la diffidenza verso i celiaci che sostengono il contrario... Insomma, dura la vita per un celiaco che vuole vivere una vita “semi” normale, ancora più dura se deve combattere oltre che contro tutti quei cibi che gli fanno male, ma che vorrebbe tanto mangiare, anche contro tutti i pregiudizi che lo circondano. Il leggere negli occhi della gente il menefreghismo (che già sarebbe niente), e l'insofferenza verso il piccolo (ma anche il grande) celiaco, è una cosa che fa tanto male.

Per fortuna il mondo non è fatto solo di queste persone, i miei amici sono fantastici. I miei amici hanno imparato a cucinare anche per me e non solo per me, i miei amici sanno che è bello mangiare tutti la stessa cosa ed è anche più semplice per tutti. Negli occhi dei miei amici leggo la volontà di voler cambiare, di provare a cambiare per me. Ma loro sono i miei amici e lo fanno perché mi vogliono bene. Tutti gli altri, invece, li esorto a capire e a non giudicare... soprattutto quando si tratta dei nostri piccoli celiaci, per i quali ci sentiamo già abbastanza in colpa pur non avendone nessuna
La celiachia è una malattia e non ci possiamo far niente... tranne che la dieta ferrea e rigida.




Penne Mediterranee
Ingredienti per 5 persone
Penne Rigate Piaceri Mediterranei (prodotto dietoterapico adatto a tutti)
1 mozzarella
8 pomodori secchi sott'olio
4 acciughe sott'olio
aglio (se si è intolleranti mezza cipolla)
olio evo
basilico
Niente di più semplice e gustoso. Mentre aspettate che la pasta ci cuocia, mettete in una padella dell'olio e le acciughe e fate cucocere fino a quando non si disfano completamente. A questo punto aggiungete i pomodori secchi, sgocciolati e talgiati a pezzetti. Scolate la pasta ben al dente e fate saltare qualche minuto nella padella con il condimento. Quindi aggiungete la mozzarella tagliata a tocchetti. Condire con basilico fresco. Se volete potete aggiungere del parmigiano grattugiato.
E' davvero buonissima e gustosa.

Suggerimenti:

- nulla vi vieta di usare le quantità che più gradite, quindi prendete lemie solo come suggerimenti;

- se volete cucinare due tipi di pasta, una col glutine e l'altra senza glutine, vi ricordo di non mescolare con lo stesso mestolo le due paste e di utilizzare un pacco di sale nuovo, così non è contaminato, altrimenti vi esorto a lasciare un cucchiaio dentro il contenitore del sale ed usare sempre quello per non contaminare il sale (piccole accortezze se avete un amico celiaco che viene a cenare a casa vostra).


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Cristina di Poveri ma belli e buoni sulle acciughe


A presto


Stefania Oliveri

martedì 28 febbraio 2012

Non tutte le ciambelle riescono col buco... Muffins ricotta e cioccolato


Forse non tutti sanno che sabato sera c'è stato il terremoto a Palermo e visti tutti gli ultimi avvenimenti in Italia, con disastri e catastrofi, a scuola mia, si è pensato bene di fare un'esercitazione... non si sa mai!
Così, ieri, suona la sirena. E dove mi trova io? Al quinto piano, nel laboratorio di informatica per disabili. Inizia così il tentativo di fare alzare questi ragazzi dai loro posti, senza lasciar loro finire il lavoro... Tentativo inutile, in quanto non hanno proprio intenzione di lasciare il loro posto...
Riusciamo ad invogliarli dicendo loro che tutti i loro compagni stanno andando via... Qualcuno comincia ad alzarsi e per spirito di emulazione si alzano tutti... tutti tranne un mio alunno, che non ha proprio intenzione di abbandonare il suo computer... Con spirito di sopravvivenza, decido di mettere una musichetta al cellulare, conoscendo la sua preferenza per il ballo, e lo invito a ballare con me e così finalmente si alza. Sempre con il cellulare acceso, guidiamo tutti verso l'uscita di emergenza, una scala antincendio esterna all'edificio... I ragazzi si rifiutano di scendere da questa scala che non conoscono e che sembra così instabile ai loro occhi... Riusciamo con calma a fargliela vedere come un gioco, dicendo che sono come le giostre e che ci divertiremo un mondo. Li incitiamo a guardare il panorama e non in basso dove già il piazzale è pieno di alunni, tutti con il naso all'insù che osservano noi...
Nel frattempo però dietro di noi, c'è un'altra classe che rimane bloccata dalla lentezza degli alunni disabili che non hanno intenzione di spostarsi per cedere il posto...
Insomma dopo 10 minuti abbondanti arriviamo al pianterreno, dove un applauso scrosciante ci accoglie. I ragazzi disabili felici, applaudono anche essi e noi ridiamo a crepapelle per esorcizare il pericolo scampato, solo perché non c'è stato...
Riusciranno i nostri eroi ad uscirne vivi in caso di reale emergenza? Forse sarebbe il caso di spostare il laboratorio al primo piano... ma questa è un'altra storia e chissà se la racconteremo mai!


La ricetta di oggi però è stata fatta per un ragazzino lontano (be' da Palermo mica tanto), che ha deciso di fare un contest per la merenda più sana e appetitosa. Ora io so cosa significa sana, ma cosa significhi appetitosa per un ragazzino dell'età dei miei pargoli non lo so... Così ho sottoposto loro alla prova ed è stata superata brillantemente... Adesso non mi rimane che sperare che condividano gli stessi gusti.
La ricetta viene (ovviamente modificata da me in gluten free) dal primo volume dell'Enciclopedia dei Dolci, Torte e Crostate del Corriere della Sera. Anche la forma è stata modificata e una piccola aggiunta di cioccolato, ha fatto il resto...



Una ex ciambella diventata dei muffins alla ricotta
Ingredienti per 8 persone o per 31 muffins:
300 gr ricotta
3 uova

150 zucchero
50 gr farina di riso
50 gr fecola di patate
4 cucchiai di latte

1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
50 gr di gocce di cioccolato
zucchero a velo
Seprate i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve. Lavorate i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare bianchi e spumosi. Nel frattempo lavorate la ricotta fino a farla diventare una crema morbida e aggiungete il latte a filo. Unite le farine e il lievito al composto con i tuorli, quindi la ricotta, la vaniglia e infine gli albumi, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto. A questo punto o imburrate uno stampo a ciambella e lo infarinate con la farina di riso o prendete degli stampini da muffins e mettete dentro i pirottini. Cospargete ogni pirottino con delle gocce di cioccolato (così non tutte le gocce precipitano al fondo) e infornate in forno già caldo a 180° forno ventilato (altrimenti 200° statico) per 20 minuti (se ciambella almeno 45 minuti).
Quando saranno freddi spolverizzate con zucchero a velo e servite con un ottimo Smoothy alla mela. Vi do la ricetta di come l'ho pensato io, perché per il contest è necessario corredare la meranda anche con una bevanda




Smoothy alla mela
Ingredienti per due bicchieri:
1 mela rossa
1 yougurt naturale
3 cucchiaini di zucchero di canna
mezzo bicchiere di succo di mela
Mescoalre gli ingredienti tutti insieme fino al completo scioglimento dello zucchero. Servire freddo.
E con questa ricetta partecipo al contest di Burro e Miele, indetto da Matti

A presto



Stefania Oliveri






lunedì 27 febbraio 2012

Spaghetti siculo-thailandesi perché domenica cucina lui!

Ok, lo ammetto, cucinare senza glutine non è la cosa più semplice del mondo. Nel senso che, se fate un risotto, un arrosto o qualsiasi altro cibo che non contiene glutine naturalmente, allora è semplice e non c'è bisogno di tanta applicazione, ma se volete trasformare un cibo glutinoso in cibo "sglutinato", diventa un po' più complicato. Cioè, non basta fare delle semplici sostituzioni (farina 00 con farina senza glutine) per ottenere lo stesso risultato, e questo, spesso scoraggia le persone e la delusione scoraggia: le torte vengono gommose, il pane duro, la pasta si scuoce. Ecco perché arriviamo noi, le food blogger "sglutinate", per svelarvi trucchi e trucchetti, e darvi consigli e suggerimenti, che vi garantiranno il successo di ogni vostro piatto. Cioè, siamo celiaci, ma rimaniamo buongustai, perché mangiare male? Giammai!
In ogni caso, però, non è così difficile come può sembrare e se c'è riuscito il mio dolce doppio che non aveva mai cucinato fino alla soglia dei 40 anni suonati, evidentemente c'è speranza per tutti!
Tutto questo preambolo è per dirvi che ieri ha cucinato nuovamente lui, e ha fatto una pasta buonissima, ma soprattutto cotta splendidamente... Ora io mi chiedo, è lui che è diventato veramente bravo o oramai la "nostra pasta" è diventata talmente buona e quindi chiunque sarebbe capace di garantire la giusta cottura? Ai posteri l'ardua sentenza!


Spaghetti siculo-thailandesi
Ingredienti per 5 persone
450 gr di spaghetti Piaceri Mediterranei trafilati al bronzo
2 carote
1 cipolla
1 peperone lungo e rosso
sale
curry
salsa di soia Crudigno
olio evo
anacardi
Lavare tutte le verdure e pelare le carote e la cipolla. Quindi tagliarle tutte a fiammifero. Fare scaldare nel wok un po' d'olio e aggiungere tutte le verdure. Fare saltare per qualche minuto, quindi aggiungere la salsa di soia e il curry e aggiustare di sale. Nel frattempo far cuocere la pasta. Non appena sarà pronta, scolatela appena e fate saltare nel wok, insieme a tutte le verdure. Tostare gli anacardi e ridurre al coltello e spolverizzare sopra la pasta.
Una vera meraviglia!
Suggerimenti:
- per avere una pasta senza glutine al dente, scolatela quando è al dente e passate subito un getto di acqua fredda per fermare la cottura, altrimenti se volete ripassarla in padella, dovete metterla quando ancora non ha raggiunto il punto di cottura ideale. La pasta senza glutine, infatti, passa rapidamente dalla cottura ottimale alla scottura...
- non avendo nessun elemento di origine animale è anche una pasta adatta ai vegani!
A presto
Stefania Oliveri

sabato 25 febbraio 2012

I falsi d'autore: torta Mondrian!

Odio i falsi d'autore. O ti puoi permettere il vero (e spesso non si può) o altrimenti ti compri qualcos'altro! E li odio anche quando sembrano assolutamente veri e, anche, quando sono d'autore! Non parliamo poi di quei falsi, che sono fatti sicuramente da autori pregevoli, che vanno solo perché rappresentano una firma. Io non ho una Louis Vuitton, né vera, né tanto meno falsa, né una Gucci, né una Chanel, né una Hermés... e mi piacerebbe, come, quasi, tutte le donne. Ma se non posso permettermi di comprarne due-tre vere, non le voglio nemmeno finte a prezzo da borsa comunque "buona", perché tanto nessuno se ne accorge che è quella finta. Ma lo so io e tanto basta! Mi sento bugiarda, oltre che ladra nei confronti dello Stato... Esagerata? Sicuramente, ma che ci posso fare?
Così quando la mia collega mi ha chiesto "ma tu la sapresti fare una torta quadro di Mondrian?" (anche un po' scettica sul fatto che potessi riuscirci), io ho subito pensato "figo!" e subito dopo " oh mio Dio, devo fare un falso!" Ovviamente non mi sono tirata indietro, era il suo compleanno e mi aveva pure confessato che non aveva mai voluto una torta e questa sarebbe stata la sua prima volta. Per farla breve, mi ha fatto tanto intenerire che non mi sono potuta tirare indietro... Ho fatto il mio primo falso... Ma per una buona causa... ma spero d'autore!


Questo l'originale a cui mi sono ispirata...







La torta doveva essere al cioccolato, perché lei ama solo quello, così ho fatto due torte con la ricetta di questo plumcake, che ho farcito con Camy cream alla nutella, bagnata con la bagna di Montersino, ricoperta con questa ganache al cioccolato e poi ricoperta con pasta di zucchero.


A presto... col prossimo falso! ;)


Stefania Oliveri

venerdì 24 febbraio 2012

Si mangia strano in casa Cardamomo: patè di avocado!

Anche i compagni dei miei pargoli se ne sono fatti una ragione: a casa Cardamomo si mangia strano! Così ieri all'ennesimo pranzo, il compagno di turno ha trovato:
-Antipasto di finta sfoglia alla carruba con patè di avocado
-pasta con pesto di bucce di piselli (biologici)
-salsiccia panata con contorno di insalata con frutta
-muffins con tangerine curd
Il ragazzo ha mangiato ben volentieri tutto, profondendosi in mille complimenti e facendo il bis di ogni cosa (l'età dello sviluppo mi fa prevedere piatti da camionisti, che non bastano mai, ma per fortuna sono sempre abbondante nelle quantità) e alla fine mi ha detto: "è inutile che le chiedo le ricette, tanto lo so che fa cose strane e mia mamma non le potrebbe rifare mai... l'unica cosa che mi dispiace e che non le potrò rimangiare neanche qui..."
Che avrà voluto dire? Io sono come Paganini e non ripeto!



Ovviamente la ricetta è stata fatta perché mi era balenata in mente una nuova versione vegetariana di mousse da proporre per l'MTC di questo mese... Lo so, stavolta non vincerò (come sempre), stavolta ho visto cose stupende (come sempre)... ma dobbiamo farglielo guadagnare questo titolo a Bucci?
La ricetta del patè viene dritta dritta da Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, Pasticceria Salata n. 11, la Cucina del Corriere dell Sera
Patè di avocado
Ingredienti per 8:
1 avocado maturo
1/2 limone
3-4 gocce di tabasco
0,50 dl di panna fresca da montare
0,4 dl di vodka
Lavate l'avocado e tagliatelo a metà e con un cucchiaio grande prelevate la polpa e frullatela nel mixer insieme alla vodka, il succo del limone, il sale e il tabasco. Nel frattempo montate la panna ben fredda con un frullatore elettrico e mescolate i due composti e mettete in frigo a riposare.
Per i biscotti di finta sfoglia
Ingredienti per ... una miriade di biscottini:
170 gr farina di riso quella super fina tipo amido
50 gr. farina di patate
30 gr maizena
250 ricotta o philadelphia o mascarpone
160 gr burro morbido, ma non troppo
2 pizzichi di sale
5 gr di xantano (stavolte sostituita con la farina di semi di carrube, anche essa facilmente trovabile in qualsiasi Naturasì, per questo il colore è più scuro della solita sfoglia)
Mettere tutti gli ingredienti in un mixer e amalgamare velocemente fino a quando non diventa una palla. Conservare dentro un sacchetto per alimenti ben chiuso, in frigo per un paio d'ore. Questo serve a far rassodare nuovamente il burro e dare densità all'impasto. Quindi riprendere l'impasto e cominciare a stendere con un mattarello, procedendo come con la pasta sfoglia, cioè piegando in tre la pasta ad ogni giro, prima di stenderla, avendo cura di infarinare un poco (con la farina di riso) il piano per non fare attaccare l'impasto.
Quindi tagliare dei dischetti di pasta sfoglia e metterli in forno caldo a 170° (forno ventilato, 180° forno statico) per una ventina di minuti. Quando saranno freddi spalmare con la mousse.

Suggerimenti:
- questa sfoglia è un po' difficile da lavorare perché la farina di carrube non da la stessa elasticità dello xantano, ma la resa finale è davvero ottima;
- i biscottini possono essere preparati con anticipo e surgelati da cotti, scongelateli due ore prima di servirli e mantegono completamente la loro fragranza;
- il patè è molto buono e si mantiene anche due giorni in frigo.

Con questa ricetta HO DECISO di non partecipare all'MTC di questo mese sul tema proposto dalla bravissima Bucci che vi consigli caldamente di andare a leggere per farvi una cultura!




A presto
Stefania Oliveri

giovedì 23 febbraio 2012

Fra la chimica e la matematica: gnocchetti molecolari di piselli e barbabietole

Voglio mettere subito in chiaro una cosa, io odio chi specula... e soprattutto chi specula sui problemi altrui. Ora, siccome, fino a prova contraria, la celiachia non è un piacere (non sarà nemmeno una malattia -anche se su questo dissento, profondamente- ma qualcuno lo sostiene e io mi adeguo...) e tutti i celiaci sono costretti a comprare i beni di prima necessità in farmacia a, cosiddetto, sangue di papa (chissà perché poi dove costare così tanto quello del papa...), usufruiamo, finora, di un buono irrosorio, che spesso e volentieri non basta a sostenere le spese. Questo è stato uno dei motivi per cui io, fin dagli albori di questo blog, ho voluto usare delle farine alternative alle farine dietoterapiche (cioè quei mix preparati da ditte specializzate e vendute in farmacia) per preparare torte, dolcetti, pane e quanto altro, tanto da guadagnarmi da Felix e Cappera il soprannome di “irriducibile”! Questa estrema volontà di usare quanto più possibile prodotti naturalmente senza glutine, nasce anche dall'esigenza di dimostrare che chiunque può cucinare senza glutine e abbastanza facilmente senza ricorrere ai costosi prodotti in farmacia, spesso così diversi dai prodotti glutinosi, dimostrando che è possibile cucinare per TUTTI alla stessa maniera.


Perché se la pasta mi costa circa 12 euro al chilo contro 1,50 di quella col glutine, è normale che io faccia la pentola a parte per il celiaco (quando va bene). Se il pane mi deve costare circa 16 euro al chilo, è ovvio che i crostini dei celiaci siano fatti a parte (sempre che li facciano...). Se la farina mi deve costare a 6,00 euro al chilo, è assolutamente lapalissiano che non usi quella farina per fare una torta che, fra l'altro, quando prevede quantitativi di farina consistenti, non viene mai buona come quella col glutine.
Il più delle volte quindi o il celiaco non trova da mangiare per lui o, oserei dire peggio, gli fanno una fetta di carne arrostita e un'insalata a parte, mentre tutti gli altri mangiano piatti luculliani. Sebbene concordi sul fatto che per la sopravvivenza vadano più che bene, ricordo che, ad oggi il nostro problema non sia la sopravvivenza e non si abbia bisogno di mangiare, ma piuttosto di condividere.
Però io a casa mangio bene, molto bene e tutti quanti mangiamo la stessa cosa. Anche alle mie feste, i menù sono sempre totalmente gluten free e non solo nessuno si è mai lamentato, ma mi chiedono le ricette e spesso vogliono che cucini per loro, ergo tanto male non li farò mangiare...
Qual è il segreto?


No, non sono molto ricca!


Il segreto è usare i prodotti alternativi con prezzi sì più alti di quelli che si usano quotidianamente, ma non così alti come quello dietoterapici. Faccio un esempio: per fare una torta chiunque usa la farina 00, io uso la farina di riso, la fecola e la maizena. Costo totale della farina 00 (tipo Barilla) E 1,00 al chilo, costo della farina di riso Lo Conte (le Farine Magiche, cioè la più cara!) E 4,00 al chilo, fecola circa E 5,00 al chilo, Amido di mais quasi 4,00 euro.... Ovviamente i prezzi sono presi dal sito, ma io le ho anche trovate a meno, forse perché vado in un ingrosso, ma sono sempre e solo farine certificate, cioè approvate dall'Associazione Italiana Celiaci. Ma ci sono farine alternative anche più economiche e, adesso che la normativa esige che si scriva se il prodotto contiene glutine, è anche più facile trovare in qualsiasi supermercato le farine adatte anche ai celiaci a prezzi sicuramente molto più competitivi, come ad esempio La Cleca che si trova all'Eurospin e che costa solo E 1,80 al chilo. Ovviamente una torta in cui userete solo 100 gr. di farina, con la farina 00 vi costerà soltanto 0,10 centesimi, con le farine alternative costerà da 0,20 a 0,40 centesimi contro i 0,60 centesimi con le farine dietoterapiche. Non parliamo di quanto incide tutto questo su quantitativi maggiori...
Passiamo alla pasta. Riflettiamo su quanto costano il riso o la polenta rispetto alla pasta. Riso Flora (fra i più cari) circa E 3,50 al kg, polenta Valsugana (sempre la più cara, perché vi assicuro al Naturasì ce ne sono di più economiche) E 5,00 al chilo, cioè sempre di più che la pasta col glutine, ma non quanto quella dietoterapica.
E potremmo fare decine di esempi. Ma già da questo si evince come TUTTI i celiaci SIANO COSTRETTI a spendere giornalmente di più rispetto a chiunque altro per nutrirsi, avendo fra l'altro sempre maggiori problemi a reperire il cibo, ma non si capisce perché debbano mangiare cibo che costi quanto l'oro... Insomma, alla fine, non stupisce nemmeno perché non ci invitano più a cena o se ne infischiano di noi! E hanno anche ragione!

Noi celiaci, però, fino a quando avremo il buono, saremo messi nella condizione "di uscire dalle nostre tasche" quasi quanto gli altri....


Fino a quando?


Sì, perché sembra proprio che questo buono ben presto non ci sarà più. E non vi dico l'inferno che si è scatenato contro il governo che ce lo vuole togliere... Ora, so che risulterò impopolare, ma devo proprio dirlo, io sono quasi contenta che lo tolgano! E certo non perché sono ricca, ma perché non capisco perché i prodotti senza glutine debbano costare così tanto! E ciò che capisco ancora meno è perché all'estero, gli stessi prodotti costino un quarto... Ecco dove vedo la speculazione!

Meditate gente, meditate... e agite di conseguenza!






Gnocchetti di farina di piselli con barbabietola e ricotta
Questa pasta fresca è fatta con la farina di piselli denaturata da me (qui se volete vedere il procedimento), ma su internet si trovano delle ditte che trattano già queste farine. Quindi per rendervi tutto più semplice basterà ordinarla e il più del lavoro sarà fatto... Il resto è veramente semplice!
Per ogni 100 gr di farina:
100 gr di farina di piselli denaturata
1 uovo
olio evo q.b
acqua q.b
un pizzico di sale
Per prima cosa voglio che sappiate che olio e acqua q.b. significa che ce ne vuole molto di più dei cucchiai canonici che ci vogliono per fare la pasta fresca. Adesso non so dirvi quanti ne abbia messi, ma tanti quanti trasformino il tutto in un'impasto morbido come la pasta frolla. In ogni caso dovete impastare tutti gli ingredienti insieme e lasciate riposare per una ventina di minuti. Stavolta non ho usato nè xantano nè sostituto del glutine come in questo caso, perché volevo fare un formato piccolo per cui non mi importava eccessivamente l'elasticità della pasta. In ogni caso, dopo mezz'ora, ho diviso la pasta in tanti rotolini, che ho poi tagliato con il coltello con una dimensione di circa 1,5 cm (all'inizio, poi mi sono stancata e li ho fatti anche di 2cm...) e poi li ho messi a riposare su un vassoio spolverizzato con farina di riso.
Quindi ho preparato il condimento. Siccome mi era piaciuto tantissimo il ripieno dei ravioli, ho voluto trasformarlo in salsa. Niente di più semplice e salutare!
Il condimento:
ricotta di pecora
barbabietola
sale e pepe
Tritate la barbabietola e aggiungete quanta ricotta volete. Salate e pepate a piacere.
Portate a bollore una pentola con acqua salata e tuffatevi gli gnocchetti, facendoli cuocere circa 12/15 minuti. In ogni caso dovete assaggiarli prima di scolarli, perché essendo come una pasta secca, deve avere il tempo di ammorbidirsi. Scolateli velocemente conservando un po' d'acqua di cottura e amalgamate con il condimento e un po' di burro. Servite spolverizzando con parmiggiano e un trito di pistacchi che ci sta d'incanto!



Suggerimenti:
-gli gnocchetti dopo averli fatti essiccare, potete congelarli anche in sacchetti per alimenti



-fateli mangiare a tutti, sarebbe un peccato per i non celiaci non potere assaggiare questa bontà!



A presto (spero)
Stefania Oliveri

martedì 21 febbraio 2012

Sogno o son desta... o è uno scherzo? Polenta con carciofi, broccoletti e acciughe!


No, non ci posso credere, è troppo bello per essere vero e soprattutto non ci sono abituata... e se è un bel sogno, vi prego non svegliatemi, è troppo bello e inaspettato... Il pargolo n. 1 ha addirittura preso un bel 9 nel compito di inglese... e non è nemmeno uno scherzo di Carnevale... Allora deve essere un sogno! Ripeto: NON SVEGLIATEMI!



Polenta con carciofi, broccoletti e e acciughe (da un'idea di L'enciclopedia dell Cucina Italiana, Zuppe, minestre, gnocchie polenta, n. 5, p. 505)
350 gr farina di mais
600 gr di broccoletti
4 carciofi
acciughe sott'olio
Paprika
20 burro
sale e pepe
Preparate la polenta con la farina si mais e mettetela in 1,25 l di acqua e sale. Nel frattempo preparate i broccoletti, dividideteli con in cimette e fateli cuocere in una pentola con acqua bollente e salata per circa 6 minuti a fuoco vivace. Nel frattempo avrete preparato prima i carciofi così. Lavate i carciofi e sfogliateli fino alle foglie più tenere, tagliate quindi la punta, e poi anche a spicchi e metteteteli in acqua acidulata (per non farli scurire). Affettate una mezza cipolla e mettete a stufare con un po' d'olio; quindi aggiungete anche i carciofi e fate cuocere fin quando sono morbidi, coprendoli con un coperchio. Spolverizzate di prezzemolo. A questo punto in una padella capiente mettete un po' di olio e delle acciughe sgocciolate e fate sciogliere (se non siete intolleranti all'aglio come in questa casa, aggiungetene uno spicchio, che ci sta una meraviglia), quindi aggiungete i carciofi e i broccoletti e fate insaporire insieme alla paprika. Quindi mescolate una parte di questo condimento con la polenta e conservatene una parte. Mettete la polenta in stampini monoporzione con un buco al centro e riempite il buco col condimento e un'acciuga.
Suggerimenti:
- i prodotti sono tutti naturalmente senza glutine e la polenta è quella biologica del Naturasì che è più economica di quella Valsugana del supermercato;
- anche i miei figli stanno rivalutando la polenta e mi hanno detto che è piaciuta... sarà perché pensano che se mi dicono che è buona non la rifaccio? ;)

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Cristina di Poveri ma belli e buoni sulle acciughe



A presto
Stefania Oliveri

lunedì 20 febbraio 2012

Chi è la più bella del reame? La Celiabella, Mister Montersino!

Ancora non mi sono ripresa del tutto, anzi a dire il vero sono ancora a pastina in bianco e mele bollite. “Ora quando un membro della famiglia soffre, soffre tutta la famiglia” ha asserito candidamente il dolce doppio, che ha avuto la migliore scusa per non sforzarsi questa domenica... Ma ho ugualmente un'ottima ricetta per voi. Grazie ad una meravigliosa amica, con una passione sfegata per Montersino, che pur possedendo già il libro in palio, farebbe carte false per avere la sua copia autografata... E allora, perché non prestarle il blog per raggiungere il suo scopo? Sono troppo buona... anche se in compenso mi ha promesso che mi da la copia non autografata! ;) Ti prego Maestro, falla vincere!

Pan di Spagna
165 gr albume
75 zucchero
150 gr burro
75 zucchero
115 tuorlo
50 cioccolato fondente
50 gr massa di cacao
180 gr di farina così suddivisi (per permettermi di mangiarla):
90 gr mandorle
40 gr di amido di mais
40 gr di fecola di patate
7,5 gr di lievito
8 gr di cacao
Montare il burro con 75 gr di zucchero con la frusta. Aggiungere i tuorli. Inserire a filo il cioccolato e la massa di cacao caldi. Montare gli albumi con gli altri 75 gr di zucchero e aggiungere alla massa di burro, alternando le polveri (prima le farine e poi il resto).
Bavarese
200 gr latte intero
80 gr tuorlo
35 gr di zucchero
185 gr di cioccolato bianco
80 gr pasta nocciola
6 gr di colla di pesca
500 gr di panna
Bollire il latte, e aggiungere i tuorli precedentemente montati con lo zucchero e portare a 85°. Spegnere il fuoco e aggiungere la gelatina, precedentemente ammollata in un poco di acqua e strizzata. Aggiungere la pasta di nocciole e infine quando il composto si raffredda inserire la panna montata.
Cremoso:
300 gr di cioccolato al latte
300 gr di panna
Scaldare la panna e far sciogliere il cioccolato, quindi montare con le fruste. Il consiglio è quello di aggiungere un foglio di colla di pesce, nella panna calda per permettere di addensarsi meglio.
Decorare:
150 gr. nocciole tostate
100 cioccolato fondente
70 burro di cacao (omesso)
Decorare a vostro piacere.
Io non l'ho fatta, l'ho solo mangiata (molto prima di stare male e non malignate!) e vi assicuro che era buonissima.
Questa è la foto della fetta





La torta sarebbe dovuta essere la Diabella del Maestro Montersino, non avendo trovato però gli ingredienti adatti per rendere questa torta adatta ai diabetici, l'abbiamo ribattezzata Celiabella... voi che ne dite?





Con questa ricetta partecipo al contest di Stefania e Anna Luisa e Fabio Golosi di Salute




A presto
Stefania Oliveri

domenica 19 febbraio 2012

"Buone Forchette" ... come me!

Dopo due giorni in cui sono stata buttata in un fondo di letto senza potermi muovere e soprattutto senza nemmeno potere bere, figuriamoci mangiare, riemergo oggi, ancora debole e spossata e, ovviamente non posso ancora nemmeno sentir parlare di cibo.
Così oggi non vi parlo di cibo, ma di quello che mi è successo grazie al cibo. Una rivista specializzata nel settore senza glutine "Buone Forchette" ha voluto farmi un intervista, per dimostrare a tutti quelli come me, che essere celiaci è difficile, ma non impossibile... Vi lascio con le due pagine che mi hanno dedicato.


A presto
Stefania Oliveri

giovedì 16 febbraio 2012

Due facce di una stessa medaglia: palline di ricotta con frutta secca


Dopo 15 anni di matrimonio avrei dovuto fargli capire che non ci tengo ai regali costosi, ma che preferisco un pensiero speciale per me, fatto il giorno della ricorrenza, nè prima né dopo. In 15 anni di matrimonio avrei dovuto fargli comprendere che preferisco dormire tutta tappata, porta chiusa, finestre serrate... e anche che le scarpe lasciate al centro del soggiorno non sono proprio la mia massima aspirazione e neanche lasciate ai piedi del letto, proprio nel punto in cui io devo passare per andare al bagno e puntualmente ci inciampo rischiando l'osso del collo (tranne quando sono in soggiorno... e quindi forse è meglio lasciare tutto come è!). Dopo 15 anni di matrimonio dovrebbe avere imparato che la camicia si toglie senza il maglione e che si sbottona tutta e anche che la tavolozza si chiude, il tappo del lavandino si rimette e anche quello del dentifricio... Dopo 15 anni di matrimonio dovrebbe sapere che dopo 5 minuti mi addormento davanti alla tele e che poi il telecomando è tutto suo, e anche che non amo ricevere fiori, ma soprattutto che odio le rose... almeno ché non sono biologiche e posso cucinarle! Dopo 15 anni di matrimonio dovrebbe sapere che se vede delle belle arance, o un mazzo di cavoli, o dei fichi, o qualsiasi cosa commestibile, bella e buona, la può comprare e portare a casa. Che fare la cucina non significa solo mettere i piatti dentro la lavastoviglie e fare il letto non significa andarsi a ricoricare. Che mi accendo come un fiammifero, e che mi spengo altrettanto facilmente, che mi offendo in un momento, ma che perdono col cuore e che dimentico... In 15 anni di matrimonio avrebbe dovuto capire che ogni suo desiderio è un ordine e se non riesco a realizzarlo mi sento frustrata... Dovrebbe sapere che non amo la tecnologia, che bevo solo acqua frizzante, che voglio essere al centro della sua attenzione e che adoro ballare solo con lui, che non amo uscire da sola e che mi piacerebbe tanto che andasse a qualche ricevimento dei figli.
Però forse non mi sono spiegata bene...


In 15 anni di matrimonio ho però imparato che almeno una volta a settimana si deve mangiare carne rossa; a non farne un dramma (o quanto meno a farlo più piccolo) se impersona Pollicino; a non sperare che faccia la spesa se non gli faccio una lista dettagliata; che è meglio non andare a comprare vestiti con lui perché tanto sostiene che non mi serve niente. In 15 anni di matrimonio ho imparato a contenere la gioia di un affare (secondo me, di una bufala, secondo lui), e a lasciare che scopra da solo un nuovo acquisto, così da poter affermare che l'ho posseggo da tempo. In 15 anni di matrimonio ho imparato che se mi compra ad agosto un regalo per il compleanno a marzo, devo essere contenta e non sperare di ricevere nemmeno un simbolo per quella data. Ho imparato che non ci piacciono gli stessi programmi e nemmeno gli stessi film, che non abbiamo gli stessi gusti in fatto di musica e di letture, ho imparato che i viaggi devono essere un po' più riposanti e che non posso pretendere di vedere tutte le chiese e i musei presenti in città. In 15 anni di matrimonio ho imparato che è disposto a cambiare, seppur lentamente, e che pur di venirmi incontro ogni domenica (o quasi) cucina. Ho imparato anche ad avere maggior senso dell'umorismo e a sopportare i suoi doppi sensi e che quando mi dice “ti porto a mangiare fuori”, in realtà vuole dire che si apparecchia in terrazza. Che preferisce la pasta con la salsa e la carne arrostita, ma che mangia tutto quello che gli propino senza fare storie (quasi mai). E ho capito che non farà mai l'operazione ai turbinati e che sarò costretta a vita al dolce sottofondo notturno.
Forse lui si è solo spiegato meglio?

Di questa ricetta però siamo stati davvero contenti entrambi! Lui ama i formaggi, io li detesto! Io ho imparato a mangiare quelli bianchi, lui ha imparato che quelli gialli li può mangiare solo fuori casa e possibilmente lontano dai miei occhi. Quando però ho visto questa ricetta da Loredana, ho pensato che era un modo per andargli incontro ed essere carina con lui... d'altro canto è passato da poco San Valentino!
Palline di ricotta con frutta secca
Da La cucina di Mamma Loredana
250 gr ricotta (lei ha usato quella vaccina, io quella più saporita di pecora)
100 gr parmigiano grattugiato (lei ha usato il pecorino, ma proprio non ce la facevo...)
pistacchi salati tritati
semi di papavero (lei mandorle a lamelle)
paprika (mia aggiunta)
Sgocciolare bene la ricotta, lavorarla a crema con una forchetta e aggiungere il parmigiano, amalgamare bene, Dividere il composto in due metà e ad una aggiungere la paprika e formare delle palline grandi come una noce.
"Per aiutarsi inumidire leggermente il palmo delle mani con acqua ... mi raccomando, LEGGERMENTE!" consiglia Loredana, ma io prima mi sono aiutata con due cucchiaini e ho fatto delle quenelle e poi le ho arrotondate con le mani, così non si è appiccicato niente.
Una volta ottenute le palline rotolarle nei pistacchi tritati al coltello e, quelle con la paprika, nei semi di papavero e adagiarle in pirottini o direttamente su un piatto da portata.

Suggerimenti:

- le proporzioni sono perfette, le palline vengono della giusta consistenza, quindi non cambierei assolutamente niente!

- gli ingredienti sono tutti naturalmente senza glutine, quindi adatti per un antipasto anche per celiaci.
E con questa ricetta partecipo al contest di EliFla The Recipe-tionist di questo mese la cui cucina ospite è quella della bravissima Mamma Loredana. C'era davvero l'imbarazzo della scelta, ma io ho voluto fare una scelta d'amore per il mio dolce doppio... perché è proprio vero che gli opposti si attraggono!



A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 15 febbraio 2012

Rifatte senza glutine: totani ripieni su letto di fagioli... in crisi di identità!



Ovvero quello che avrebbe dovuto essere e non fu! La ricetta di oggi avrebbe dovuto essere quella indicata nel titolo... avrebbe dovuto, non perché non lo è, ma perché in corso d'opera ha subito una trasformazione... Quando questo mese a casa ho annunciato tutta felice "questa volta totani ripieni", i pargoli e il dolce doppio hanno cominciato a saltare ... ma addosso a me! In ogni caso non mi sono scoraggiata e sono andata dal mio pescivendolo di fiducia, il quale mi ha dato il secondo colpo al cuore: NIENTE TOTANI, solo calamari... Be', volendo sono cugini, no? Be', non ci ho pensato due volte e li ho comprati. Ovviamente la loro fine è stata di fritti al forno (l'unico modo in cui metto d'accordo tutta la famiglia, compresa me che odio friggere), ma un calamaro, l'ho immolato alla buona causa e l'ho preparato secondo la ricetta di Anna... o quasi. O quasi, perché io non amo molto il pomodoro con il pesce, e meno che mai con i calamari. Mia mamma preparva spesso i polipetti o i calamari murati (notoriamente con il pomodoro) e io mi sentivo male solo a sentire l'odoro... Così ho deciso di ometterlo. Infine, io adoro tutti i legumi in genere, ma avevo appena fatto il macco di fave e anche se mi intrigava molto l'abbinamento dei calamari con i fagioli, mi sono detta che anche delle quenelle di macco di fave non ci sarebbero state male... E avevo assolutamente ragione!
Insomma, forse ho stravolto un po' la ricetta, ma non ci posso fare niente, in ogni caso sappiate che non sono io che sono così, mi ci disegnano... forse, come dice Elisabetta, sono proprio la Jessica Rabbit delle Rifatte!
Insomma, anche se c'è stato un processo di trasformazione, il risultato è stato ottimo e alla fine, tutti hanno voluto assaggiare il MIO calamaro e si sono pentiti di non aver dato fiducia ad Anna!

Calamari ripieni con quenelle di fave
Ingredienti per 2 persone:
2 calamari di misura media,
5o gr. tonno sott’olio
50 gr di pane*** (meglio se del giorno prima, ed ovviamente senza glutine, ma io ho usato pangrattato senza glutine della Biaglut),

vino bianco secco,
latte,
prezzemolo,
2 uova,
sale e pepe,
olio extravergine di oliva.
Per le quenelle di macco di fave:
500 gr. fave secche decorticate
mezza cipolla
2 carote
olio extravergine d'oliva
1/2 costa di sedano
curry

Mettere le fave a bagno per una notte intera. Quindi sciacquarle. Nella pentola a pressione far stufare la cipolla, tagliata piccolissima con dell'olio. Quindi aggiungere le carote e il sedano anch'essi tagliati a dadini. Aggiungere le fave e tanta acqua da ricoprirle fino oltre un dito al di sopra. Chiudere il coperchio e far cuocere a fuoco alto fino a quando la pentola non inizia a fischiare, quindi abbassare il fuoco e far cuocere per 20 minuti circa. Quando è pronto, far sfiatare, aprire il coperchio e salare (io aggiungo anche il curry che ci sta d'incanto, ma i puristi non lo farebbero mai... altrimenti che piatto siciliano è?).
Far raffreddare la preparazione e formare delle quenelle, da servire con i calamari.
Ovviamente questa ricetta fa parte delle Rifatte senza glutine



e non dimenticate che il prossimo mese tocca a Sonia e al suo arrosto con la panna.
A presto
Stefania Oliveri

martedì 14 febbraio 2012

Diversamente San Valentino e due paté con il naan!







E lo sapevo che non dovevo passare da Bucci... e lo sapevo che non dovevo passare nemmeno da quelle 4 sbarra 5 blogger che hanno già pubblicato i loro paté... E pure se questo mese partecipo da quasi vincitrice, non mi sento per niente tranquilla... La sfida è sempre più difficile (Bucci, meno male che “non è ostica” la preparazione, altrimenti che proponevi???) e le vincitrici sempre più brave e io quando la vincerò mai questa sfida???
In ogni caso ho deciso di pubblicare proprio il giorno di San Valentino, perché così sarete tutti distratti da bellissimi piatti pieni di cuori e amore, e perché spero di prendere le giudichesse in un giorno in cui il cuore è più tenero, anche se, devo confessarlo, questa ricetta parla d'amore, e di amore difficile, verso quelle due pazze di MT, che mi portano sempre a fare cose folli... come quella di continuare a partecipare a questa sfida!
Ora vi spiego un attimo la ricetta di oggi, ovvio niente di trascendentale, ma io sono per la speedy cucina (diciamo, capirete dopo) e quindi i paté sono super facili, ma buonissimi, ma quello di cui sono davvero orgogliosa è il companatico. Da tanto tempo volevo fare i naan. Io non li ho mai assaggiati, perché ho scoperto prima di essere celiaca e poi che esistevano i ristoranti indiani. Così, grazie a questa sfida, ho deciso di provarci. La ricetta viene da L'enciclopedia della cucina Italiana, n. 22, India, Thailandia, Sudest Asiatico, Mondadori... Ovviamente io l'ho trasformato in gluten free... quindi della ricetta originale è rimasto ben poco... I patè (sempre rivisitati) sono della stessa collana, ma il n. 1, Antipasti.










Paté di funghi e pistacchi
350 gr di champignon
½ cipolla
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
100 gr di pistacchi
½ cucchiaio di succo di limone
50 gr. di ricotta di pecora fresca
1 cucchiaio di brandy
sale e pepe
Per prima cosa ho preparato i funghi. Ho lavato, sbucciato e tritato la cipolla. Ho pulito i funghi (io li lavo, ma si dovrebbero solo strofinare con un panno umido...) e li ho tagliati a fettine. Quindi ho trasferito le cipolle in una padella con dell'olio caldo e ho stufato, salando le cipolle (Nigella dice che esce l'acqua e così non si soffrigge... ci avreste mai creduto in un consiglio così dalla signora più burrosa dell'etere?). Ho quindi unito i funghi e il Brandy e ho fatto cuocere per un quarto d'ora circa. Ho fatto raffreddare e ho aggiunto i pistacchi e ho tritato il tutto. Quindi ho aggiunto la ricotta ben sgocciolata e mescolato il tutto.











Paté di prosciutto di Praga
150 gr di prosciutto di Praga
100 gr di ricotta
100 gr di mascarpone
limone
1 cucchiaio di Brandy
Ancora più semplice del primo perché non c'è da cuocere nulla. Ho tritato il prosciutto con un mixer e poi ho mescolato con la ricotta, il mascarpone e il Brandy. That's all!

Naan senza glutine
125 gr. farina di soia
125 gr. fecola
50 gr sostituto del glutine (della Orgran, si trova in farmacia)
230/240 gr di acqua
10 gr sale
1 cucchiaino di lievito secco
1 cucchiaino di semi di papavero
Mettete il lievito in acqua tiepida insieme allo zucchero e aspettate 10 minuti. Nel frattempo mettete nel Bimby le farine, il burro a pezzetti e il sale e mescolate. Aggiungete il composto col lievito e fate impastare con la funzione spiga per 2 minuti. Aggiungete dell'acqua se necessario. Lavorate con le mani sporche di fecola e mettete a riposare il composto per un'ora e mezza in un luogo caldo.
… Con questo freddo un'ora e mezza non sono bastati e siccome dopo tre ore ancora il composto non era lievitato e non era diventato il doppio, così come doveva essere, ho deciso di metterlo in frigo e pensarci l'indomani. La mattina successiva l'ho uscito dal frigo e l'ho lasciato a lievitare a temperatura ambiente... Purtroppo la temperatura ambiente della mia cucina era più bassa di quella del mio frigo... Così il pomeriggio ho deciso di metterlo sul termosifone ben coperto con un pile, oltre che da un panno pulito... ma anche questo non è bastato... Insomma, ad un certo punto, visto che non lievitava nemmeno di un poco, ho deciso che era arrivato il momento di cuocerlo. Così ho diviso l'impasto in 12 parti, ho fatto delle palline e ho appiattito con un mattarello, sulla carta forno (ma nel libro diceva foglio di alluminio) e ho infornato in forno caldo a 180° C, per 10 minuti, poi li ho girati, li ho spennellati con un poco di burro (poco poco) e ho cosparso con i semi di papavero e li ho fatti cuocere per altri 10 minuti. Si mangiano caldi o altrimenti si conservano avvolgendoli in fogli di alluminio.

Suggerimenti:
-non so se assomigliano ai veri naan, ma erano buonissimi e sofficissimi, nonostante non fossero lievitati come c'è scritto sul libro;
-a mente serena, ho pensato che siccome il lievito suggerito era quello istantaneo, non poteva lievitare se non in forno... ditemi voi se quello che ho pensato è corretto;
-la farina di soia, conservatela in freezer, altrimenti fa facilmente e velocemente i vermi;
non so se da freddi, i naan, mantengono la loro sofficità, perché sono finiti tutti in un baleno...
questa versione dei naan è senza glutine naturalmente, ma non è solo per celiaci... è buona per tutti!
- se però volete fare una versione col glutine, non sostituite soltanto le farine cheuso io con quella 00, perché i quantitativi di liquidi, nelle preparazioni senza glutine sono di molto superiori a quelle con il glutine. Io seguo sempre le indicazioni di Felix che nel suo libro consiglia un 80 gr. in meno di liquido rispetto al totale della farina.
Ora non so se vi è venuto il sospetto, ma con questa ricetta partecipo alla sfida di questo mese di MTC, proposta da Bucci.

A presto



Stefania Oliveri

lunedì 13 febbraio 2012

Domenica cucina lui... ma non sempre! Gnocchi di ricotta e barbabietola

Oggi è lunedì, ma niente ricetta del dolce doppio. E sì, ieri il dolce doppio è entrato in sciopero e si è rifiutato categoricamente di cucinare... In realtà il sabato aveva cercato sui miei libri qualcosa, ma la ricerca era stata infruttuosa, sosteneva lui. Invece, io avevo pensato che mi volesse fare una sorpresa... Cioè, meno male che il sabato pomeriggio avevo preparato gli gnocchi, altrimenti ieri non mangiavamo! Piccola nota: nel pomeriggio è finalmente riuscito a leggere il bellissimo articolo di Anna Maria e mi sono presa la mia piccola soddisfazione... Quando ha letto che si parlava anche di lui e delle sue cucinate domenicale, si è mortificato talmente, che di sera ha deciso che preparare i panini toccava a lui!
Quindi oggi vi beccate i miei gnocchi... anche se non è giovedì!



Gli gnocchi di oggi però non sono di patate ma di barbabietola e vengono dal libro Enciclopedia della cucina italiana, n. 5, Zuppe, minestre, gnocchie polente, Mondadori

Gnocchi di ricotta e barbabietole
400 gr di barbabietola precotta
70 gr di ricotta di pecora sgocciolata
Farina q.b. (ovviamente io ho usato farina di riso e ne ho messa circa 550 gr)
100 gr di parmigiano
Noce moscata
Sale q.b.
Tritate la barbabietola con il minimi mer. Aggiungete la ricotta e mescolate bene. Quindi salate e aggiungete la noce moscata grattugiata. Quindi cominciate ad aggiungere la farina, fino a quando il composto raggiungerà la giusta consistenza. Quindi sporcatevi le mani di farina e cominciate a fare delle palline e mettetele in una placca ricoperta di farina di riso. Fate asciugare.
Ieri poi li ho bolliti nell'acqua calda e salata e poi li ho conditi col più classico dei classici, burro e salvia. Condire con parmigiano.





Alcuni li ho conditi e li ho gratinati in forno caldo a 220° per 10 minuti o fino a quando non si forma la crosta.
Suggerimenti:
- gli gnocchi sono buoni, ma secondo me si sente troppo poco la ricotta;
- tutti gli ingredienti sono naturalmente senza glutine, ma la farina di riso potrebbe essere contaminata, quindi, se cucinate per un celiaco, abbiate cura di prendere quella che abbia sulla confezione la spiga sbarrata o che sia prodotta in stabilimenti che non macinino altre farine col glutine
-Se volete potete farli nella maniera classica, cioè fare un salsicciotto stretto e lungo da tagliare a tocchetti di un centimetro; a me piacevano tondi.

E adesso vi voglio parlare un blog neonato, ma che ha dietro una persona preparatissima oltre che bravissima. Si chiama Cristina e non perdetevi le meraviglie che fa e mi raccomando andate a sotenerla diventando suoi lettori, non ve ne pentirete!





A presto





Stefania Oliveri

domenica 12 febbraio 2012

... sono finita sul giornale!

Non ce la faccio, devo proprio dirvelo, ho resistito per due lunghissimi giorni, ho resistito tanto, ma alla fine ha vinto la mia vanagloria e ve lo devo proprio dire: sono apparsa sul giornale Il Gazzettino di venerdì! Ora, essendo palermitana, so che qualcuno di voi penserà che sono finita nella cronaca nera, ma vi assicuro che non ho commesso nessun parricidio e nemmeno un pargolodicio, nessuno atto di mafia, nessun atto violento, insomma... semplicemente un bellissimo articolo della fantastica Anna Maria su di me, su questo fantastico mondo e su come si può affrontare la celiachia senza abbattersi mai! Insomma un articolo fantastico, che mi ha emozionato non poco. Grazie tesoro di questo onore!

venerdì 10 febbraio 2012

News from pargolo n. 1 e un dip di cavolfiore


Stamattina ero proprio contenta e questa felicità la volevo condividere con voi, perché, squilli di tromba, il mio pargolo n. 1 non ha preso solo un 8 1/2 a scuola, ma ben due! Cioè, queste emozioni per me sono davvero troppo, e col rischio di avere un attacco di cuore, mi ha dato la notizia della doppietta proprio ieri l'altro! Ovviamente l'attacco di cuore non mi venne, solo perchè (per dirla molto francamente) non ci ho nemmeno creduto e così, prontamente ieri al mio arrivo a scuola, la prima cosa che faccio è informarmi! Ecco lì, ho rischiato davvero l'attacco di cuore, perché me l'hanno addirittura confermato!
In ogni caso, stamattina mi chiama al cellulare e mi annuncia che non è entrato a scuola, insieme a tutta la classe, perché avevano compito di topografia... Cioè, come se fosse normale... Ovviamente l'ho cazziato per telefono, annunciandogli che sarebbero stati presi dei provvedimenti, etc. etc., essendo certa del cazziatone che aspettava a me, al mio arrivo. Puntuale e preciso, proprio appena metto piede a scuola, incontro proprio il collega di topografia... Dirvi che mi sono mortificata è poco. Subito dopo è stata la volta della coordinatrice, e subito dopo quella del segretario, che mi annuncia "abbiamo mandato la lettera di convocazione dei genitori a casa...!"
Insomma lo dicevo io, che ero troppo contenta e non poteva durare!


E questo è un dip, molto facile da fare, ma veramente buonissimo. Niente di complicato, ma che conquisterà le vostre papille gustative ... e non stocete il muso leggendo che si tratta di cavolfiore, perché se non ve lo dicessero, non lo scoprireste mai!
Dip di cavolfiore
1/2 cavolfiore bollito avanzato
3 cucchiai di maionese
1/2 cipolla rossa
Bollite in acqua salata un cavolfiore, dopo averlo lavato e ridotto a cimette. Quando è freddo tagliatelo al coltello e tritate benissimo mezza cipolla rossa. Mescolate il tutto con un po' di maionese. Servite con crostini di pane.


Suggerimenti:
- a parte che i miei pargoli, che odiano il cavolfiore, se lo sono conteso, vi assicuro che è davvero buono;
- la maionese può contenere glutine, quindi informatevi prima quale è la marca che potete utilizzare se avete un celiaco a cena, oppure, cimentatevi nel farla (chi ha il Bimby è pure avvantagggiato!)
- bollite il cavolfiore il giorno prima, così la puzza non indicherà l'ingrediente segreto, vi assicuro che chiunque lo scambierà per patate!
Con questa ricetta partecipo al contest di I segreti della cuoca pasticciona sul riciclo.


A presto
Stefania Oliveri

giovedì 9 febbraio 2012

Patate e funghi e storie di animali (che non sono i miei pargoli!)


Così come i miei pargoli si erano fatti la convinzione che partivamo per andare a trovare foodbloggers, adesso si sono convinti che ciò che arriva a tavola è il frutto di una partecipazione a qualche contest... e se le partenze non sono (sempre) il motivo di qualche incontro, per i menù giornalieri devo dire che hanno capito tutto! Spesso sono felici, come con la torta di Montersino, a volte un po' meno... Quando hanno visto questa pietanza sulla nostra tavola, loro che odiano i funghi, mi hanno chiesto se c'era qualche mente perversa che poteva mai prevedere un ingrediente tanto disgustoso... Ovviamente io non mi faccio smuovere dalle loro dimostranze e pretendo che mangino ciò che si porta in tavola, però stavolta ho raccontato loro il motivo della mia scelta e che il contest ha lo scopo di aiutare gli animali e che prevede una ricetta vegetariana ch ee si sono ammansiti!
Ora il contest prevede anche un racconto su un nostro animale, ma io, a parte i miei pargoli, non ne ho. Ne ho avuti però e questo è il motivo per cui non ne ho più. Perché finchè un animale non entra in casa tua, non riesci a capire quanto bene gli puoi volere e quanto grande è l'affetto che puoi provare, così come anche il dolore quando non c'è più. Io ho avuto pesci, al primo mi sono affezionata tantissimo (sì anche ad un pesce ci si può affezionare), agli altri ho cercato di non guardarli nemmeno per non soffrire; ho avuto tre gattini, e anche qui, il primo mi ha fregata alla grande, con gli altri ho cercato di non farlo e ho avuto due conigli e anche qui il primo è stato un amore struggente! L'avevamo chiamato Jessica (vi ricordate?) ed era più un canconiglio, che un vero coniglio, come non volergli un sacco di bene? Purtroppo ce l'hanno venduto già malato e nel giro di un mese, la broncopolmonite se l'è portato via... Abbiamo fatto l'aerosol, l'antibiotico, l'abbiamo vegliato per due giorni, ma non è servito a niente, è morto ugualmente... ma sono certa che è morto contento fra le coccole di tutti noi...

Ricetta facilissima e velocissima, ma veramente molto molto buona, tanto buona che l'hanno mangiata anche il pargolo n.2 e 3 che non mangiano funghi!
Funghi con patate in teglia
Stavolta la ricetta è esattamente come è scritta sul libro (o quasi) L'enciclopedia della cucina, Verdure e contorni n. 10, La Biblioteca di Repubblica p. 543

400 gr. di funghi porcini
400 gr. di patate
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio (omesso e sostituito con 1 cipolla)
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 dl di olio evo
sale e pepe
Secondo la ricetta si dovrebbero lessare le patate. Io invece le ho lavate, sbucciate e tagliate a rondelle e poi messe al microonde con un coperchio alla massima temperatura per 5 minuti circa. Nel frattempo ho pulito i funghi (lo so che non si fa, ma io li lavo, velocemente, ma li lavo!) e poi li ho affettati sottilmente. Anche la cipolla l'ho affettata e tagliata sottilmente. Ho unto una pirofila con un po' d'olio e ho coperto con uno strato di patate e ho insaporito con sale, pepe, parmigiano e cipolle (o col trito di aglio e prezzemolo). Ho sovrapposto uno strato di funghi e di nuovo ho condito come il precedente. Ripetete gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti e poi spruzzate un goccio di olio.
Mettete in forno già caldo a 200° gradi e fate cuocere per 30 minuti circa.
Servite caldo, è ottimo!


Suggerimenti:


- anche tiepidi sono buonissimi;


- tutti gli ingredienti sono naturalmente gluten free!

Con questa ricetta partecipo al contest della Lega del Cane



A presto


Stefania Oliveri

mercoledì 8 febbraio 2012

Non ho più l'età, ma io mi ostino: pulao con anacardi, uvetta e cardamomo!

Non ho l'età o quanto meno, non ho più l'età, ma io mi ostino lo stesso! Non che mi senta giovane e neanche mi vedo giovane, ma mi piace fare cose da giovane! Mi piace ballare, mi piace uscire la sera e fare tardi, mi piace bere. E le faccio queste cose da giovane, per accorgermi subito dopo, che giovane non sono più! Sabato sono andata a ballare (ovviamente solo feste di soli adulti... o dovrei dire già anziani? mai discoteca, mai locali pubblici, dove potrei incontrare miei alunni e mi vergognerei come una ladra! e meno male che i miei alunni non leggono il mio blog, perché non leggono niente, altrimenti sarei nei guai!) e dopo la prima mezz'ora mi facevano male le ginocchie; bevo (non vi sembri un'alcolizzata, già mezzo bicchiere mi da alla testa, ma mi piace lo stesso!) e l'indomani ho mal di testa; vado ad un aperitivo, come ieri sera, e mi vado a coricare un po' più tardi del solito... e stamattina non mi potevo alzare... Sono arrivata a scuola stile Zombie e ho ancora un mal di testa feroce... ma io mi ostino lo stesso!





Questo riso, l'ho preparato per uno dei nostri porta party, e qui, pubblicamente, voglio ringraziare soprattutto due persone speciali che mettono spessissimo le loro case a disposizione, mia cugina e una amica deliziosissima (checchè tu ne dica, sei deliziosa!) e questa amica mi ha espressamente chiesto di fare un riso indiano. Così ho preso questo bel libro e mi sono ispirata! Da L'enciclopedia della cucina internazionale, India, Thailandia, Sud Est asiatico, n. 22, La Biblioteca di Repubblica, p. 87

Pulao con uva sultanina, anacardi e funghi
500 gr di riso basmati
100 gr di uva sultanina
100 gr di anacardi non salati e non tostati
1,2 l di brodo vegetale (homemade)
1 cucchiaino di zafferano
1 cucchiaino di curcuma (mia aggiunta)
1 cucchiaino di curry
100 gr di burro chiarificato
2 cipolle
12 bacche di cardamomo verde
2 foglie di alloro
2 cucchiai di olio di semi (se usate burro non chiarificato)
funghi trifolati (mia aggiunta)
Mettere in ammollo sia il riso che l'uvetta separatamente, per almeno 20 minuti e al termine risciaccquare il riso. Nel frattempo preparare il brodo, mettendo i pistilli di zafferano, la curcuma e il curry.
Soffriggere la cipolla (io ho omesso l'aglio) con il burro chiarificato (o con l'olio, per una versione vegana!). Unire la stecca di cannella, il cardamomo, l'alloro e cuocere tutto per due minuti. Quindi versarvi il riso ben sgocciolto, e cuocerlo per altri due minuti mescolando. Versare il brodo aromatizzato e aggiungere l'uvetta ben scolata. Quindi portare ad ebollizione e e coprire e far cuocere per 10 minuti o fino a quando il brodo sia completamentamente assorbito. Appena è pronto togliere la stecca di cannella e i semi di cardamomo.
A parte riscaldare l'olio e tostare gli anacardi e aggiungere al riso. Aggiustare gli aromi e io ho aggiunto anche i funghi trifolati per dare maggiore sprint al riso. Inutile dirvi che è stato molto apprezzato!

Suggerimenti:
- il burro chiarificato ha un punto di cottura più alto, quindi si brucia meno rapidamente. Se non volete usare il burro chiarificato, aggiungete al burro dell'olio così, eviterete spiacevoli inconvenienti;
- per una versione vegana, sostituite completamente il burro con l'olio;
- se non trovate gli anacardi non salati, sciacquateli sotto acqua corrente;
-nel libro si consiglia di mangiarlo caldo, noi l'abbiamo mangiato tiepido, ma vi assicuro, che secondo me, ne guadagna in gusto!
- tutti gli ingredienti usati in questa ricetta sono naturalmente privi di glutine, quindi adatti anche ai celiaci!
Con questa ricetta partecipo al contest di Vickyart di Arte in Cucina per la categoria primi senza glutine!

A presto
Stefania Oliveri

martedì 7 febbraio 2012

Squilli di tromba: le nuove (st)Renne per un mese!

Il contest delle (st)Renne gluten free si è concluso sabato notte. Le ricette arrivate e in concorso erano 44, tutte meravigliose, tutte mega. Sceglierne 5 è stato davvero difficile, tanto che i ballottaggi sono stati più di uno. Ovviamente ci dispiace per tutte quelle che non ce l'hanno fatta, perché le ricette erano davvero tutte strepitose, ma una scelta doveva essere fatta. Ha prevalso il criterio della tradizione e dell'interpretazione in chiave gluten free. Come sempre vi ringrazio tutte della partecipazione qualitativa e del fatto di mettervi in gioco con una tematica che ad altri sembra impossibile. Mettersi in discussione e in gioco con dei cibi nuovi e più difficili da realizzare è, per me, già una grande vittoria. Spero che questo vi spinga a sperimentare sempre di più, per poter realizzare il sogno di ogni celiaco: "mangiare tutti la stessa magnifica prelibatezza"! Il vostro impegno mi ripaga di tutta la fatica che un contest comporta e la vostra sensibilità mi rende particolarmente felice oltre che orgogliosa di conoscere (sebbene alcune solo virtualmente) delle persone così speciali!
Mi preme anche ringraziare le mie amiche (st)Renne Ale e Daniela, Anna Luisa e Fabio, ELiFla e Mapi che sempre con grande disponibilità seguono il contest e vagliano con grande serietà e professionalità le vostre ricette.
E adesso, bando alle ciance, e annuciamo con piacere che le nuove (st)Renne per un mese saranno:

Minestra di Pasta Imperiale di Patty di Andante con gusto


Goulasch Suppe con popovers senza glutine di Greta di Greta's Corner


Ribollita di gaia de La Gaia celiaca


Escudella catalana di Mai de Il colore della curcuma


Harira Marocchina Tradizionale di Eleonora di Burro e Miele


Vi aspettiamo il mese di marzo per la nuova sfida con le (st)Renne Gluten Free!
A presto
Stefania Oliveri

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