Voglio mettere subito in chiaro una cosa, io odio chi specula... e soprattutto chi specula sui problemi altrui. Ora, siccome, fino a prova contraria, la celiachia non è un piacere (non sarà nemmeno una malattia -anche se su questo dissento, profondamente- ma qualcuno lo sostiene e io mi adeguo...) e tutti i celiaci sono costretti a comprare i beni di prima necessità in farmacia a, cosiddetto, sangue di papa (chissà perché poi dove costare così tanto quello del papa...), usufruiamo, finora, di un buono irrosorio, che spesso e volentieri non basta a sostenere le spese. Questo è stato uno dei motivi per cui io, fin dagli albori di questo blog, ho voluto usare delle farine alternative alle farine dietoterapiche (cioè quei mix preparati da ditte specializzate e vendute in farmacia) per preparare torte, dolcetti, pane e quanto altro, tanto da guadagnarmi da Felix e Cappera il soprannome di “irriducibile”! Questa estrema volontà di usare quanto più possibile prodotti naturalmente senza glutine, nasce anche dall'esigenza di dimostrare che chiunque può cucinare senza glutine e abbastanza facilmente senza ricorrere ai costosi prodotti in farmacia, spesso così diversi dai prodotti glutinosi, dimostrando che è possibile cucinare per TUTTI alla stessa maniera. Perché se la pasta mi costa circa 12 euro al chilo contro 1,50 di quella col glutine, è normale che io faccia la pentola a parte per il celiaco (quando va bene). Se il pane mi deve costare circa 16 euro al chilo, è ovvio che i crostini dei celiaci siano fatti a parte (sempre che li facciano...). Se la farina mi deve costare a 6,00 euro al chilo, è assolutamente lapalissiano che non usi quella farina per fare una torta che, fra l'altro, quando prevede quantitativi di farina consistenti, non viene mai buona come quella col glutine.
Il più delle volte quindi o il celiaco non trova da mangiare per lui o, oserei dire peggio, gli fanno una fetta di carne arrostita e un'insalata a parte, mentre tutti gli altri mangiano piatti luculliani. Sebbene concordi sul fatto che per la sopravvivenza vadano più che bene, ricordo che, ad oggi il nostro problema non sia la sopravvivenza e non si abbia bisogno di mangiare, ma piuttosto di condividere.
Però io a casa mangio bene, molto bene e tutti quanti mangiamo la stessa cosa. Anche alle mie feste, i menù sono sempre totalmente gluten free e non solo nessuno si è mai lamentato, ma mi chiedono le ricette e spesso vogliono che cucini per loro, ergo tanto male non li farò mangiare...
Qual è il segreto?
No, non sono molto ricca!
Il segreto è usare i prodotti alternativi con prezzi sì più alti di quelli che si usano quotidianamente, ma non così alti come quello dietoterapici. Faccio un esempio: per fare una torta chiunque usa la farina 00, io uso la farina di riso, la fecola e la maizena. Costo totale della farina 00 (tipo Barilla) E 1,00 al chilo, costo della farina di riso Lo Conte (le Farine Magiche, cioè la più cara!) E 4,00 al chilo, fecola circa E 5,00 al chilo, Amido di mais quasi 4,00 euro.... Ovviamente i prezzi sono presi dal sito, ma io le ho anche trovate a meno, forse perché vado in un ingrosso, ma sono sempre e solo farine certificate, cioè approvate dall'Associazione Italiana Celiaci. Ma ci sono farine alternative anche più economiche e, adesso che la normativa esige che si scriva se il prodotto contiene glutine, è anche più facile trovare in qualsiasi supermercato le farine adatte anche ai celiaci a prezzi sicuramente molto più competitivi, come ad esempio La Cleca che si trova all'Eurospin e che costa solo E 1,80 al chilo. Ovviamente una torta in cui userete solo 100 gr. di farina, con la farina 00 vi costerà soltanto 0,10 centesimi, con le farine alternative costerà da 0,20 a 0,40 centesimi contro i 0,60 centesimi con le farine dietoterapiche. Non parliamo di quanto incide tutto questo su quantitativi maggiori...
Passiamo alla pasta. Riflettiamo su quanto costano il riso o la polenta rispetto alla pasta. Riso Flora (fra i più cari) circa E 3,50 al kg, polenta Valsugana (sempre la più cara, perché vi assicuro al Naturasì ce ne sono di più economiche) E 5,00 al chilo, cioè sempre di più che la pasta col glutine, ma non quanto quella dietoterapica.
E potremmo fare decine di esempi. Ma già da questo si evince come TUTTI i celiaci SIANO COSTRETTI a spendere giornalmente di più rispetto a chiunque altro per nutrirsi, avendo fra l'altro sempre maggiori problemi a reperire il cibo, ma non si capisce perché debbano mangiare cibo che costi quanto l'oro... Insomma, alla fine, non stupisce nemmeno perché non ci invitano più a cena o se ne infischiano di noi! E hanno anche ragione!
Noi celiaci, però, fino a quando avremo il buono, saremo messi nella condizione "di uscire dalle nostre tasche" quasi quanto gli altri....
Fino a quando?
Sì, perché sembra proprio che questo buono ben presto non ci sarà più. E non vi dico l'inferno che si è scatenato contro il governo che ce lo vuole togliere... Ora, so che risulterò impopolare, ma devo proprio dirlo, io sono quasi contenta che lo tolgano! E certo non perché sono ricca, ma perché non capisco perché i prodotti senza glutine debbano costare così tanto! E ciò che capisco ancora meno è perché all'estero, gli stessi prodotti costino un quarto... Ecco dove vedo la speculazione!
Meditate gente, meditate... e agite di conseguenza!

Gnocchetti di farina di piselli con barbabietola e ricotta
Questa pasta fresca è fatta con la farina di piselli denaturata da me (qui se volete vedere il procedimento), ma su internet si trovano delle ditte che trattano già queste farine. Quindi per rendervi tutto più semplice basterà ordinarla e il più del lavoro sarà fatto... Il resto è veramente semplice!
Per ogni 100 gr di farina:
100 gr di farina di piselli denaturata
1 uovo
olio evo q.b
acqua q.b
un pizzico di sale
Per prima cosa voglio che sappiate che olio e acqua q.b. significa che ce ne vuole molto di più dei cucchiai canonici che ci vogliono per fare la pasta fresca. Adesso non so dirvi quanti ne abbia messi, ma tanti quanti trasformino il tutto in un'impasto morbido come la pasta frolla. In ogni caso dovete impastare tutti gli ingredienti insieme e lasciate riposare per una ventina di minuti. Stavolta non ho usato nè xantano nè sostituto del glutine come in questo caso, perché volevo fare un formato piccolo per cui non mi importava eccessivamente l'elasticità della pasta. In ogni caso, dopo mezz'ora, ho diviso la pasta in tanti rotolini, che ho poi tagliato con il coltello con una dimensione di circa 1,5 cm (all'inizio, poi mi sono stancata e li ho fatti anche di 2cm...) e poi li ho messi a riposare su un vassoio spolverizzato con farina di riso.
Quindi ho preparato il condimento. Siccome mi era piaciuto tantissimo il ripieno dei ravioli, ho voluto trasformarlo in salsa. Niente di più semplice e salutare!
Il condimento:
ricotta di pecora
barbabietola
sale e pepe
Tritate la barbabietola e aggiungete quanta ricotta volete. Salate e pepate a piacere.
Portate a bollore una pentola con acqua salata e tuffatevi gli gnocchetti, facendoli cuocere circa 12/15 minuti. In ogni caso dovete assaggiarli prima di scolarli, perché essendo come una pasta secca, deve avere il tempo di ammorbidirsi. Scolateli velocemente conservando un po' d'acqua di cottura e amalgamate con il condimento e un po' di burro. Servite spolverizzando con parmiggiano e un trito di pistacchi che ci sta d'incanto!
Suggerimenti:
-gli gnocchetti dopo averli fatti essiccare, potete congelarli anche in sacchetti per alimenti
-fateli mangiare a tutti, sarebbe un peccato per i non celiaci non potere assaggiare questa bontà!
A presto (spero)
Stefania Oliveri